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Storica impresa per Nicola Dutto: il pilota taglia il traguardo del Merzouga Rally

- Il cuneese emoziona con una performance senza precedenti: è il primo al mondo a concludere la sei giorni nel deserto marocchino, in gara con atleti normodotati
Storica impresa per Nicola Dutto: il pilota taglia il traguardo del Merzouga Rally

Nicola Dutto è riuscito nella difficile impresa di portare a termine l’Afriquia Merzouga Rally 2017 come l’unico pilota paraplegico a correre con i normodotati. Il rally, tenutosi dal 7 al 12 maggio nella regione di Merzouga con 76 moto che hanno tagliato il traguardo dopo che 19 si sono ritirate, è famoso per le condizioni particolarmente impegnative che mettono a dura prova le capacità di navigazione e resistenza dei partecipanti.

Il pilota cuneese è arrivato al traguardo dopo aver affrontato le sei tappe del circuito tra le grandi dune del deserto del Marocco, per quasi una settimana di gara con temperature cocenti e tempeste di sabbia. Un’impresa storica che Dutto ha così commentato: “È stato un ottimo test per mettere alla prova le mie doti nella navigazione che qui è stata veramente complicata. Bellissimo ed emozionante guidare sulle dune. Il Team è risultato fondamentale per la riuscita di questa difficile gara e Julian e Pablo insostituibili: la mia encomiabile assistenza”.

Tutti coloro che hanno completato il circuito rally-raid sono idonei a richiedere la partecipazione alla gara regina dell’offroad: la Dakar 2018 in programma il prossimo gennaio in Sud America. Con questo spettacolare risultato Nicola Dutto aggiunge un altro successo al suo palmarès, mentre prosegue la sua preparazione per tentare di correre il rally raid più duro al mondo come primo pilota paraplegico nella categoria moto.

NICOLA DUTTO

La passione per la moto ha accompagnato Nicola Dutto da quando aveva 22 anni fino ad oggi: il pilota cuneese è un campione di motociclismo che si è distinto dal 2004 al 2009 per due vittorie a livello europeo nella categoria Baja, oltre a due titoli italiani. Nel 2010 ha subito un grave incidente ma grazie alla sua tenacia è tornato a gareggiare nel mondo che gli appartiene: nella polvere e nel fango delle corse.

Nel 2012 Nicola Dutto, grazie ad alcune modifiche alla sua moto, è risalito infatti  in sella alla Ktm e ha potuto correre la Baja Espana Aragon in Spagna (500 km in due tappe), una competizione di riferimento in Europa. Nel 2013 è riuscito a gareggiare alla Baja 500 in Messico, 800 km nonstop su un tracciato particolarmente difficile e faticoso. Quel giorno è stato il primo pilota paraplegico a gareggiare nel Mondiale Desert Race. Nel 2015 gareggiando accanto a piloti normodotati durante il mondiale di Baja ha conquistato il quarto posto assoluto classificandosi come primo tra gli italiani. Nel 2018 Nicola Dutto parteciperà alla Dakar, il rally raid più duro al mondo, e sarà il primo pilota paraplegico nella categoria Moto.

  • Baffus4541, Mandello del Lario (LC)

    Grande rispetto per questo Uomo.
    Per quanto riguarda la FMI e la mancata licenza, se è vero che non gliela hanno data per motivi di sicurezza, per par condicio andrebbero revocate tutte le patenti ai vecchi che non riescono a girare la testa agli incroci, riflessi di un bradipo in letargo, mezzi ciechi o sordi e così via.
    Altrimenti appesi al primo lampione i medici che gliela hanno rinnovata.
    Giusto per parità di comportamento...
  • Breha, Vimodrone (MI)

    L'impresa di Dutto ha davvero dell'incredibile e testimonia quanto la volontà umana - lo spirito - possa essere superiore ai limiti corporali.
    L'ammirazione per Dutto è quindi totale e incondizionata!

    Per quanto riguarda la polemica sulla licenza non concessagli dalla FMI, personalmente non mi sento di criticare quella scelta poiché concedere una licenza signifca attestare che colui che ne usufruirà è nelle condizioni psicofisiche adatte a praticare l'attività per la quale viene licenziato.
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    Lasciando da parte l'ipocrisia, chi può dire che Dutto sia nelle condizioni psicofisiche adatte a praticare il motociclismo fuoristrada agonistico senza avere almeno una ragionevole riserva che gli faccia temere almeno un po' per la sua incolumità?
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    Detto questo, io spero che lui possa prendere parte a molte Dakar, se questo è il suo desiderio, e gli auguro di portarle a termine tutte nella zona più alta possibile della classifica.
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    In ogni caso lui rappresenta un modello di valori che tutti noi non possiamo che rispettare, ammirare e cercare di imitare.
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