Ray 7.7: 125 km/h e 150 km di autonomia per 9.990 euro! Ne vale la pena? [VIDEO]

  • di Nicola Andreetto
Si chiama Ray, è spagnolo e 7,7 sono i kWh delle sue due batterie. Abbiamo provato il nuovo scooter 11 kW originale nelle soluzioni tecniche e nel design e dal prezzo premium
  • di Nicola Andreetto
11 gennaio 2023

Cosa deve avere uno scooter per essere definito, riuscito? Dev'essere pratico, fornire soluzioni funzionali e semplici alle nostre esigenze in mobilità. Bisogni che possono essere sia quelli più scontati, sia un certo piacere di guida o il gusto di possedere un veicolo originale nelle linee o nella tecnica. Da questo punto di vista, lo scooter protagonista di questa prova è probabilmente uno dei più interessanti e originali oggi sul mercato. Non è italiano, non è cinese, ma è spagnolo e non vi preoccupate se ancora non lo conoscete perché è una novità. A produrlo è la Ray Electric Motors in Catalogna, un marchio nuovo che punta tutto su tecnologia e originalità e da poco viene importato in Italia da EcoZero. Questo è il suo primo progetto, il Ray 7.7 dove il numero com'è facile intuire rappresenta la capacità della batteria: 7,7 kWh.

Com'è fatto?

E allora partiamo proprio dalla batteria. 7,7 kWh sono davvero tanti per uno scooter omologato a 11 kW. Per intenderci è la stessa capacità delle FX di Zero. Il BMW CE 04, un termine di paragone importante perché rappresenta al momento il massimo nel segmento scooter elettrici, ha una batteria da 8,9 kWh, ma oltre ad essere molto più voluminoso e pesare 231 kg ha anche 31 kW di potenza. Quindi è proprio un maxi scooter, mentre il Ray si mantiene tra gli scooter compatti con i suoi 165 kg. Qualsiasi altro scooter elettrico nella categoria 11 kW ha batterie di più piccole per contenere prezzo e peso. Il Seat Mò 125, un altro ottimo prodotto e sempre catalano, ha un power pack da 5,6 ma in genere si sta tra i 2 e i 4 kWh. Certo quello del Seat Mò è ancora estraibile grazie alla trovata della batteria che diventa trolley, mentre le batterie del Ray rimangono dove sono e si trovano in una posizione molto particolare. 

La prima originalità del Ray è proprio lo loro collocazione ai lati del forcellone su un'apposita struttura che non va quindi a generare delle masse non sospese ma anzi abbassa il baricentro dello scooter. Questo ha consentito di mantenere la pedana piatta e il vano sottosella nel quale troviamo due piccoli led di cortesia e l'ingresso per la ricarica domestica. La seduta presenta un'altra originalità del Ray perché l'altezza è regolabile in 3 posizioni attraverso una maniglia posta anteriormente: 77, 78,5 e 80 cm. 

Il motore è prodotto dalla Doga, anch'essa spagnolo, ed è montato centralmente con trasmissione a cinghia dentata a vantaggio di elasticità, interventi di manutenzione e silenziosità. Anche nel design il Ray 7.7 è molto originale, con un forte sviluppo orizzontale ed una certa sportività. Le plastiche sono di qualità così come gli accoppiamenti ci sono sembrati molto precisi. Si nota poi una certa attenzione al dettaglio non solo stilistico ma anche funzionale. Come ad esempio le maniglie per il passeggero scavate nel codone e rivestite di neoprene. Frecce e fanaleria sono a Led e abbiamo apprezzato l'ottima visibilità notturna del doppio gruppo ottico anteriore. Il dashboard TFT da 5 pollici a colori - simile a quello impiegata da Zero Motorcycles -  è tra i più ampi in questa categoria. Il colore cambia a seconda del riding mode scelto. All'avvio lo scooter è sempre su City ma attraverso il selettore sul blocco di sinistra si può passare a Sport o Flow. La potenza e la velocità massima di 125 km/h rimangono invariate, ma a cambiare è l'erogazione, l'accelerazione e il freno motore. La più conservativa è City che consente comunque prestazioni del tutto piacevoli e frena molto in rilascio consentendo di usare pochissimo i freni. Sport è quella più grintosa mentre Flow riduce del tutto il freno motore e consente di "veleggiare" per una guida più rilassata. Il quadro è completato da una forcella di tipo tradizionale con 110 mm di escursione e da un doppio ammortizzatore posteriore a molle progressive per 95 mm di escursione. I freni sono della Juan e le ruote sono da 15" e 14" con pneumatici Pirelli Angel 120/70 e 140/60.

