Honda SH 350i contro Piaggio Beverly 300: scooter totali a confronto [VIDEO]

Pratici, eleganti, polivalenti sono tra gli scooter più amati e venduti in Italia ed hanno due anime diverse, ecco quali
27 febbraio 2023

Nella classifica di vendita occupano stabilmente le prime posizioni e se restringiamo il campo agli scooter di media cilindrata sono la prima scelta litigandosi i favori della clientela. Stiamo parlando di Honda SH 350i e Piaggio Beverly 300, due assoluti best-seller e spesso considerati proprio l'uno l'alternativa all'altro. Il motivo è presto detto: rappresentano il connubio ottimale tra prestazioni, comfort e versatilità specie per chi utilizza lo scooter non solo in città ma anche e soprattutto per collegare la città con la provincia. Da un lato SH è la sigla diventata specie in alcune città il sinonimo di scooter a ruota alta e dall'altro il Beverly è sempre stata la risposta italiana a chi cerca uno scooter elegante. Curiosamente, poi, sono entrambi costruiti in Italia perché l'SH 350 esce dagli stabilimenti abruzzesi di Atessa. 

Abbiamo perciò deciso di metterli a confronto per capire meglio cosa li accomuna ma ancor di più cosa li differenzia.

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Honda SH 350i

Il top di gamma della famiglia SH non ha bisogno di molte presentazioni. Spinto dal motore eSP+ quattro valvole SOHC e raffreddato a liquido da 29,4 CV e 32 Nm si caratterizza per un'erogazione sempre pronta e briosa. È dotato del controllo di trazione HSTC disinseribile e di smart-key che consente oltre al contatto e l'apertura dei vani anche la pratica gestione del bauletto da 35 litri fornito di serie assieme a parabrezza e paramani in policarbonato. La sella si trova a 805 mm dal suolo e il peso con il pieno è di 174 kg. Altri numeri importanti per il nostro confronto sono quelli delle ruote: 110/70-16" e 130/70-16" sulle quali troviamo due freni a disco con rotore da 256 mm e ABS a due canali. Al di là dei fattori numerici, SH si distingue dal Beverly per la presenza della pedana piatta oltre che per forme molto signorili e snelle. Immediatamente riconoscibile è anche la posizione di guida, tipicamente SH. Si sta con il busto eretto perpendicolare al terreno e con le braccia poco distese. Le ginocchia hanno la classica piega a 90 gradi e anche i più alti hanno sufficiente spazio a disposizione. Piuttosto saranno i più brevilinei a lamentare qualche difficoltà in più a toccare stabilmente a terra. La strumentazione è completa e con una grafica ben leggibile. Tuttavia le dimensioni un po' ridotte e il trovarsi abbastanza "sotto" porta a dover abbassare lo sguardo dalla strada, almeno le prime volte che si guida questo SH. A livello di guida, come già anticipato emergono da subito la brillantezza e la prontezza del motore che fa sentire la sua presenza anche in rilascio risultando alla fine più sportivo di quanto l'aspetto di questo ruota alta lasci presagire. In definitiva tra i due scooter in prova, l'SH 350 è quello più scattante e reattivo. La sella è ben fatta anche se tendente un po' al rigido ed è buona complessivamente la comodità. Il prezzo è di 5.890 euro franco concessionario.

Piaggio Beverly 300

Il contrattacco di Piaggio all'Honda SH arriva da due fronti: Beverly 300 e Beverly 400. Come abbiamo raccontato nel test dedicato, tra i due ci sono molte differenze tecniche e non è solo una questione di cilindrata. Entrambi sarebbero stati validi candidati per questo confronto perciò alla fine abbiamo lasciato decidere alla classifica di vendita: il 300 è quello più apprezzato e che insidia da vicino l'SH 350. La Casa ce l'ha fornito nell'allestimento più sportivo S che si distingue per i dettagli opachi e le varianti cromatiche dedicate oltre che per la diversa finitura della sella. Il motore è il 300 hpe che ha debuttato con la Vespa 300 GTS ed ha sostituito il precedente 250. La potenza massima è di circa 26 CV e la coppia di 26 Nm. Anche in questo caso la distribuzione è monoalbero ed è ovviamente raffreddato a liquido. Le sospensioni sono Showa ed è possibile regolare il precarico al retrotreno, i freni hanno disco da 300 mm davanti e 240 mm dietro entrambi con pinze a doppio pistoncino e l'ABS è due canali. La posizione di guida sul Beverly è votata al comfort ancor più dell'SH con una seduta leggermente più bassa (790 mm) e che consente un maggior appoggio dei piedi a terra anche grazie alla sua conformazione. Risulta particolarmente comoda anche per l'appoggio lombare ed è spaziosa anche per il passeggero. Lo spazio a disposizione è molto buono, ma la pedana non è piatta: nel tunnel centrale troviamo il serbatoio da 12,5 litri. Un'altra importante distinzione con SH è la misura delle ruote che per il Beverly sono sempre da 110/70 - 16" davanti ma da 140/70 - 14" dietro. Questo ha effetti sullo stile di guida che è meno "nervoso" e più rotondo. Il che si riflette anche nel tipo di erogazione del motore: sullo spunto è meno brillante del giapponese ma è più morbido e fluido anche in rilascio con un freno motore meno presente che facilita lo scorrimento. Forse anche per questo, oltre che per la differenza di cubatura, i consumi registrati sono stati leggermente migliori. La strumentazione è più grande rispetto a quella di SH e grazie alla palpebrina si riesce a leggerla anche con il sole allo zenith ma la grafica non è il massimo. Anche qui non mancano presa USB e sistema keyless, mentre è da sottolineare la presenza del vano sul retroscudo e soprattutto il vano sottosella più capiente e dotato di luce di cortesia. Consente nella maggior parte dei casi di fare a meno del bauletto. Il prezzo è di 5.699 euro.

Quale scegliere?

Attorno a Honda SH e Piaggio Beverly si sono proprio create due fazioni o correnti di pensiero se preferite. Chi sceglie l'uno non sceglierebbe mai l'altro e provandoli assieme abbiamo capito il perché. Hanno due caratteri molto diversi pur assolvendo alle stesse funzioni e offrendo in buona sostanza pacchetti assimilabili a prezzi del tutto paragonabili. Il giapponese è preferibile per chi va sempre di corsa e non vuole rinunciare assolutamente alla pedana piatta. L'italiano è la scelta più azzeccata per chi cerca una guida più rotonda e una seduta più comoda. In entrambi i casi non si acquista "soltanto uno scooter", ma un vero e proprio mezzo di trasporto totale in grado di portarci al lavoro tutti i giorni, di consentirci di cavarcela in mezzo al traffico così come sulle strade a scorrimento veloce come autostrade e tangenziali e allo stesso tempo ci permette di divertirci tra le curve o perché no di fare del turismo anche in coppia. La scelta, dunque, non è di tipo economico giacché anche i consumi e i costi di gestione sono del tutto simili, ma proprio di stile e di gusto.

E voi quale preferite? Fatecelo sapere nei commenti.

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