MotoGP 2026. Perché Ducati è in difficoltà: ecco che cosa pensano Cadalora e Bernardelle

MotoGP 2026. Perché Ducati è in difficoltà: ecco che cosa pensano Cadalora e Bernardelle
Vola la RS-GP e la Desmosedici insegue. Dall’Igna e Tardozzi ammettono il gap, che in questo mese di pausa si vuole colmare. Nel nostro DopoGP abbiamo ampiamente trattato il tema. Frenata e inserimento in curva i limiti attuali delle Rosse: ecco il dialogo tra l’ing e il tre volte iridato
2 aprile 2026

In DopoGP, nella stagione scorsa, abbiamo spesso ipotizzato che la Desmosedici edizione 2025 fosse meno efficace della 24 e che le doti di Marc Marquez nascondessero i problemi. Ducati ha poi vinto nettamente il titolo piloti con il 93 e non ha ritenuto necessario chiarire i nostri dubbi. Legittimo, naturalmente. Oggi però, dopo tre GP della nuova stagione, sembra ancora che il livello di guidabilità e di precisione del 2024 sia ineguagliato. La pensa così il nostro Ing e lo conferma Luca Cadalora. Questo è un estratto sul tema, trattato nell’ultima puntata del nostro format.

Bernardelle: “I piloti lo dicono e lo fanno capire: la GP 24 era molto più efficace in frenata, è una cosa probabilmente legata a come lavora il freno motore sul motore ‘25, che stanno mantenendo. In teoria avevano la possibilità di adottare la specifica 24 e da quel che sappiamo è stata scelta la 25 anche per questioni di affidabilità. E’ stato fatto un lavoro di bilanciamento sul setting, ok, e la 26 lavora meglio della 25, ma tutti quelli che dalla 24 sono passati alla 26 hanno lamentato sostanzialmente le stesse caratteristiche che Bagnaia lamentava lo scorso anno. Alex Marquez, ma anche Aldeguer e Morbidelli…”

La 24 resta la migliore del triennio?

E’ perfettamente d’accordo Cadalora: “Mi sembra di vedere una moto che non scorre: nel momento di rilascio del freno perde velocità di percorrenza, non ha scorrevolezza. Ci sono moto che nel momento in cui le pieghi non hai la sensazione di freno ma di scorrevolezza: cosa che vedo nell’Aprilia e che ha sempre avuto la Yamaha M1 fino a che l’ho conosciuta e anche dopo. Ed è una cosa che dal ’25 in poi ho visto sempre meno nella Ducati. Cerco di spiegarmi meglio: ci sono moto che quando tu vedi la curva loro curvano e altre no, bisogna lottarci perché vorrebbero andare dritte. Tu con la forza le fai curvare e quelle sono le moto che non mi sono mai piaciute”.

In seguito Luca ha aggiunto: “Qui la sensazione è di una moto che vuole più gas per girare, magari non è solo la geometria, forse tante piccole cose. Quando correvo io, freno motore zero, facevi la moto che volevi, più o meno stabile, più o meno agile… Adesso è più complicato".

Poi Luca chiede a Bernardelle: “Una volta l’avancorsa era determinante per questa dinamica della moto, lo è ancora?

Bernardelle: “Lo è ancora, insieme ad altre cose però: le moto sono più pesanti e l’evoluzione ha chiesto di lavorare sulle rigidezze, abbiamo visto immagini di piastre di sterzo sottilissime per passare al pilota le minime vibrazioni e dargli il senso del limite. E poi la distribuzione dei pesi”.

Naviga su Moto.it senza pubblicità
1 euro al mese

Ducati ha seguito Marc Marquez?

Cadalora: “Io credo che Ducati potrebbe risolvere (i problemi) abbastanza facilmente… Spesso il comportamento della moto cambia tanto con piccolissime modifiche e c’è un mese di tempo. “

Bernardelle: “Potrebbe, ma forse Ducati ha due piloti, Pecco e Marc, con caratteristiche così diverse che queste regolazioni di fino non riesci a farle per l’uno e per l’altro in maniera indipendente. E andando a decidere chi previlegiare, magari correttamente secondo me, si vede che hanno seguito MM…”.

Quando Renè Pierotti riassume il passo dei piloti Ducati nel GP si nota che, a parte Marc (che dopo aver scontato il LLP ha girato sul passo dei piloti sul podio), gli altri hanno patito un calo vistoso nel finale, causato sembra dal consumo anomalo del pneumatico posteriore.

Perché cala tanto la gomma posteriore?

Bernardelle: “Quando cala la gomma posteriore, allora il problema dell’inserimento in curva di queste moto, che sfruttano tantissimo il freno motore, diventa incisivo. Il degrado della gomma non comporta soltanto un calo di trazione, che si paga naturalmente in uscita di curva. Vanno in crisi anche in ingresso di curva, perché la gomma posteriore non frena più come all’inizio. Il commento del pilota è: la moto spinge, spinge sull’avantreno. E questo effetto di sottosterzo, di sovraccarico sull’avantreno, è ancora maggiore”.

Cadalora: “Certo. E poi capita anche che, quando una moto non ha questa tendenza a curvare facilmente, si tende ad usare ancora di più il posteriore, per farla voltare. E tutto ciò può portare al degrado che abbiamo visto in queste gare: il pilota cerca di compensare questo limite della moto cercando di usare la gomma posteriore per far curvare di più la moto. Ed è quello che ha detto Pecco”.

Caricamento commenti...