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Tensione con il CdA Harley-Davidson per il piano "More Roads"

- Il Fondo Impala sarebbe stato responsabile dell'allontanamento del CEO Matt Levatich e ha chiesto due nuove figure di vertice per raddrizzare la rotta: abbandonare “More Roads” in favore di modelli più tradizionali
Tensione con il CdA Harley-Davidson per il piano More Roads

Impala Asset Management LLC è un hedge found fondato da Robert Bishop nel 2004, gestisce un portafoglio di 2,8 miliardi di dollari ed è attivo in campi quali automobili, beni strumentali, materie prime ed energia. Possiede 1,9 milioni di azioni Harley-Davidson, che corrispondono all'1,2% del pacchetto societario.

Un azionista in apparenza piccolo, entrato in H-D nel 2008, ma che gioca un ruolo molto importante, tanto che è stato il principale responsabile dell'allontanamento di Matt Levatich dal ruolo di amministratore delegato e presidente della società di Milwaukee poche settimane fa.

Jochen Zeitz
Jochen Zeitz

Impala ha criticato la gestione Levatich, ritenuto incapace di reagire alla crisi di vendite che sta colpendo Harley-Davidson, suggerendo di concentrarsi sulla produzione di modelli in linea con la tradizione del marchio invece di affrontare nuove strade come quella dell'elettrificazione: la LiveWire era peraltro stata pianificata prima della sua guida.

Levatich, scrive il documento rilasciato due giorni fa, nonostante abbia riportato dati in calo per il quinto anno consecutivo, ha ricevuto un compenso di 11 milioni di dollari, il più alto dal 2015 quando diventò numero uno dell'azienda.
Il fondo non ha mancato di puntare il dito anche contro la nomina del nuovo CEO e presidente pro tempore, Jochen Zeitz, e contro il suo compenso di 8,5 milioni di dollari.

Impala ha criticato la strategia “More Roads” voluta dall'ex CEO e che non ha invertito la contrazione delle vendite.
Il fondo d'investimento sottolinea come ad esempio il suo cavallo di battaglia Sportster sia rimasto immutato negli ultimi sedici anni, mentre si è speso per modelli entry-level dedicati ai mercati emergenti.
Impala ha pure criticato la decisione di chiudere lo stabilimento di Kansas City per trasferire la produzione in Thailandia, un trasferimento per io vero accelerato dalla questione dei dazi imposti dal presidente USA Trump e - secondo Levatich - dalla necessità di essere più competitivi, di aprirsi a nuovi mercati e recuperare le vendite.

Dopo l'allontanamento di Levatich, la Impala ha suggerito al board i nomi di Brent Dewar, marketing executive di General Motors Co., e di Leo Hindery Jr., chief executive officer di Trine Acquisition Corp., come nuovi membri del consiglio di amministrazione.

Nominativi che il board ha però rigettato per mancanza di utili competenze.

  • errebipa, Padova (PD)

    Personalmente ritengo che le Harley Davidson debbano essere e continuare ad essere ciò che vediamo dai concessionari, senza inutili voli pindarici su altri segmenti del settore motociclistico... Il dubbio è essenzialmente una questione di numeri e di quote di mercato: diversificare prodotti per incontrare le aspettative (e' veramente cosi?) di potenziali clienti a scapito della fidelizzazione di un gran numero di clienti che nel marchio americano vogliono continuare a vivere un modo differente di andar per strada! Un buon investimento per realizzare una nuova linea di Sportster, da troppo tempo, in effetti, immutate, aprirebbe le porte a nuovi clienti e a quelli che come il sottoscritto desidererebbero qualcosa di nuovo in un comparto tra i modelli Harley dove si riesce a non svenarsi economicamente per cavalcare il Mito!
  • Fabio Ricci1, Gambassi Terme (FI)

    Mi pare che questo fondo d investimento Impala contraddica se stesso :Critica la strategia "more roads"(perché non da' i risultati sperati;eh ma come fai a dirlo in base solo ad una pianificazione senza aspettare la sua applicazione nel concreto ?)in favore di una strategia mirata sul classico,poi però critica la mancata modernizzazione della gamma Sportster(e probabilmente il "more roads" lo prevede)
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