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L’arrivo di Liberty Media e dei produttori cinesi cambierà in positivo il futuro del mondiale Superbike. Proprio nell’anno nel quale la classe regina delle derivate ha probabilmente toccato il fondo, soprattutto per quanto riguarda l’interesse del pubblico e degli appassionati, annoiati dallo strapotere di una casa e di un pilota (senza nulla togliere al grande valore di entrambe), si stagliano all’orizzonte interessanti novità e nuove prospettive future.
Le case produttrici
Al di là dei nuovi regolamenti, che sembrano poter realmente incidere sul BOP (balance of performance) per ottenere campionati più equilibrati, cresce l’interesse di nuove case produttrici, e non ci referiamo solamente a quelle cinesi, ma anche all’Aprilia, pronta ad impegnarsi in SBK non appena i regolamenti glielo permetteranno, e alla rinnovata Norton che strizza l’occhio alla pista.
In pochi anni le case impegnate ufficialmente potrebbero essere otto o nove, andando ad incrementare non solo il bacino di utenza dei mondiali delle derivate, ma anche l’interesse di nuovi autodromi e soprattutto di sponsor operanti nei mercati asiatici.
Un esempio su tutti: le vittorie di ZXMOTO in Supersport hanno destato un grande interesse in tutta l’area dell’estremo oriente, hanno incrementato le vendite della casa cinese in modo esponenziale ed hanno raccolto in poco tempo un gran numero di sponsor, permettendo al vulcanico Zang Xuè di progettare un passaggio in Superbike in tempi meno lunghi di quanto si possa pensare. Restando in Cina il colosso QJMOTOR, al di là degli scarsi risultati che sta ottenendo in Supersport, non intende affatto abbandonare le competizioni, e sta invece incrementando il proprio impegno nel racing avendo da sempre come obiettivo la partecipazione alla Superbike, così come l’altra casa cinese CFMOTO.
Gli autodromi
E’ risaputo che al momento (quasi) nessun autodromo vuole ospitare la Superbike, che negli anni ha dovuto “emigrare” in strutture più piccole o di secondo livello come Most, Balaton e Cremona. Ospitare un round della Superbike rappresenta uno sforzo economico che difficilmente viene ripagato, e che spesso risulta impossibile senza il contributo delle istituzioni locali o nazionali.
L’avvento di Liberty Media ed il crescente interesse delle case produttrici cinesi e non solo, è destinato a cambiare l’attuale scenario e non passerà molto tempo prima che le derivate vadano a correre in Cina o in India (oltre magari a tornare a Sepang e Buriram), mentre il nuovo “padrone” dei mondiali motociclistici vorrebbe che almeno un round si disputasse negli Stati Uniti e si sta impegnando per creare i presupposti affinché questo possa avvenire in tempi brevi.
Sia in Asia che negli USA servono organizzatori locali disposti ad impegnarsi per acquisire un round delle derivate per tramutarlo in un affare vantaggioso, e sembra che sia in estremo oriente che negli USA la ricerca stia dando buoni frutti.