MotoGP 2026. GP di Germania. Marco Bezzecchi torna in pista dopo la brutta caduta di Assen: "Non sono al 100%, affronterò il weekend sessione dopo sessione"

MotoGP 2026. GP di Germania. Marco Bezzecchi torna in pista dopo la brutta caduta di Assen: "Non sono al 100%, affronterò il weekend sessione dopo sessione"
Il 72 ha anche affrontato il tema della paura dopo una grande caduta: "Se avessi avuto paura sono sicuro che non sarei caduto in quel modo, perché non avrei provato a fare quella curva così. Tornare in moto può essere visto in modi diversi, ma per me è una cosa positiva"
9 luglio 2026

Marco Bezzecchi arriva al Sachsenring dopo la grande paura vissuta ad Assen, dove una violenta caduta durante il GP d’Olanda lo ha costretto a vivere giorni difficili.

Il pilota Aprilia, fortunatamente senza conseguenze gravi, è tornato a parlare con i giornalisti raccontando le sue condizioni fisiche, il ritorno in pista e l’approccio al weekend dopo un episodio del genere .

Ecco le sue parole con i giornalisti inglesi e italiani:

Come ti senti?

"Non è stata una settimana facile. L’incidente ad Assen è stato grande, fortunatamente non ci sono state ossa rotte, ma c’è stata molta paura. Non sono stati giorni facili, quindi sono molto felice di essere qui"

Dove senti dolore?

"Un po’ ovunque. A parte le braccia, tutto il resto fa male. Ho preso tante botte, quindi il mio corpo è un po’ tutto coinvolto"

Ripensando alla caduta, hai capito perché è successo?

"Sì, ero un po’ troppo veloce e quando ho aperto il gas ho perso l’anteriore. Fondamentalmente è stato questo. È stato un errore comune, ma fatto in una curva molto veloce, per questo motivo la caduta è stata più grande"

Secondo te la ghiaia di Assen ha avuto un ruolo nella gravità dell’incidente?

"Nel mio caso penso che con un altro tipo di ghiaia sarebbe stato più o meno lo stesso, perché la velocità era enorme. Alla fine ho colpito la ghiaia a circa 200 km/h, quindi nel mio caso è stata più la velocità a fare la differenza. Per me non è stato un grande problema il tipo di ghiaia"

Il fatto di non avere più la leadership del campionato toglie un po’ di pressione?

"No, in una situazione normale sicuramente la pressione e il tipo di approccio possono cambiare. Nel mio caso però non è una situazione normale, perché fisicamente sono molto lontano dal 100%. Il mio obiettivo ora non è quello di pensare come in un weekend normale, dove spero di lottare per podio o vittoria. Voglio vedere giorno dopo giorno, o meglio sessione dopo sessione, come mi sentirò. Non ho potuto provare la moto, non ho potuto allenarmi a casa, non ho potuto fare quasi niente oltre i controlli medici. Non penso a questo, per ora penso solo a salire sulla moto domani mattina in FP1 e vedere come sto. Devo gestire le energie e tutto il weekend"

Se il tuo corpo dovesse dirti di fermarti, prenderesti in considerazione di interrompere il weekend?

"Spero di no, ma non si può mai sapere. Mi piacerebbe finire la prima metà della stagione con un buon risultato, però al momento non è il mio obiettivo. Voglio prima capire come mi sentirò domani e poi domani sera parleremo e decideremo cosa aspettarci dal sabato e così fino a domenica"

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Domande in italiano

Con che pensieri arrivi qua? Lo vedi più come un momento per mettere un fine a una serie di cose negative oppure è più vediamo sessione per sessione senza troppe aspettative?

"Nella normalità sarebbe la prima delle due opzioni che hai detto, chiaramente. Perché comunque alla fine, dopo un tot, è normale anche fare delle riflessioni. Soprattutto la domenica sera, prima della pausa. Però, purtroppo, per quanto mi riguarda in questo momento, la mia non è una situazione completamente normale per via di quello che è successo ad Assen. Quindi, cambia un po' il mio modo di pensare, il mio modo di approcciare questo weekend, ovviamente. È chiaro che farò comunque delle riflessioni domenica o lunedì a casa. Ma, adesso come adesso, non è troppo il momento. Il momento più che altro è di cercare di capire bene cosa si potrà fare questo weekend. Sperando, ovviamente, di fare bene, ma senza particolari aspettative. Semplicemente quello di affrontare giorno per giorno e vedere un po' come vanno le mie condizioni fisiche. E sperare, ovviamente, di riuscire a portare a casa il massimo che si può"

Dopo una caduta così importante, come fa un pilota a non avere paura quando torna in moto?

"È una domanda difficile da rispondere. Se avessi avuto paura sono sicuro che non sarei caduto in quel modo, perché non avrei provato a fare quella curva così. Dopo una caduta brutta tornare in moto può essere visto in modi diversi, ma per me è una cosa positiva. Ho pensato subito: 'voglio tornare in moto per vedere come va anche se sto male, come va'. Non penso ci sia un metodo che funziona per tutti. Ognuno approccia come vuole, semplicemente deve trovare il proprio modo di affrontare queste situazioni. Nella storia delle gare bene o male tutti hanno avuto cadute forti, anche piloti come Marc (Marquez, ndr), e tutti alla fine sono risaliti in moto. Andare in moto è quello che ci fa stare bene, quindi io onestamente non vedo l’ora. Fortunatamente la caduta è il passato, ora si sale in moto e vediamo"

Dopo Assen che hai visto la classifica del Mondiale che pensiero hai avuto?

"Ho pensato principalmente che non era morto nessuno. È sempre più bello vedersi primo piuttosto che secondo, terzo o quarto, questo è ovvio, però non ci ho pensato più di tanto. Il primo pensiero è stato che era andata bene e subito dopo ho pensato: 'ok, mettiamoci giù perché voglio tornare in moto adesso'"

Hai parlato con Pecco Bagnaia, da poco diventato papà?

"Per lui è stato sicuramente un momento incredibile. Noi che ancora non lo abbiamo vissuto non possiamo capire fino in fondo cosa significhi, però da amico ho messo da parte per una volta le prese in giro e sono stato contento per lui e per Domizia. È una avventura completamente nuova ma penso che saranno entrambi bravissimi. Gli auguro di godersela e che vada tutto bene"