MotoGP 2026. ESCLUSIVO - Álex Márquez: "Volevo fare la Q2, il team diceva di no, poi è arrivato Marc e mi ha detto "tu non la fai", senza opzione" [VIDEO]

MotoGP 2026. ESCLUSIVO - Álex Márquez: "Volevo fare la Q2, il team diceva di no, poi è arrivato Marc e mi ha detto "tu non la fai", senza opzione" [VIDEO]
Nel giorno dell'ufficialità del passaggio del pilota spagnolo in KTM nel 2027, ecco un'intervista-testamento sul suo periodo in Gresini, con tutto il team descritto da Alex. Si è parlato anche del rapporto, profondissimo, con Marc, con un aneddoto commovente
6 luglio 2026

Misano - Alex Marquez ha parlato con Moto.it 24 ore prima dell'annuncio del suo passaggio ufficiale in KTM. Lo spagnolo ha tracciato un bilancio semi-definitivo (manca ancora mezzo campionato) dei suoi anni con il team Gresini, ricordando la scalata dal primo podio in Argentina fino al secondo posto nel mondiale lo scorso anno.

Nell'intervista c'è stato spazio anche per parlare di Marc Marquez. Tra i due fratelli c'è un rapporto profondo, sincero e bellissimo, ed è sempre un enorme piacere sentirli parlare l'uno dell'altro: questa chiacchierata è scivolata via così, tante risate, ma anche un momento in cui ci ha raccontato della sua caduta nel venerdì di Assen e della reazione di Marc, in grado di farci anche emozionare, quasi commuovere (questo il punto esatto).

Di seguito il link per l'intervista VIDEO e sotto la trascrizione integrale.

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Parto con una domanda un po' strana. Qual è per te il contrario della parola paura? 

"Il contrario eh? Dirò inconscienza. Ti piace?"

Sì! Vuoi sapere cosa ha detto tuo fratello?

"Che ha detto!?"

Ha detto divertimento, perché quando c'è divertimento non c'è paura...

"Quello è anche vero"

Nella biografia di Instagram hai scritto: 'Mi piace far ridere le persone e la pizza all'ananas'...

"Mi piace, mi spiace per voi (guardando verso la telecamera e ridendo, ndr), ma mi piace. Abbiamo iniziato il gioco con il team Gresini e da lì non potevo mai dire di no"

Quali sono stati i tre momenti più belli di questo periodo con Gresini?

"Primo direi quando ho fatto la pole position e il podio in Argentina, il primo anno che venivo dalla Honda LCR.  Lì il periodo era stato difficile quindi essere un'altra volta competitivo è stato molto importante. Dopo direi la prima vittoria con Gresini a Jerez. E direi anche tutto l'anno scorso quando ho fatto secondo di campionato, quello è stato molto, molto bello. Ah, ne ho dimenticato uno: il podio insieme a Marc al Sachsenring"

Ti chiedo di fare un gioco e di descrivere con una sola parola...  il tuo capotecnico Donatello Giovanotti?

"Una parola è difficile... Una persona molto saggia"

Christian Massa?

"Il mago dei social media"

Fermin Aldeguer?

"Fermin... direi una buona persona"

Carlo Merlini?

"Businessman"

Michele Masini?

"Michele Masini...  Un pagliaccio (ride, ndr). Scherzavo, è qui, quindi non potevo dire cose buone (ride, ndr)"

Se non fosse qui?

"Se non fosse qui... Una parola molto difficile, ma... Il team manager perfetto per avere l'ambiente perfetto"

Fausto Gresini?

"Sai che io non ho mai avuto il piacere di conoscerlo bene, ma sicuramente direi una leggenda, di quelle persone che lasciano il loro DNA dentro il team, e questo è molto importante"

E Nadia Padovani?

La jefa (capa, in spagnolo, ndr). Da fuori, l'ho raccontato tante volte quello, quando ero in un altro team e vedeva la Nadia e non vedi che fa, ma dopo quando sei dentro... La Nadia controlla tutto, dal primo all'ultimo controlla tutto, tutte le persone, sa tutto, quindi mi ha sorpreso tanto positivamente Nadia"

Invece per tutto il team Gresini? 

"Passione, passione"

E invece Marc?

"Marc... Non so, con una parola direi mio fratello"

E Alex?

"Il fratello di Marc"

Sempre a proposito di Marc, venerdì ad Assen hai fatto una brutta scivolata e non so se hai visto la sua reazione, è stato emozionante vedere come ha reagito per la tua caduta?

"Sì, non solo l'ho visto dopo, io l'ho visto in diretta. Ero lì al terra, ho sentito una moto che passava molto lenta, sapevo che era lui, non poteva essere un altro. Ho provato a fare così (fa il gesto del pollice in su, ndr), ma lui non mi ha visto. Alla fine, anche io ho avuto quella reazione tante volte quando l'ho visto a terra, quindi lo capisco perfettamente (il momento emozionante-commovente)"

Tuo fratello Marc ha avuto tanti infortuni nella sua carriera, tu ne hai avuto uno molto importante a Barcellona. Quanto sono importanti i suoi consigli su questo?

