Prova Trial

Vertigo Vandal 2017.

Il giusto compromesso
- Abbiamo provato sui Pirenei la versionea pre serie della nuova Vandal Vertigo. Una trial meno sofisticata, e quindi meno costosa, che conserva la qualità di componentistica, finiture e industrializzazione
Vertigo Vandal 2017.

Vertigo come anticipato nel servizio su EICMA ha deciso di presentare la sua linea 2017 ed in particolare un prototipo pre-serie della nuova VANDAL, occasione ghiotta per provare in un sol colpo tutti i prodotti dell’intraprendente Manel Janè, imprenditore leader mondiale nel settore dei passeggini per bambini e grandissimo appassionato di Trial.


Eccomi allora invitato insieme ad altri giornalisti grazie all’importatore SRG Roberto Bianchi che ci ha accompagnati in Spagna ed a Manel Janet che ci ha ospitati nell’Hotel Puig all’interno di quel paradiso trialistico chiamato Noassar, una intera montagna di circa 110 ettari ai piedi dei Pirenei, giusto al confine con la Francia e molto vicino ai luoghi storici del Trial Catalano come Olot, Ripoll e Sant Joan de les Abadesses, indimenticabili sedi di Campionato Mondiale.


Il periodo tardo autunnale purtroppo ci ha un poco penalizzato dal punto di vista meteo e delle condizioni del terreno, infatti le abbondanti piogge che hanno flagellato anche la Spagna meridionale hanno reso un poco difficoltoso, insieme ad una fastidiosa pioggia caduta nel pomeriggio il test dei modelli di questa giovane azienda.

 


La giornata a disposizione della compagine italiana si è suddivisa in due momenti separati nei quali oltre alla già citata prova dinamica, abbiamo potuto assistere alla presentazione statica delle novità inserite sui modelli 2017 oltre ad un veloce e molto esaustivo corso sulla gestione del software che regola tutta l’elettronica di questa unità motrice, in questo senso è veramente incredibile come l’utilizzo dell’iniezione apra la porta ad una gestione veramente completa di parametri altrimenti non modificabili con motori a carburazione tradizionale.


La scelta dei vertici Vertigo di presentare dinamicamente la sua linea, giustifica pienamente l’assenza ad EICMA e pone l’azienda un passo avanti alle concorrenti almeno per quanto riguarda l’opportunità di testare d’un colpo tutti i modelli in catalogo. Abbiamo apprezzato poi come il test della nuova Vandal, sia servita all’azienda per poter ricevere feedback utili a migliorare il modello, facendoci sentire per un momento parte integrante del progetto. Detto questo altro aspetto positivo è stato sicuramente poter stare accanto ai piloti ufficiali Fajardo, Lampkin ed anche Dabill, nonostante fosse in partenza verso la nuova avventura con GAS GAS, che ci hanno seguito passo dopo passo mostrandoci i luoghi d’allenamento e loro stessi autori di esibizioni particolarmente spettacolari.
 


VANDAL TEST

Ma veniamo al test del nuovo modello denominato Vandal che nelle intenzioni di Vertigo vuole offrire una moto meno sofisticata in termini ingegneristici e pertanto abbassare l’asticella del prezzo, pur mantenendo in questo senso la garanzia di componentistica, finiture ed industrializzazione di alto livello come già accade per la linea Combat.


GENERALITA’ La moto si presenta con una linea molto pulita grazie al telaio convenzionale ed al serbatoio che la veste elegantemente, pur mantenendo la stessa unità motrice si differenzia in modo sostanziale dalla linea Combat e sembra in un prossimo futuro destinata ad ospitare niente meno che un sistema di avviamento elettrico.


COM’E’ FATTA Come detto la Vandal si propone con un telaio perimetrale di lontana ispirazione Scorpa-Yamaha, vestita con un serbatoio molto avvolgente e perfettamente raccordato con la zona cassa filtro-parafango posteriore, offrono nell’insieme una estetica particolarmente accattivante.


MOTORE
L’unità motrice della Vandal, continua ad essere il 300cc da 31cv ad iniezione della sorella Combat con la sola differenza di un iniettore montato diversamente ed un aumento di volumi nella camera di manovella del carter centrale, modifiche che saranno peraltro portate anche nella prossima produzione Combat. Completamente diverso il sistema di scarico che grazie agli spazi a disposizione si sviluppa con un dimensionamento generale maggiore. Aumenta in volume anche la scatola filtro posizionata convenzionalmente nella zona sotto-sella, con accesso al filtro posizionato lateralmente.


ELETTRONICA
Unica esponente due tempi rimasta ad utilizzare il sistema ad iniezione, dopo la chiusura di OSSA, questa moto si propone già in regola con le norme EURO 4 sull’emissione senza doversi dotare di particolari sistemi supplementari come avviene per tutte le moto a carburatore sue concorrenti. Anche in questa unità come per la linea Combat è presente tutta la dotazione elettronica utile a selezionare la migliore carburazione per ogni singola marcia, attraverso mappature specifiche.


