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Quello che è iniziato a Phillip Island è il suo sesto anno nel WorldSBK, il terzo in una squadra ufficiale. Parliamo di Axel Bassani, reduce da uno dei suoi migliori week end da quando corre nella categoria maggiore delle derivate, che lo ha posizionato al secondo posto della generale a 20 punti dal leader Nicolò Bulega e con 16 punti di vantaggio su Yari Montella, terzo.
Il motivo dell’intervista, oltre al piacere di rincontrare un ragazzo schietto e simpatico come Axel, è stato cercare di comprendere se il pilota veneto ha fatto un ulteriore step che lo colloca tra i top rider della categoria o se al contrario i due secondi posti del primo round sono derivati da una concatenazione di eventi favorevoli.
Come lui stesso dichiara i due podi tra i canguri sono il frutto di un lavoro svolto sulla moto, ma anche (e soprattutto) su sé stesso.
Per quanto riguarda la moto è indubbio che nell’anno del debutto la bimota non avesse nessun dato e che quindi il Team si trovasse il venerdì davanti ad un foglio bianco, che veniva completato solo la domenica sera. Uno scotto da pagare per una moto completamente nuova come la KB998. Quest’anno la musica è diversa e ci sono le basi per competere ad armi pari con le altre moto.
La moto italo/giapponese è stata inoltre migliorata in molti aspetti e probabilmente solo il motore (nonostante una leggera iniezione di cavalli) è al di sotto delle aspettative. Ragione per cui Portimao con il suo lungo rettilineo potrebbe essere una tappa interlocutoria della stagione.
Per quanto riguarda il lavoro che Axel ha svolto su stesso, pensiamo che il pilota veneto sia maturato ma che abbia anche capito cosa non funzionasse nel suo approccio alle gare e nei suoi rapporti con la squadra.
Un pilota più concreto, maturo e con maggior autostima su una moto migliorata e inserito in un progetto ambizioso. Speranza azzurra.