MotoGP 2026. David Alonso: "Il salto in Moto2 è stato un bagno di realtà. La MotoGP? Il tempo lo dirà, io penso a correre"

MotoGP 2026. David Alonso: "Il salto in Moto2 è stato un bagno di realtà. La MotoGP? Il tempo lo dirà, io penso a correre"
Il pilota del team Aspar ha parlato delle difficoltà iniziali avute dopo il titolo in Moto3: "Nel primo anno ti senti quasi sopraffatto perché ogni cosa sembra enorme, ma con il tempo quella sensazione diminuisce"
22 maggio 2026

Dopo lo straordinario titolo conquistato in Moto3 nel 2024, il giovane pilota del team Aspar, David Alonso, sta vivendo il suo secondo anno nella categoria intermedia, mentre il suo nome continua a essere accostato alla MotoGP ed in particolare alla Honda per il 2027.

In un’intervista concessa a Motosan prima del GP al Montmelò, il colombiano ha parlato del suo processo di crescita, della pressione vissuta dopo il salto di categoria e delle voci sul suo futuro.

Facendo un bilancio del suo avvio di stagione, Alonso ha spiegato: “Alla fine, considerando tutto quello che è successo, siamo stati costanti. La cosa positiva è che siamo riusciti a superare i problemi che abbiamo avuto, affrontandoli e risolvendoli nel miglior modo possibile. Anche se l’inizio non è stato semplice, abbiamo imparato tantissimo”

Parlando invece della pressione vissuta dopo la straordinaria annata in Moto3 e del salto di categoria, il pilota ha ammesso: “È stato un po’ un bagno di realtà. Devi imparare tantissime cose in poco tempo e a volte hai la sensazione di aver perso la strada e di non sapere dove ti trovi. Però fa parte del processo e alla fine riesci a trovare la tua direzione. Non è più tutto completamente nuovo. Conosci meglio la moto, i circuiti e hai una visione più chiara di come funziona tutto. Nel primo anno ti senti quasi sopraffatto perché ogni cosa sembra enorme, mentre con il tempo quella sensazione diminuisce”

Parlando del clima all’interno del team Aspar, Alonso - come Maximo Quiles -  ha elogiato il modo in cui la squadra lavora con i giovani piloti: “Penso che il team Aspar sia un team professionale, ma allo stesso tempo molto familiare. Ti senti parte del team, percepisci il calore umano. In altre parole, non è un team freddo e impersonale. E penso che questo sia in parte ciò che ha contribuito al loro successo e al modo in cui costruiscono la loro carriera, come sviluppano i piloti partendo dalle basi. Nel mio caso, hanno fatto lo stesso con me, quindi questo è uno dei motivi per cui ottengono così tanti risultati"

Infine, parlando delle continue voci che lo accostano alla MotoGP, ha detto: “Sono fortunato ad avere persone intorno a me che si occupano di queste cose. Così io posso concentrarmi su quello che so fare meglio, cioè guidare. Quando vai a 300 km/h hai bisogno di avere tutti e cinque i sensi concentrati su quello che fai. Solo il tempo lo dirà, ma per ora sono rilassato e cerco di fare le cose per bene nel presente"

Naviga su Moto.it senza pubblicità
1 euro al mese