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Trump minaccia dazi per aiuti Airbus. Colpiti anche moto e accessori europei

- L’amministrazione Trump sta riconsiderando l’opzione dazi, per un valore di 11 miliardi di dollari l’anno, da imporre a molti prodotti europei come ritorsione agli aiuti UE ad Airbus. Fra le centinaia di prodotti ci sono anche le moto, con relativi ricambi e accessori
Trump minaccia dazi per aiuti Airbus. Colpiti anche moto e accessori europei

L’amministrazione statunitense guidata da Donald Trump sta valutando l’introduzione di dazi doganali a una lunga serie di prodotti europei, per un valore di 11 miliardi di dollari l’anno.

La motivazione sarebbero i sussidi che la società Airbus riceve dall’Unione Europea: Airbus, un consorzio industriale a cui partecipano Francia, Germania, Regno Unito e Spagna, è il principale concorrente industriale di Boeing nella produzione di aeromobili commerciali. Come è noto, Boing ha visto calare la produzione dei 737 di ultima generazione (ovvero la serie di aerei più diffusa al mondo) in seguito ai due recenti incidenti aerei che hanno visto protagonisti altrettanti 737 modello Max 8. Solo dalla Cina, ad esempio, è arrivato l'annullamento di cento ordini fatti.

Non è un caso che fra i prodotti passibili di dazi ci siano anche i velivoli Airbus. L’elenco è tuttavia assai lungo (qui potete scaricare le 14 pagine del documento americano) e comprende centinaia di prodotti che da uno dei 28 Paesi dell’unione raggiungono gli Stati Uniti.
Fra le merci di origine italiana troviamo, ad esempio, l’olio d’oliva e il formaggio pecorino, vini come il Prosecco, prodotti alimentari e d’abbigliamento, articoli meccanici, elettronici eccetera.

Nella lista figurano anche i motocicli con motori a combustione interna e cilindrata da 500 a 700 cc, oltre a parti e accessori non meglio precisati per motocicli e ciclomotori. 

Secondo l’Unione Europea,la richiesta di dazi appare esagerata e soprattutto spetterebbe alla WTO quantificarla e definirla. Inoltre la UE potrebbe applicare lo stesso metro per gli aiuti americani dati a Boeing. La querelle dei dazi USA-UE si trascina da anni sul fronte della rispettiva produzione aerea.
 

 

Nel gennaio 2017, il dipartimento americano che si occupa del commercio internazionale degli USA, delle materie prime, della politica degli investimenti diretti e della supervisione negoziale con altri Paesi, stilò un elenco di merci europee proponendo di tassarle con dazi doganali del 100%. Al tempo la ritorsione nei confronti dell’Europa era in risposta al rifiuto di importare carni americane ricche di ormoni, e fra i tanti prodotti da tassare c’erano anche le "moto e velocipedi con motore a combustione interna con cilindrata superiore a 50 cc e non superiore a 500 cc". In quel caso, le moto e gli scooter sarebbero stati notevolemente di più rispetto alla richiesta attuale che non vede una produzione altrettanto numerosa nella fascia di cilindrata fra 500 e 700 cc.
Una richiesta che non venne accolta e che ne seguiva un’altra analoga del 2009.

Alle nuove richieste americane del 2018 la UE aveva risposto minacciando dazi del 25% su moto e altri prodotti americani. Una guerra commerciale che avrebbe potuto danneggiare tanto la moto europea come quella americana, e che fortunatamente un anno fa non si verificò.
E ieri sera l'Amministrazione USA è ritornato alla carica.

  • OsteoRider, Ferrara (FE)

    Lamentarsi con gli altri che mettono dazi è ridicolo, è come se allo stadio la curva della squadra perdente attaccasse quella avversaria perché fa troppi goal. L'america ha una disoccupazione che si aggira intorno all'1%, noi all'11. Già solo questo dato dovrebbe dire tutto. Invece bisogna spiegare alle persone che sbraitano contro altri Paesi che in Italia semplicemente ad un'azienda NON CONVIENE ASSUMERE, perché il costo del lavoro è troppo alto. È assurdo che a livello di costo uno stipendio di 2ķ mensili lordi costi 4200, spalmati tra lavoratore e azienda. Sono tutte TASSE!!! E servono a mantenere la macchina Statale che pesa il 50% del nostro Pil. Ovvio che anche le nostre amate moto e auto vengano tutte prodotte altrove, in Italia non sarebbe possibile, l'unica che fa utili è Ferrari, ma appunto è Ferrari. La guerra di Trump si proietta nel futuro e l'obbiettivo è costringere pian piano il sistema americano a riportare tutta la produzione in patria. Noi cosa facciamo? Vendiamo l'Ilva agli indiani perché non ci rendiamo conto di quanto sia strategico il siderurgico e protestiamo contro i gasdotti che ci riscaldano e intanto spendiamo soldi per mantenere i cassaintegrati dell'ilva, di fiat e i vari redditi di cittadinanza. Così non si va da nessuna parte, Trump non c'entra nulla.
  • FabioB1969, Alessandria (AL)

    Certo che è strano.
    Leggo i commenti che dicono che Trump difende gli interessi del suo Paese e la UE non lo fa.
    Ma avete letto il titolo? La UE finanzia la Airbus e questo mette i dazi sui prodotti europei.
    Ma che dia dei soldi alla Boeing, magari riescono a fare un software che non ammazza decine di persone…

    Un saluto.
    Fabio.
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