MotoGP 2026. GP di Catalunya. Pecco Bagnaia e il tema sicurezza dopo la caduta di Jorge Martín: "In Safety commission eravamo in tre a Le Mans, come può funzionare?"

MotoGP 2026. GP di Catalunya. Pecco Bagnaia e il tema sicurezza dopo la caduta di Jorge Martín: "In Safety commission eravamo in tre a Le Mans, come può funzionare?"
Il pilota Ducati ha chiuso un venerdì difficile, fuori dalla Q2 diretta: "Giornata non così negativa come altre situazioni quest’anno. Penso che questa sia una delle piste più belle che ci siano per come sono strutturate, ma è rovinata totalmente dal grip. L’asfalto è un disastro, non riesci a fare niente. Quando provi a spingere come vorresti cadi"
15 maggio 2026

MontmelóPecco Bagnaia ha chiuso il venerdì del GP di Catalogna lontano dai migliori, 12° e quindi in Q1. L'italiano ha ammesso difficoltà evidenti sul fronte grip e trazione. Il pilota Ducati ha analizzato il calo rispetto a Le Mans, ha parlato delle criticità della pista ed è tornato sul tema sicurezza dopo l’incidente di Jorge Martín.

Dopo le buone sensazioni di Le Mans, eri molto contento. Una giornata così ti ha spiazzato?

"È una pista dove fino a due anni fa era paradiso, una mia pista, dove riuscivo a fare la differenza nella gestione delle gomme e nel portare tanta velocità dentro. Adesso sappiamo che la situazione è cambiata e ci stiamo lavorando. Secondo me alla fine della giornata non è così negativa come altre situazioni quest’anno, però c’è tanto da lavorare e tanto da capire perché, a vedere le differenze con gli altri piloti davanti a noi, ci manca tanto grip. Gli altri sembrano riuscire a portare più grip e ad averne di più perché quando vanno sul gas gli scivola meno. Io invece sono tanto sullo spin, tanto attaccato ai controlli e non trazioniamo. Questo è un bene perché sappiamo dove andare a lavorare. Non è facile capire come, perché qua il bilanciamento della moto è un po’ particolare vista la carenza di grip, però ci lavoreremo"

Domani sarà una Q1 complicata...

"Sì, soprattutto avendo usato tre soft oggi. In tutto ne abbiamo sette. Domani sarebbero altre due, quindi cinque, poi ne avremmo due per sprint e gara. Se la gara dovesse essere con la soft vorrebbe dire averne una sola per Q1 e Q2, quindi bisogna riuscire a gestirsi bene in quella situazione lì. Ovviamente preferisco usarne due in Q2 e partire dodicesimo che usarne una e partire quattordicesimo, quindi vedremo domani"

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È una brutta bastonata dopo il lavoro fatto nelle ultime settimane?

"Sicuramente parti con la convinzione di aver fatto un bel lavoro, hai lavorato bene la gara scorsa, nei test tutto funzionava bene, arrivi qui e fai così fatica. Penso sia stata la stessa situazione di Álex Márquez il weekend scorso: arrivava da Jerez dove aveva dominato tutto, è arrivato a Le Mans e ha fatto gran fatica. Abbiamo tanti alti e bassi e bisogna capire come riesca Diggia a essere sempre quello che rimane costante e vedere dai dati quello che la moto fa di più e quello che deve fare. Quindi è da capire questa cosa qui"

Hai visto l’incidente di Martin? È un punto della pista di cui avevate già parlato?

"Questa pista qua è da almeno sei anni in una situazione un po’ particolare. Penso sia una delle piste più belle che ci siano per come sono strutturate le tribune e per com’è fatta. Credo sia l’impianto più bello che ci sia, rovinato totalmente dal grip. L’asfalto è un disastro, non c’è grip, non riesci a fare niente. Quando provi a spingere come vorresti cadi. Stamattina Martín non è che abbia fatto chissà cosa: è entrato un po’ più largo forse di traiettoria, l’ha persa ed è arrivato forte contro gli air fence. Adesso abbiamo la Safety Commission tra cinque minuti, magari parlandone riusciamo a spingere ancora di più, ma il problema non è tanto della Safety Commission quanto di chi è il proprietario e l’organizzatore del circuito che decide cosa fare, quindi è complicato"

Molti piloti però dicono che in Safety Commission non ci vanno più perché non serve a niente...

"Non ci viene più nessuno. È come dire..."

Non vado a votare, ma mi lamento dei politici?

"Esatto. Stessa cosa. Come puoi pensare che funzioni una cosa se tu neanche ci provi? Per me è una gran cavolata. Settimana scorsa a Le Mans eravamo in tre in Safety Commission ed era una riunione importante perché era stata aggiunta una regola in corso d’opera. Io sono dell’idea che se aggiungi una regola lo fai a fine anno, non durante la stagione, perché può succedere a chiunque di scivolare e rientrare ai box dalla pit lane in quel modo lì. La gara prima un pilota ha guadagnato dodici punti facendo così, dalla gara dopo prende il long lap: non è corretto. Dovevamo spingere un po’ ed eravamo in tre"

Bastianini ha parlato della necessità di un sindacalista dei piloti. Sei d’accordo?

"Intanto sarebbe importante che venissero tutti alla Safety Commission, perché se diciamo le stesse cose che potrebbe dire un sindacalista non cambia niente. Tempo fa ci abbiamo provato con Sylvain Guintoli, però poi purtroppo le cose non sono andate avanti perché non tutti erano d’accordo. C’erano piloti, tipo quelli KTM, che non volevano partecipare. Secondo me non è la cosa giusta"