Una piccola menzione la merita anche il cavalletto posto insolitamente in avanti, sotto alla pedana. Si può azionare da seduti, con il piede di sinistra e poi basta premere il pulsante R posto sul blocchetto di sinistra e ruotare l'acceleratore per lasciare che il motore in retromarcia faccia lo sforzo per noi. Si tratta di una soluzione tanto inusuale quanto pratica.

Come va?

La sportività delle linee del Ray 7.7 trova riscontro in una guida sempre piacevole e divertente. Quando si vuol fare un complimento ad uno scooter si dice che si guida come una moto e in questo caso è più che mai vero. Se non fosse per la posizione di guida tipicamente da scooter, il Ray 7.7 potrebbe illuderci. L'accelerazione è notevole specie in modalità Sport: il motore impressione per fluidità e grinta. Altro che 11 kW, sembrano molti di più. E in effetti la potenza di picco è di 17,5 kW ovvero 23 CV e la coppia è di 60 Nm. Abbastanza per mettersi dietro un bel po' di concorrenza al classico semaforo: 2,8" per lo 0 - 50 km/h e 7,7" per lo 0 - 100 km/h. La ciclistica asseconda il bel motore con un buon equilibrio tra agilità e stabilità. La forcella tende un po' all'affondo quando freniamo molto decisi, mentre gli ammortizzatori posteriori sono più rigidi anche se non troppo secchi sulle asperità.

Passando al capitolo autonomia possiamo confermare che quanto dichiarato dal costruttore è veritiero e a seconda di come e dove si guida con il Ray 7.7 si possono fare anche 160 km. Diventano 120-130 quando si guida spigliati. Non solo, ma abbiamo trovato le previsioni del computer attendibili. Il software consente inoltre di gestire anche la potenza di ricarica per non assorbire tutti i kW domestici. Il caricabatterie di serie è da 1,8 kW, ma è possibile montare in optional quello rapido da 3,3 assieme alla presa di Tipo 2. Nel complesso l'impressione di buona qualità che si ha nel guardarlo si traduce poi anche nel guidarlo a conferma che si tratta di uno scooter di fascia alta. E se ancora non lo avessimo capito ci pensa il listino a dircelo: ci vogliono poco meno di 10.000 euro per questo scooter e sono davvero tanti. Giustifichiamo in parte la richiesta con l'alto livello tecnologico e la scelta di fornitori europei, ma si tratta comunque di un bell'esborso. Meglio approfittare dei contributi statali grazie ai quali si può arrivare a pagarlo anche "solo" 6.000 euro.

Pregi e difetti

Pro

  • le soluzioni smart di sella e cavalletto
  • funzionamento motore
  • autonomia da riferimento
  • comportamento dinamico

Contro

  • rumorosità cavalletto in chiusura
  • sella totalmente piatta
  • spazio ridotto per i piedi
  • prezzo elevato

A chi si rivolge il Ray 7.7?

Il Ray 7.7 è uno scooter sportivo nonostante gli 11 kW a libretto. Una scelta questa che gli consente di viaggiare in tangenziale e in autostrada e di essere guidato anche solo con la patente B. Perciò è uno scooter pensato soprattutto per chi oltre alla città si muove anche al di fuori e vuole prestazioni e autonomia.

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