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Ieri è andata in onda la prima puntata della nuova trasmissione di Moto.it "Parliamo di MotoGP con i piloti". Gli ospiti erano due ex piloti: Marco Melandri e Gianluca Nannelli (qui trovate l'intervista video sulla vita di Melandri e qui quella sulla vita di Nannelli).
Qui sotto trovate il video integrale dell'intervista: abbiamo parlato della MotoGP di oggi, di Ducati, Márquez, Bagnaia, Aprilia, Martin, Quartararo, Toprak, Acosta, Vinales e Lorenzo.
C'è stato anche spazio per due aneddoti divertenti: un divano legato a un'auto nel paddock e un'altra storia raccontata da Melandri.
Dopo il video sono trascritti alcuni passaggi interessanti.
Partiamo subito: Ducati nel 2026 continuerà a dominare o siamo vicini alla fine di un ciclo?
Marco: "La sensazione per me è che sarà comunque la moto da battere, anche perché la realtà è che ha i piloti migliori, nel senso che è vero che a fine anno Aprilia ha fatto vedere qualcosa di veramente incredibile, soprattutto Bezzecchi ha fatto gare meravigliose, quindi sulla carta può essere lui, diciamo, l'uomo che può infastidire, può spodestare dal trono Ducati. L'inverno porta sempre un sacco di cambiamenti, non so perché, anche se le moto cambiano comunque molto poco, l'inverno sempre qualche equilibrio lo va a cambiare. Quindi io mi aspetto Ducati-Márquez, la coppia da battere e spero di vedere Bagnaia lottare con Márquez spesso anche lui. Aprilia sulla carta sono molto competitivi. Punto di domanda, Yamaha e KTM. Io continuo a non aspettarmi una Honda così incredibilmente veloce da giocarsi le gare"
Gianluca: "Eh sì, confermo l'ipotesi Ducati. Perché avendo il pilota numero uno con la moto numero uno, diventa difficile batterli, ma anche tutte le altre squadre che compongono la griglia Ducati hanno piloti fortissimi e hanno dei team veramente veramente super competitivi. Gresini che ha fatto una stagione strepitosa, poi mi immagino anche VR46 vorrà essere della partita, quindi sarà un podio, a mio avviso per gli altri faticoso da conquistare. Ducati credo sia ancora la Casa da battere"
Su Aprilia...
Marco: "La mia perplessità di Aprilia è sempre la costanza. È vero che l'anno scorso è cambiato il project leader e Fabiano Sterlacchini secondo me ha fatto un lavoro veramente di fino perché è andato a perdere un po' di punti di forza in quelle piste dove Aprilia faceva la differenza, ma sono andati a colmare un gap importante dove erano in difficoltà. Quindi quest'anno mi aspetto che Aprilia possa fare uno step ulteriore perché, anche se le moto restano sulla carta le stesse del 2025, sicuramente Aprilia ha tanto da recuperare"
René: Il discorso di Martin? Intanto non parteciperà ai test perché si è dovuto rioperare...
Gianluca: "Da parte mia credo che non abbia chi lo circonda all'altezza, ne hanno fatte un po' troppe di stupidaggini nell'ultimo periodo, quindi credo sia mal consigliato. A mio avviso non ha uno staff all'altezza del suo talento, le conseguenze però le paga lui. La sensazione che ho da fuori, ma anche negli atteggiamenti personali che lui ha, come vedo anche quando fa finta di sorridere, cioè lo vedo che è triste dentro, sembra spento dentro e anche impaurito. Questa è la cosa che per un pilota credo sia la peggiore, no? Perché quando perdi la fiducia in un progetto, è una convivenza forzata, diventa diventa brutto, anche perché son tutti professionisti, super professionisti, ma alla base questo è un lavoro fra parentesi, perché è fatto alla base da una grande passione, da una grande energia che ti viene fuori e se questa energia si spegne e puoi essere il professionista che vuoi, ma quei due decimi a giro li prendi e diventa poi un gap incolmabile"
Marco: "La realtà è che la confidenza e la sensazione a fare sì che tu sia veloce, capito? Devi essere a tuo agio, confidente e avere le giuste sensazioni dalla moto per riuscire ad esprimerti. Non c'è un assetto, diciamo, della moto che ti fa andar forte o ti fa andar piano. Cioè, il bello della moto è ancora che il peso del pilota è un qualcosa che non puoi leggere nei dati, è incalcolabile, quindi è un qualcosa che proprio ti porta in base a come ti muovi sulla moto e dalla confidenza che la moto ti dà ad essere veloce o non essere veloce"
Sul botta e risposta Rivola-Dall'Igna, con l'ad di Aprilia che aveva detto: "Per me nel 2027 Ducati avrà la coppia Márquez-Acosta e Dall'Igna che aveva risposto: "Rivola parla più di Ducati che di Aprilia"...