CICLISTICA
La ciclistica si caratterizza per il nuovo telaio a culla aperta in acciaio Cr Mo che dal canotto con un trave centrale si sdoppia in due robuste piastre laterali, mentre nella parte anteriore due bretelle chiudono l’unità motrice. Gli spazi maggiori nella zona normalmente occupata da carburatore, è stata sfruttata per aumentare i volumi di scarico e filtro ma soprattutto per posizionare con una inclinazione inusuale l’ammortizzatore posteriore, garantendo così una migliore protezione dei leveraggi che rimanendo più alti sono conseguentemente più protetti. Rimane invariato il forcellone posteriore in alluminio già presente sulla linea Combat, così come la forcella TECH.


IN ZONA
Nel test dinamico, partiamo con la consapevolezza di avere in mano un prototipo in stadio avanzato e quindi cerchiamo di capire innanzitutto la filosofia di questo interessante mezzo. La prima sensazione è stata di leggerezza generale con un più favorevole angolo di sterzo ed un motore molto pastoso e progressivo nell’erogazione. In generale la moto si presenta particolarmente intuitiva mettendoti subito a tuo agio, la maneggevolezza è notevole ed il motore, allunga molto ed aiuta a non mettere in crisi i raffinati equilibri che il trialista deve costantemente ricercare nella guida a bassissime velocità. Buona anche l’aderenza penalizzata da un eccessivo coefficiente elastico dell’ammortizzatore posteriore, che ci hanno rassicurato i tecnici Vertigo andranno a modificare per la produzione di serie. Purtroppo il terreno molto viscido non ci ha permesso di approfondire maggiormente la bontà di questa realizzazione che aspettiamo presto per una prova completa nella sua release di serie tra febbraio e marzo 2017.

  • zuffo7101, Piacenza (PC)

    è euro 4 ?
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Scheda tecnica

Vertigo Combat Vertical 300 (2018)
  • Informazioni generali
  • Misure
  • Motore
  • Ciclistica
  • Batteria
  • Marca Vertigo
  • Modello Combat Vertical 300
  • Allestimento Combat Vertical 300 (2018)
  • Categoria Trial e Moto Alpinismo
  • Inizio produzione 2017
  • Fine produzione 2018
  • Prezzo n.d.
  • Garanzia n.d.
  • Optional n.d.
  • Lunghezza 2.010 mm
  • Larghezza n.d.
  • Altezza n.d.
  • Altezza minima da terra n.d.
  • Altezza sella da terra MIN 680 mm
  • Altezza sella da terra MAX n.d.
  • Interasse 1.310 mm
  • Peso a secco 69 Kg
  • Peso in ordine di marcia n.d.
  • Cilindrata 300 cc
  • Tipo motore termico
  • Tempi 2
  • Cilindri 1
  • Configurazione cilindri n.d.
  • Disposizione cilindri n.d.
  • Inclinazione cilindri -
  • Inclinazione cilindri a V n.d.
  • Raffreddamento a liquido
  • Avviamento elettrico
  • Alimentazione iniezione
  • Alesaggio 79 mm
  • Corsa 60 mm
  • Frizione multidisco
  • Numero valvole n.d.
  • Distribuzione -
  • Ride by Wire n.d.
  • Controllo trazione n.d.
  • Mappe motore n.d.
  • Potenza 31 cv - 23 kw - 9.200 rpm
  • Coppia 5 kgm - - 4.500 rpm
  • Emissioni Euro 4
  • Depotenziata No
  • Tipologia cambio meccanico
  • Numero marce 6
  • Presenza retromarcia No
  • Consumo medio VMTC n.d.
  • Capacità serbatoio carburante 2,3 lt
  • Capacità riserva carburante n.d.
  • Trasmissione finale catena
  • Telaio Tubolare in acciaio cromo-molibdeno ed alluminio
  • Sospensione anteriore Tech in alluminio Ø29 mm
  • Escursione anteriore 170 mm
  • Sospensione posteriore Monoamortizzatore Reiger (2 vie)
  • Escursione posteriore 170 mm
  • Tipo freno anteriore disco
  • Misura freno anteriore 185 mm
  • Tipo freno posteriore disco
  • Misura freno posteriore 150 mm
  • ABS No
  • Tipo ruote raggi
  • Misura cerchio anteriore 21 pollici
  • Pneumatico anteriore Ant: 1,6 x 21 – Michelin Trial 2,75 x 21
  • Misura cerchio posteriore 18 pollici
  • Pneumatico posteriore Post: 2.15 x 18 – Michelin Trial 4,00 x 18
  • Batteria n.d.
  • Capacità n.d.
  • Autonomia e durata n.d.
  • Batteria secondaria n.d.
Vertigo

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