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La storia di Erica Lago: una giovanissima nel Mondiale Cross

- Chiara Fontanesi ha vinto il Mondiale MX 2012, ma non è stata la sola protagonista italiana. Vi raccontiamo l'immensa passione per il Cross di Erica, arrivata alle moto quasi per caso e oggi promessa dello sport
 

La storia di Erica Lago. Una giovanissima italiana al Mondiale Motocross Femminile


Chiara Fontanesi ha vinto il Mondiale MX 2012, ma non è stata la sola protagonista. Vi raccontiamo l'immensa passione per il Cross di Erica, arrivata alle moto quasi per caso e oggi promessa dello sport. In sella alla sua Suzuki RMZ 250 è uno dei talenti più promettenti del panorama italiano Motocross.

 

Come hai iniziato? Chi ti ha trasmesso la passione per il Motocross?
«Stranamente ho iniziato tardi anche se la passione mio papà me l'ha trasmessa fin da piccola. Ho iniziato a correre a 18 anni. A 8 anni avevo una Lem monomarcia che ho tenuto fino a 10 anni. Ma non fa testo direi, perché la mia prima gara l'ho fatta nel 2008, una gara di Campionato Italiano femminile che all'epoca si chiamava Coppa Italia. Solo dopo 3 mesi che ero in sella ad una moto, fu una tragedia! Caddi tantissime volte, non vidi nemmeno il cartello dei due giri alla fine. Ma ricordo benissimo l'orgoglio della mia famiglia che mi ha sempre sostenuta quando nel 2010 mi contattarono per partecipare al Mondiale Femminile e ricordo quando mio padre mi disse: “Erica hai iniziato per sbaglio si può dire, eppure hai già fatto tanta strada e molti ti conoscono già”. E’ vero ho iniziato per sbaglio ma mio papà ha sempre avuto un Team, nel dicembre 2007 si ritrovò con una moto a casa, lì, ferma e senza andare in pista alla domenica, resistette 3 o 4 domeniche di fila, poi mi disse: “Erica vuoi provare tu?”. Io non aspettavo altro. La domenica dopo eravamo in pista a provare nella sabbia, pensai: “E’ difficilissimo!”, ma il sabato dopo era già tutto pronto per riprovarci e da lì non ho più smesso».

 
Quanto ti alleni?
«Ogni domenica sono in pista ad allenarmi, se riesco ci vado pure durante la settimana una o due volte, o comunque nel periodo invernale mi alleno in bici e in palestra».

 

Che sacrifici comporta essere una pilota di Motocross?
«Questa passione ti obbliga a fare sacrifici enormi, perché per me uscire alla sera è improponibile, non riuscirei mai ad allenarmi il giorno dopo! Ma se è una cosa che ti senti davvero dentro, non ti pesa per nulla passare giorni interi al freddo o sotto alla pioggia per allenarti anche perché sai che comunque dopo le soddisfazioni arrivano e i miglioramenti li notano tutti».

Quali sono i tuoi sportivi di riferimento?
«Reputo Tony Cairoli un alieno. E’ semplicemente unico, un campione in pista e fuori. E’ bravissimo in ogni terreno ed è umile con tutti anche se il mio pilota di riferimento è sempre stato mio papà, lui ha gareggiato per vent'anni in campionati regionali e nazionali e io ho assorbito questa passione seguendolo nelle gare da piccolissima».

 
Quali sono i tuoi obiettivi?
«I prossimi obiettivi sono il podio nel Campionato Italiano Femminile 2013 ed entrare nelle top 15 del Campionato Mondiale Femminile 2013. Purtroppo quest'anno sono stata sfortunata, perché mi sono infortunata, ma penso di avere le carte le regola per poter ottenere questi risultati».

  • Anna21, Lonigo (VI)

    bravissima!

    un grande in bocca al lupo a Erica.
    Sbarella, se pensi che sia una moto a rendere virile un uomo sei messo proprio male! alle donne piace guidare una moto per passione non per sentirsi emancipate... per l'emancipazione serve l'intelligenza,sai cos'è vero... o no?
  • Gaal Dornik, Modena (MO)

    go baby, gooooo!!

    In bocca al lupo!

    Sbarella:
    Non capisco cosa c'entri la vocazione materna con l'emancipazione? Come se non si potesse essere mamme e donne emancipate allo stesso tempo.
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