Marco: "Secondo me Rivola voleva proprio punzecchiare Ducati e capire quanto si esponevano. La realtà che Acosta chi è che non lo vorrebbe? Sulla carta sicuramente non è il futuro, lui è già il presente perché KTM non è all'altezza di Ducati e nemmeno di Aprilia ad oggi. Marquez ha già 32 anni, credo che sia il primo in MotoGP a vincere dopo i 30 anni in mondiale, quindi per forza di cose Ducati deve guardare avanti. L'unica mia perplessità è con Liberty Media due spagnoli in un team così forte secondo me non li vorrebbero. Quindi non lo so, ti dico sulla carta è logico pensare Marquez e Acosta, però io credo che nel team ufficiale, nello stesso team, ho la sensazione che difficilmente si possono mettere anche per questioni economiche. È vero che Acosta sarà disposto ad andare a un ingaggio molto basso e puntare sui premi, però Marquez secondo me adesso è ora di raccogliere perché è 2 anni che semina"
René: Si parla di cifre importanti per Márquez, di 6-10 milioni...
Marco: "Qualcosa del genere, almeno 10. L'unico modo che Ducati può avere per dargli quei soldi lì è metterlo in comodità, nel senso di portare dentro sponsor che siano dalla parte di Marquez, tipo Red Bull, sennò non vedo come sia possibile pagarlo"
Gianluca: "Sì. Avevo sentito delle cifre molto superiori a 10 milioni, la richiesta di Marquez. Poi se si accordano su 10 credo che sia una cifra al limite per Ducati e che possa insomma pagare, ma è logico che poi non può prendere un altro pilota da 7-8 milioni e come compagno di squadra, quindi ci sarà qualcuno che deve piangere dei due, e quello non sarà Márquez"
Marco: "Lui è quello che fa piangere tanta gente!"
René: Bagnaia come lo vedete?
Marco: "Io lo vedo fuori da Ducati, non che il rapporto sia brutto, diciamo negativo, però ormai è come un qualcosa che si è deteriorato. Cioè, in tutte le dichiarazioni vedi che Ducati è innamorata di Marquez e Bagnaia già in difficoltà. Secondo me ogni volta che apre un giornale, un sito, lui soffre, capito? E la realtà che anche solo incontrare un tifoso per lui è difficile perché tutti gli chiederanno, 'allora quest'anno torniamo a vincere', 'lottiamo perché è andata male', cioè è in una situazione complicatissima e io non credo che lui possa raddrizzarla completamente la situazione, anche perché realisticamente parlando le moto sono uguali dal 2024 ad oggi, sono cambiate pressoché nulla"
René: Ma questa cosa è interessante, mi sembra di vederci un po' la tua esperienza di pilota. La gente che ti dice e ti martella, apri siti e vedi questo che va forte, no?
Marco: "E certo. E soprattutto è la facilità con cui Marquez vedi che va forte e in tutte le condizioni e questo è devastante, cioè ti logora proprio piano piano. Se tu pensi a Bagnaia, inizio campionato, partito andava a podio, capito? Se non cercava niente di strano, lui poteva arrivare poco dietro a Marquez per cercare invece di chiudere quel po' di gap, poi è andato completamente in crisi perché è andato nel pallone a livello di sensazioni, di setup, di comunicazione con il team, di comunicazione con la squadra, di credere in se stesso, perché a un certo punto è normale che quando sei in difficoltà tu dubiti anche di te stesso, anche se non devi mai farlo. E quindi si crea un'esazione tale che vedi solo le cose negative ed è veramente complesso uscirne"
Gianluca: "A me fa strano il Giappone, ha fatto quella gara lì dopo che era nel più profondo rosso in assoluto. Cosa è successo? Ancora non lo sa nessuno. Cioè..."
Marco: "Il problema è che è inspiegabile. C'è chi diceva che Ducati boicotta il pilota e questo non l'ho nemmeno mai pensato io per me stesso nell'anno più grigio della mia carriera (2008, ndr) e forse anche di Ducati MotoGP, perché la Casa non ha bisogno di boicottare un proprio pilota! Cioè, vai contro i tuoi sponsor, vai contro i tuoi interessi, vai contro tutti, non ha veramente senso. Sono certo che tutti hanno fatto il massimo per mettere Pecco proprio agio. È veramente incomprensibile per chiunque, secondo me, questa situazione"
René: Secondo voi Bagnaia ha subito un po' anche a livello il fascino di Marquez? Lo si è visto molto amico, penso che a cose invertite non sarebbe stato lo stesso. O forse è solo il carattere di Bagnaia?
