Stop 50cc in Giappone: al via gli elettrici per gli studenti, ma le criticità non mancano

Stop 50cc in Giappone: al via gli elettrici per gli studenti, ma le criticità non mancano
La produzione delle mitiche moto e scooter 50cc a benzina si è fermata definitivamente in Giappone il 31 ottobre 2025, vittima della quarta regolamentazione sulle emissioni di gas di scarico
28 gennaio 2026

Un cambiamento epocale per il mercato nipponico, dove i cinquantini per studenti delle superiori e pendolari urbani hanno dominato la scena per decenni. Honda, capofila del fenomeno con la leggendaria Super Cub, ha annunciato lo stop già nel 2024, seguita dalle altre case. La decisione deriva da norme sempre più rigide imposte dal governo giapponese, che mirano alla neutralità carbonica entro il 2050.

I motori termici sotto i 50cc non soddisfano i nuovi standard antinquinamento, rendendo antieconomica la produzione nonostante innovazioni tecnologiche. A pesare è anche il crollo della domanda: in Giappone, le vendite di piccola cilindrata sono diminuite drasticamente, schiacciate da bici elettriche e trasporti pubblici efficienti. Rimangono solo scorte di magazzino e usato, ma presto anche queste spariranno. Per migliaia di liceali giapponesi, lo scooter 50cc era il mezzo ideale: economico, agile nel traffico di Tokyo o Osaka, con limiti di velocità a 30 km/h perfetti per neopatentati.

Ora, con la produzione ferma, sorge la domanda: cosa succederà al tragitto casa-scuola? senza alternative, la mobilità giovanile rischia di subire uno stop forzato non esente da critiche. Il punto è che i produttori spingono sulle piccole moto elettriche ma le criticità non mancano. Come sempre i tempi di ricarica, mediamente di 4/6, ore non vanno d’accordo con un utilizzo “spensierato” di questi veicoli e il freddo invernale, che di fatto riduce il range di utilizzo del 20-30%, è un altro problema oggettivo che rende la scelta elettrica problematica.

E in Europa? Nel 2025 il mercato UE degli scooter e moto elettrici ha registrato un calo del 7,1%, con l'Italia in flessione del 16,4% a causa di incentivi frammentati. Ecco quindi che il tema dell’elettrico continua a offrire dubbi e perplessità, con da un lato le istituzioni che spingono nella direzione del cosiddetto green e dall’altro il mercato reale che fatica ad accettare le problematiche che si legano a questo tipo di mobilità.

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