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Marco Bezzecchi voto 9,5: Come in Portogallo, non gli riesce la tripletta pole+sprint+gara, ma come in Portogallo fa una doppietta meravigliosa, confermandosi il pilota più in forma e veloce di questo momento. So già che qualcuno dirà: “Bravo, ma se c’era Marc Marquez…”. Se ci fosse stato Marquez, magari sarebbe cambiato il risultato, ma non il giudizio complessivo. Strepitoso. Fidanzato in Casa.
Raul Fernandez 9: Solo una settimana fa era stato costretto a guardare gli avversari dal box, ma si è ripreso velocemente dalla botta di Portimao. Un altro fine settimana di grandissima solidità e, come a Phillip Island, avrebbe anche potuto vincere, ma a differenza di allora, questa volta Bezzecchi non aveva LLP da scontare. I Fernandez saranno i nuovi Marquez? Calma. Intanto, però, bravissimo. Ben fatto.
Fabio Di Giannantonio 8,5: Allunga a 88 la striscia di podi consecutivi della Ducati in gara: non male. Un doppio podio che fa finire bene una stagione piuttosto complicata: la velocità c’è, adesso bisogna lavorare sulla costanza. Una Valencia positiva. Bene.
Pedro Acosta 9: Eravamo tutti convinti che potesse essere la volta buona, perché fino a sabato mattina era stato complessivamente il più efficace. Fino alla caduta a pochi minuti dalla fine delle FP2, con conseguente condizionamento della qualifica. Ma non è stato per la posizione in griglia che non è riuscito a vincere, piuttosto per la superiorità di Aprilia e Ducati rispetto alla sua KTM. Vederlo guidare, comunque, è spettacolare. Il nuovo Schwantz?
Fermin Aldeguer 8: La sprint è condizionata dalla qualifica e dal contatto con Miller, ma sulla distanza fa sempre vedere di essere forte. E non ha nessun timore nei sorpassi. Futuro Ducati.
Alex Marquez 7: Nella sprint va oltre il suo potenziale a Valencia, in gara, invece, va un po’ meno delle aspettative. Prende paga nel finale dal compagno di squadra, questo, forse, è il fatto più negativo del fine settimana. Vice campione del mondo.
Luca Marini 7: Nella sprint viene centrato dal compagno di squadra (Mir: voto 4), in gara fa una buona rimonta. E si sono anche visti un paio di sorpassi piuttosto decisi. Garanzia.
Brad Binder 6: Negli ultimi GP, sembra aver ritrovato un po’ di velocità.
Jack Miller 6: Su una delle piste dove fa più la differenza, è il primo pilota Yamaha al traguardo, perlomeno la domenica. Non male. Finalmente.
Enea Bastianini 5: Come in quasi tutti i GP della stagione: malissimo in qualifica, dignitoso in gara. Serve cambiare passo.
Miguel Oliveira 7: Forse la migliore gara della stagione nel GP dell’addio. A lui è dedicata la puntata n. 230 del podcast #atuttogas. Buona SBK.
Nicolò Bulega 6,5: Un passo indietro rispetto a Portimao, ma comunque una prova convincente. Il talento c’è.
Johann Zarco 4: Sbaglio evidente in gara: dove ha frenato?
Fabio Quartararo 5: Come sempre super efficace in qualifica, ma sulla distanza fatica, quasi rassegnato. Aspetta nuovi stimoli come a Riccione aspettano i turisti…
Pecco Bagnaia 5: Va tutto male, ma, se non altro, è bravo nel dire: “La squadra ha sbagliato con la benzina: succede. Quest’anno ho sbagliato io tante volte…”. Paperino.
Franco Morbidelli 4: Un errore quasi inspiegabile quello mentre arrivava in griglia di partenza. Errore che, purtroppo, paga con la frattura del quinto metacarpo della mano sinistra. Episodio preoccupante.
Maverick Vinales 6: È costretto al ritiro da un problema tecnico (lo sterzo tendeva a bloccarsi), ma il ritorno è stato incoraggiante.
Jorge Martin 6: Torna in moto per riprendere un po’ di fiducia, poi, giustamente, si ferma per non esagerare. Anche nel suo caso, il ritorno in moto è positivo.
Aprilia RS-GP voto 9,5: Molto efficace: su questa pista, decisamente la migliore.
Ducati Desmosedici GP25 voto 8: Ancora una volta due facce: competitiva con un pilota, molto meno con l’altro. Però il bilancio è sicuramente positivo.
KTM RC16 voto 8: Il giudizio lo copio dai GP precedenti: al di là di Acosta, che fa una grande differenza, comunque mostra una buona competitività.
Honda RC213V voto 7: Perde le concessioni: è la migliore conferma della crescita della moto.
Yamaha M1 voto 6: Si conferma la moto meno competitiva, ma solo applausi per il quattro cilindri in linea che dal 2004 a oggi ha fatto la storia.