Marco: "Sicuramente un po' è carattere, Marquez comunque, chi ci ha lavorato, dice che anche nelle giornate più nere, più difficili comunque non perde mai la calma, non perde mai il sorriso, non perde mai l'educazione e il rispetto per chi lavora per lui. Marquez sapeva anche prima che non doveva permettersi di entrare e fare la guerra. Lui gli bastava di batterlo in pista, poi il resto sarebbe successo tutto da solo, capito? E questo è esattamente il film che Marquez prevedeva nelle più rosee aspettative, e forse è andato ancora oltre, perché comunque lui ha stradominato e l'altro è andato in crisi sotto tutti i punti di vista prestazionale, anche mediatico, perché comunque a un certo punto la realtà che era ridicolo il modo in cui si cercava di difenderlo a tutti i costi Bagnaia. Bastava guardare la realtà e dire 'Ragazzi, è arrivato uno che è un marziano, Pecco per cercare di fare ancora meglio stare più vicino possibile è andato in crisi, ha sbagliato strada e non sta performando nemmeno come potrebbe performare'. Cioè, secondo me non bisogna vergognarsi di nulla. Troverai sempre qualcuno che è più forte di te nella tua vita, la tua carriera. Prima o poi lo troverà anche lui"
Gianluca: "A mio avviso l'errore più grosso di Pecco è stato all'inizio della stagione, perché lui era due anni campione del mondo, vice campione del mondo, ha preso Marquez di petto, o meglio, dicendo io sono al pari tuo, non considerando che questa ha vinto otto mondiali, con dei mezzi non proprio... Quindi insomma l'errore di valutazione è stato quello di Pecco, di non capire quanto quella persona che arrivava nel suo box era forte e magari poteva girarla in un'altra maniera, collaborando e cercando di carpire subito dei segreti o qualcosa per rimanere agganciato a quel treno e poi magari qualche gara te la giochi, cioè con più umiltà. Forse lui ha peccato di umiltà in quel momento personale, non riconoscendo il valore vero e assoluto del proprio compagno di squadra"
Marco: "Poi secondo me un problema è stato che Bagnaia ha basato tutto su Marquez, guardava sempre Marquez. Se ti ricordi dopo il primo test in Malesia di febbraio Pecco disse che era contento perché i commenti erano gli stessi, le richieste sulla moto erano le stesse, mentre Marquez non ha mai considerato Pecco, ha sempre solo fatto la sua strada, diceva "Sono a questo punto, sto facendo questo, devo migliorare qua, devo migliorare là". Arrivati in Thailandia nei test, Marquez ha iniziato ad essere veloce e Marquez ha pensato sempre solo alla sua strada. Poi è vero che guarda i dati di tutti per cercare di capire, però non lo dice. Invece Bagnaia dal primo momento in cui Ducati ha annunciato Marquez, ha sempre parlato e si è sempre paragonato a Marquez. Secondo me questo è stato un errore perché non ha pensato abbastanza alle sue sensazioni"
René: Da Toprak cosa vi aspettate?
Marco: "Io tantissimo, ti dico la realtà secondo me 2026 per lui è un anno di rodaggio perché il problema vero tra Superbike e MotoGP sono le gomme. Quindi quest'anno lui deve capire il format, le piste, capire la moto, come lavorare nel box. Poi nel 2027 che arriveranno le Pirelli saranno sicuramente diverse da quelle che ha usato lui in Superbike, però la caratteristica rimarrà più o meno la stessa, se Yamaha funzionerà, lui è uno da mondiale, secondo me, perché io non ho mai visto uno col talento che ha lui sulla moto"
René: "Il papà di Lorenzo mi diceva 'sì, è vero, Toprak è fortissimo, sicuramente sa andare a moto, sicuramente un talento, però guarda gli avversari che ha battuto. Bautista, Bulega, insomma piloti che in MotoGP non hanno brillato particolarmente o non ci sono stati'...
Marco: "Beh, lui ha battuto quelli che aveva lì, non è che poteva battere quelli che non c'erano, però li ha battuti con una BMW che secondo me è una moto che da guidare è indietro anni luce dalla Ducati. E comunque Bulega nei test di Valencia con le Michelin è andato ha preso due decimi dal primo, ha girato pochissimo e ha dato paga a Bagnaia. Quindi ti dico, io aspetterei a dire che i piloti Superbike non sono buoni rispetto ai MotoGP perché per la prima volta adesso forse possiamo vederlo, e anche Bulega arriverà nel 2027 con le Pirelli, quindi occhio perché andrà forte anche lui
René: Favorito per il mondiale 2026?
Marco: "Marquez"
Gianluca: "Marquez"
René: Ditemi cinque piloti e fra questi cinque ci devono essere i tre che saranno in testa a fine anno...
Marco: "Marc Marquez, Alex Marquez, Bezzecchi, sta nei cinque sicuramente. Ti dico Acosta e Toprak"
Gianluca: "Io cambio solo Toprak con Quartararo"
René: Ok. Wow. E quindi domanda, penso retorica. Toprak farà almeno un podio?
Marco: "Sì"
Gianluca: "Confermo. Sì, anch'io"
René: Acosta vincerà una gara?
Marco: "Sì. Anche se la realtà è che io KTM la vedo molto molto male come azienda e sviluppi"
Gianluca: "Sì"
René: Pecco, non lo date fra i primi cinque, nessuno dei due...
Marco: "No, io non riesco a pensare che possa stare nei cinque, cioè potrebbe, a livello di talento, sì, ma è in una situazione troppo critica, secondo me"
Gianluca: "Io ce lo metterei per affetto e perché ha dimostrato di essere veramente forte, però essere separati in casa so cosa vuol dire e so che sofferenza è"
René: "Toprak forte nella sprint race, d'accordo o non d'accordo?"
Marco: "No, lui è forte sempre, tutto, sempre tutto. Vedrai, anche fisicamente. Lui è una bomba. È una macchina da guerra"