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Non è stato fortunato, Alex Rins, dal ritiro della Suzuki in poi nulla è andato bene: tra infortuni, lunghi recuperi e la non competitività dei suoi mezzi sembra precipitato nell’anonimato. Il suo ultimo successo, isolatissimo, risale ad Austin 2023 quando correva con la Honda LCR di Lucio Cecchinello. Poi per la frattura alla gamba sinistra ha rischiato di saltare l'intera stagione.
Gli mancava soltanto l’attacco fontale di Scott Redding, non nuovo a uscite anche troppo franche: il catalano, a suo dire, è ancora in griglia soltanto per il passaporto, per il fatto di essere spagnolo.
"Ci sono alcuni ragazzi... Non voglio togliere nulla a nessuno di loro, ma ci sono ragazzi come Alex Rins che corre con una Yamaha ufficiale, da un paio d'anni... Perché? È un buon pilota, ma ha avuto molti infortuni e non è costante”. Ha detto così Scott nel podcast Full Chat.
Purtroppo la scarsa competitività della Yamaha lo ha bloccato in fondo alla griglia ed ora il suo contratto con Iwata scade alla fine del 2026. E’ chiaro che la M1 non è una moto adeguata, ma anche il trentenne Rins non è stato all’altezza da quando ci corre.
L'infortunio è ormai alle spalle e lo stesso pilota lo ha confermato da tempo. Ma adesso che la casa giapponese ha deciso di ingaggiare Ai Ogura per sostituirlo e metterlo di fianco a Jorge Martin dal 2027, la carriera di Alex potrebbe essere giunta al termine. Dove potrebbe andare se i posti disponibili sono così pochi? Tra i team ufficiali per lui non c’è spazio e l’unica alternativa sarebbe quella di scalare in una squadra satellite, ma il suo nome non sembra tra i papabili.
Continuerà in MotoGP? “Non dovrebbe essere così, ma è spagnolo. Potrebbe esserci qualche piccolo collegamento a un certo punto che lo aiuti", ha rincarato la dose Redding.