MotoGP 2018. Dovizioso: "Marquez ha fatto la differenza"

MotoGP 2018. Dovizioso: "Marquez ha fatto la differenza"
Giovanni Zamagni
Andrea non ha troppi rammarichi per la caduta: “Ho sbagliato, peccato, ma il campionato era comunque finito”. Poi si complimenta con il campione del mondo: “Per battere uno come lui ti devi inventare qualcosa, ma non è facile contro un pilota così. Soddisfatto per la nostra sostanza nel 2018”
21 ottobre 2018

Il quarto zero stagionale è quello che fa meno male, anche se, alla fine, è quello decisivo: la caduta di Andrea Dovizioso consegna anche matematicamente il titolo a Marc Marquez. Andrea aveva una sola missione: vincere. Ci ha provato in tutti i modi, ma, purtroppo, gli è andata male. Per questo il pilota della Ducati è relativamente sereno.
 

«C’è un po’ di delusione, perché volevo vincere e ce la si poteva giocare fino all’ultima curva. Purtroppo è andata male, bisogna imparare da questo fine settimana. Anche qui ero veloce, ma anche questa volta Marquez (leggi le sue dichiarazioni) ha tirato fuori qualcosa in più: si era visto dopo le prove che era veloce, avevo detto che sarebbe stato difficile batterlo. Purtroppo, così è stato. Bisogna studiare Marquez ancora di più, capire e migliorare. Come velocità ci siamo, ma per battere uno come Marc bisogna inventarsi qualcosa. Ma non è facile inventarsi qualcosa contro di lui… Quest’anno non aveva la moto per avere 100 punti di vantaggio: la differenza l’ha fatta il pilota».

 

Hai creduto di poter tenere aperto il mondiale?

«No, no pensavo a quello: quando hai così tanto distacco non puoi vincere il titolo. La verità è che siamo stati forti nel 2018, ma non per conquistare il titolo. Per lottare per il campionato con Marquez devi essere a posto su tutto e forse non basta nemmeno».

 

Qual è l’aspetto positivo di questa stagione?

«La sostanza: c’è tanta sostanza nel nostro campionato. Nel 2017 ce la siamo giocata fino a Valencia, ma solo per circostanze particolari; l’anno scorso eravamo competitivi a tratti, mentre quest’anno lo siamo sempre stati. Dopo Brno, solo Marquez ha tenuto il mio ritmo: significa che ci siamo. Da questo punto di vista sono sereno. Ma bisogna studiare, migliorare ancora, stare tranquilli nei momenti difficili, come è successo quest’anno».

 

Spiegaci la caduta al penultimo giro alla curva 10.

«Ci sono rimasto male. Non ero entrato particolarmente forte, ma ho preparato l’uscita troppo presto. Ero più veloce di lui in alcuni punti, ma non riuscivo mai arrivargli attaccato in staccata per poterlo attaccare. Per questo ho anticipato l’uscita: purtroppo ho sbagliato».

 

Marquez sembrava imbattibile nell’ultima variante; che sensazioni hai avuto dalla moto?

«Devo capire meglio cosa è successo: quando ero dietro di lui, ho visto che la situazione era molto differente rispetto a quando ero davanti. Non so se ha cambiato modo di guidare o sono io che non c’ho capito niente… Sapevo che aveva il passo, ma sono confuso per come ha fatto. Arrivare all’ultimo giro con lui non te lo consiglia il dottore…».

 

Andrea, ti cito: “Come velocità ci siamo, ma per battere uno come Marc bisogna inventarsi qualcosa. Ma non è facile inventarsi qualcosa contro di lui…”. E’ un po’ demoralizzante correre contro di lui?

«Un po’ sì, ma a noi piloti ci piacciono le sfide, giocare con il limite: il Marquez del 2014 non avrebbe vinto questo campionato. Anche lui si evolve, bisogna continuare a migliorarsi: è una sfida stimolante».

 

Un po’ come Biaggi, hai trovato sulla tua strada avversari fortissimi: hai qualche rammarico per questo?

«No, devi vincere con chi c’è, indipendentemente da quanto grande è. Lottare contro Marquez è stressante, ma dà ancora più gusto».

 

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