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Monofreno, quanto mi costi!
Sia Brembo che Dorna continuano a dichiarare che con l’introduzione dei nuovi dischi carboceramici Hyction e del relativo “monofreno”, le squadre non dovranno affrontare costi aggiuntivi, ma in realtà i prezzi recentemente comunicati ai team dall’azienda italiana dimostrano l’esatto contrario.
I nuovi dischi in carboceramica Hyction costeranno 2.600 euro (disco singolo) contro gli 850 euro dei dischi in acciaio. Costeranno invece di meno i nuovi kit di pastiglie frenanti, che passeranno dai precedenti 506 euro a 420 euro. Il risparmio di 86 euro a kit però non compenserà di certo le squadre per la maggior spesa che saranno costrette ad affrontare per l’acquisto dei dischi Hyction.
Consideriamo che per ogni pilota occorrono un minimo di 5 coppie di dischi: 2 sulla moto, 2 sulla rastrelliera delle gomme (cambi gomma durante le prove, eventuali flag to flag e/o ripartenze) e 1 sulle coperture rain, e di conseguenza il costo per pilota passa dai precedenti 8.500 euro a 26.000 euro. Una cifra notevole che potrebbe essere incrementata dalle eventuali cadute.
I responsabili Brembo hanno più volte dichiarato che i dischi in carboceramica, oltre ad offrire prestazioni superiori, hanno una durata maggiore rispetto a quelli in acciaio, ma tutte le squadre che abbiamo interpellato ci hanno confermato di non aver mai cambiato i dischi se non in conseguenza di cadute (che avrebbero la stessa conseguenza anche con i dischi Hyction) e che nessuno si è mai lamentato dell’utilizzo dei dischi in acciaio o ha mai manifestato la necessità di implementare le prestazioni dell’impianto frenante.
L’introduzione del monofreno (decisione presa dalla SBK Commission senza interpellare i team Independent), rappresenta quindi l’ennesima mazzata ai budget delle squadre, ed in particolar modo a quelli di team privati.
I costi aumenteranno in misura maggiore per le squadre Ducati.
Forte della propria posizione di monopolio (la casa bolognese è l’unica che venda le proprie moto racing alle squadre private) Ducati sembra abbia incrementato il costo della Panigale V4RS di 10.000 euro. A questa cifra andranno aggiunti i costi di un nuovo cambio in avanzata fase di preparazione, realizzato per sopperire alle probabili penalizzazioni introdotte dal nuovo regolamento, ed un nuovo forcellone posteriore, recentemente testato a Jerez da Iker Lecuona. Questo nuovo forcellone oltre ad eliminare i difetti che si erano evidenziati su quello precedente (il primo dopo il monobraccio) si adatterà meglio alle nuove coperture Michelin, dal profilo più largo rispetto alle Pirelli.
L’aumento del prezzo della moto sembra fatto apposta per compensare l’introduzione del monobenzina. Dal prossimo anno infatti la benzina sarà la stessa per tutte le squadre ed avrà un costo di euro 5,60 al litro, contro i 26 euro che le squadre Ducati dovevano affrontare per l’acquisto di un litro di Shell, sponsor tecnico della casa produttrice bolognese.
Per quanto riguarda invece il nuovo cambio ed il nuovo forcellone si tratta di componenti che aumentano, o forse sarebbe meglio dire: mantengono invariate, le prestazioni della moto che ha dominato la stagione 2026.
SITA aiutami tu
I team privati sono quindi presi di mira da continui aumenti che arrivano non solo dai produttori ma anche dall’organizzatore, il tutto in un momento dell’economia mondiale nel quale è molto difficile trovare sponsor e far quadrare i bilanci, come tristemente dimostrato dal ritiro del Team MGM Optical Express Racing, non più in grado di sostenere i costi di questo campionato.
Per questo motivo le squadre Independent si sono riuniti nella SITA (SBK Independent Team Association). Ci siamo occupati di questa iniziativa tempo fa
https://www.moto.it/superbike/sbk-nasce-la-sita-l-associazione-dei-team-privati.html
ma ora qual è la situazione?
A quanto pare la Commissione SBK ha preso in considerazione l’ingresso della SITA, che però al momento sembra ancora lontana.
La notizia positiva è che è iniziato un dialogo diretto tra la Commission e l’Associazione, le cui decisioni non devono più essere inoltrate attraverso MSMA (Associazione costruttori) ma possono giungere direttamente a chi decide le sorti della SBK.
In realtà il potere della SITA è molto grande (ammesso che tutti i team Independent siano solidali) perché comprende sei delle tredici squadre che partecipano al mondiale delle derivate, e schierano 9 piloti. Un eventuale sciopero dei membri SITA, al momento non preso in considerazione, non consentirebbe lo svolgimento del campionato.