Doremi Z900RS: Due passi nel passato

Doremi Z900RS: Due passi nel passato
Il lavoro di Doremi Collection sulla Kawasaki Z900RS ci porta dritti in una dimensione che supera il semplice tuning per entrare nel regno del "Cosplay Motociclistico". L'obiettivo del signor Take non è migliorare le prestazioni, ma far recitare alla moderna Z900RS la parte di un'icona del passato.
2 aprile 2026

La scelta della Z900RS come base non è casuale: è l'unica moto moderna che possiede le proporzioni corrette per "indossare" i vestiti delle sue antenate senza sembrare goffa. Doremi offre due maschere principali per questa trasformazione:

1. Il Kit Z1 (1972)

Per chi vuole tornare alle origini, il kit Z1 lavora sulla fluidità.

  • L'ingegno: Per mantenere l'affidabilità moderna, Doremi non sostituisce il serbatoio, ma lo "riveste". Un serbatoio interno in acciaio viene coperto da una scocca in fibra di vetro e ABS che riproduce l'esatta silhouette a goccia del 1972.

  • Il risultato: Linee morbide, fianchetti bombati e quel codino ad anatra che ha fatto la storia. Visivamente, da tre metri di distanza, è indistinguibile da una Z1 originale.

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Il Kit Z1000 MkII (1979)

Qui il registro cambia. Le linee diventano tese, squadrate, quasi brutali.

  • La metamorfosi: Il serbatoio spigoloso e il fanale posteriore a LED integrato trasformano la Z900RS in una muscle-bike di fine anni '70.

  • Completezza: Il kit è massiccio e include tutto, dal parafango anteriore cromato alla sella specifica, per un look radicale che sprizza cattiveria da ogni bullone.
     

  • L'effetto "Cosplay": È qui che il termine scelto dal signor Take rivela il suo significato. Come un costume da supereroe che simula muscoli finti, questo accessorio serve a completare la silhouette storica.

  • Il compromesso: Per il purista è un "vorrei ma non posso" quasi disturbante; per l'appassionato del look, è il prezzo da pagare per avere una ciclistica moderna (stabile e sicura) con l'estetica di una moto di cinquant'anni fa.

  • La Z900RS nasce con un monoammortizzatore moderno, ricreare un vero sistema a doppio ammortizzatore richiederebbe modifiche strutturali al telaio e al forcellone, compromettendo la guidabilità. La soluzione di Doremi? Due finti ammortizzatori ancorati ai supporti delle pedane passeggero.

     

Questi kit incarnano una visione molto orientale della nostalgia. Non si cerca il restauro conservativo (spesso costoso e tecnicamente frustrante per l'uso quotidiano), ma si celebra l'essenza visiva.

Il verdetto: Doremi Collection non vende motociclette, vende viaggi nel tempo. Al costo di un assegno importante, puoi guidare una moto che ha l'affidabilità di una giapponese del 2026, la sicurezza dell'ABS e del controllo di trazione, ma che regala a chi ti guarda (e a te stesso nello specchietto) l'emozione di un'epoca leggendaria.

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