"Lì ad Assen è stato importante, alla fine non sono solo i suoi consigli, ma anche come l'ho visto in tanti problemi, tante volte, come a Jerez che è ritornato troppo presto. Penso che non solo per me, ma per tutti i piloti del paddock, quella è stata come una lezione, di dire 'ok, devi rispettare il tuo corpo, devi sentirlo e devi tornare al momento giusto'. Quindi in quel momento, mi ha aiutato tanto per ritornare a Brno, ma lui è quello che mi ha messo calma, come ad Assen che il team mi diceva: 'non fare la Q2, non fare la Q2, non fare la Q2' e io ero convinto di farla. Dopo mi ha preso Marc e mi ha detto: 'la Q2 non la fai'. Quindi non mi ha dato neanche l'opzione. E ho detto: 'ok, il team ha ragione'. Quindi quella è una parte per me molto importante sulle gare, ma anche a casa"

Sempre rimanendo sull'infortunio di Barcellona, hai avuto modo di rivedere la gara sicuramente dopo, che effetto ti ha fatto?

"La gara non l'ho rivista, onestamente, ho visto la caduta. L'ho chiesto già dopo l'infortunio velocemente di vederla per capire che era successo, perché in quel momento non mi ricordavo tantissimo, dopo già mi sono ricordato tutto. Quando hai uno shock così importante, penso che il modo di affrontarlo è vedere le cose e accettarle. Quindi quello è stato per me il momento in cui dici: 'no, perché lo vuoi vedere?', per accettare la situazione, per accettare che è successo e guardare avanti"

Quando l'anno scorso hai vinto le prime gare in MotoGP, è stato un momento in cui ti sei liberato di un peso?

"Più che vincere una gara è stato quando ho fatto tutto l'anno, quello è stata per me una conferma che potevo essere veloce tutto l'anno, che ho vinto delle gare, che ho fatto tanti podi... Quindi per me l'anno scorso è stato molto importante per mettermi in una posizione importante, perché stavo facendo un po' fatica a trovare il mio posto sulla MotoGP. Per essere il fratello di Marc, avrai sempre più pressione e la gente ti guarderà le cose positive e le cose negative, quello è negativo onestamente. Ma fare tutto quell'anno e confermare... Perché tanta gente diceva 'farà tre gare buone e dopo non andrà più'. Quindi fare tutto l'anno costantemente è stato molto importante per me e quello si, è stato come togliere un peso che avevo addosso"

Ha senso in qualche modo che il più grande rivale di Marc Marquez è ed è stato Marc Marquez?

"Sì, può essere. Alla fine il suo carattere, ha delle cose molto positive e delle cose negative, ma avere autocontrollo, il volere sempre di più... Lui lo dice sempre, pensa che il rivale sia più forte di lui, questo è benzina per lui, per continuare a lavorare. Lui può vincere di trenta secondi e dopo arriva a casa e lui dice no, perché l'altro faceva meglio questo, faceva meglio l'altro, se partiva davanti vinceva, quindi quello è benzina per lui. Quindi ha delle cose positive e negative, è vero che il suo stile di rischiare tanto, tante volte anche lo ha pagato con gli infortuni. Quindi hai due parti"

Ma voi riguardate le gare insieme quando tornate a casa?

"Qualche volta sì. Dipende quando ti va bene in due lo vedi insieme, sennò ognuno per la sua strada"

Costruiamo il pilota ideale della MotoGP, miglior frenata?

"Direi Pecco"

Percorrenza in curva?

"Io non mi metto, eh. Dico Martin"

Cambio di direzione?

"Direi Marc"

Giro secco?

"Giro secco... Sono indeciso tra Bez e Raul Fernandez, perché Raul tante volte non c'è e dopo in quali fa boom! Quindi dico Raul"

Miglior gestione della gara?

"In questo momento direi Bez"

Miglior gestione dei media?

"In questo momento Marc"

Più completo?

"Più completo, Marc"

E la tua migliore caratteristica, visto che non ti sei messo allora?

"Trazione, con il gas. Lì vado sempre abbastanza bene. In uscita di curva, lì è dove faccio più la differenza"

L'ultima domanda: che cos'è per te la felicità?

"Felicità... Sulla vita personale, avere tranquillità per me è felicità, onestamente, stare tranquillo. E dopo, sopra la moto, felicità e vincere, è così. Quando dicono: 'mi sono divertito un sacco, ma sono finito sesto'. Non ti diverti, ti diverti quando vinci, quella è la verità. Siamo lì, andiamo ogni weekend per vincere, quindi quando arrivi in quel punto è quando hai la felicità"

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