Rossi: "Il mio lavoro in Yamaha è finito, non ho nessun rancore"

Rossi: "Il mio lavoro in Yamaha è finito, non ho nessun rancore"
Giovanni Zamagni
Ci ha creduto e ha provato in tutti i modi a vincere, ma Valentino Rossi si è arreso, inchinandosi alla netta superiorità del compagno di squadra su questo tracciato | G. Zamagni, Estoril
31 ottobre 2010

Punti chiave


ESTORIL – Ci ha creduto e ha provato in tutti i modi a vincere, arrivando ad accumulare un paio di secondi di vantaggio; poi, però, quando Jorge Lorenzo l’ha superato alla prima curva del 17esimo giro, Valentino Rossi si è arreso, inchinandosi alla netta superiorità del compagno di squadra su questo tracciato.

«Sono molto soddisfatto – dichiara Valentino -, è stato un fine settimana positivo. Prima della gara, abbiamo girato solo sull’acqua e sono sempre andato forte, tanto che con il bagnato ero probabilmente il favorito alla vittoria. Per l’asciutto, invece, non abbiamo preparato la moto al meglio, anche perché l’anno scorso, su questo tracciato, eravamo stati in grandi difficoltà e quindi, rispetto a Lorenzo, abbiamo dovuto fare tanti cambiamenti. Purtroppo, non sono riuscito a fare Motegi2, anche se all’inizio ho preso qualche rischio per accumulare un po’ di vantaggio. Ma la moto scivolava troppo sul posteriore e Lorenzo era più a posto di me.

In ogni caso, il risultato è positivo, anche perché adesso sono terzo in campionato e a 19 punti dal secondo posto di Pedrosa: non è male, considerato tutto quello che mi è successo. Alla fine ho mollato, perché non ce la facevo più, la spalla mi dava un po’ fastidio nelle staccate a destra e, in ogni caso, non avrei ripreso Lorenzo: era inutile continuare a spingere.

Sono partito piuttosto bene e all’inizio andavo forte: sinceramente ci ho creduto, ma quando la pista si è asciugata completamente, Lorenzo ha cominciato a girare con il suo passo e aveva qualche decimo di vantaggio e quando mi ha passato è stato impossibile rispondergli. Rispetto all’anno scorso, quando avevo preso quasi 30” e avevamo fatto abbastanza schifo, c’è stato un bel passo in avanti: a Valencia proverò a fare meglio, voglio chiudere bene i miei sette anni con la Yamaha.

La M1 qui era la moto più competitiva, anche se c’è da dire che Stoner è caduto subito e Pedrosa non era al meglio. Credo quindi che adesso i valori delle moto siano livellati, perché nelle ultime gare la Yamaha non era tanto in palla: probabilmente le prestazioni sono molto simili. Adesso arriva una settimana molto importante: sono eccitato, perché Valencia storicamente non è una delle mie piste preferite e voglio vedere se sarò competitivo anche lì, poi martedì e mercoledì proverò la Ducati e avrò le idee un po’ più chiare.

Lorenzo è un pilota molto, molto forte: più che psicologicamente, mi preoccupa la sua abilità, la sua capacità di essere competitivo in ogni condizione e più o meno in tutte le piste. Ma psicologicamente come si fa a dire che è il più forte? Quando l’anno scorso l’ho messo sotto pressione, ha sbagliato anche lui…

Alla Yamaha io ho dato moltissimo: l’ho presa nel 2004 che era una moto da metà schieramento e ci ho vinto quattro mondiali e 46 gare, portandola a essere il punto di riferimento. Il mio lavoro qui è finito, ma non ho nessun rancore, anzi. Sono un po’ triste perché mi devo lasciare con la mia fidanzata degli ultimi sette anni e anche con tante persone con le quali ho lavorato benissimo, ma sono molto eccitato per la nuova sfida».

 
Ascolta l'audio integrale dell'intervista a Valentino Rossi nel box in alto a sinistra.

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