Si ferma con la moto per soccorrere un ciclista colpito da infarto: le storie di due giovani si incrociano ad Osnago

Si ferma con la moto per soccorrere un ciclista colpito da infarto: le storie di due giovani si incrociano ad Osnago
Amin Silmani, 25 anni, non ci ha pensato due volte e ha praticato dieci minuti di massaggio cardiaco a Niccolò "Mino" Armanasco, ventinovenne rimasto a terra esanime
6 luglio 2026

A metà giugno, lungo l'ex Statale 36 a Osnago (Lecco), Niccolò Armanasco, 29 anni, di Pessano, è stato colpito da un infarto mentre pedalava sulla sua bici da corsa. Il primo a intervenire è stato Amin Slimani, 25enne di origine marocchina, in transito con la sua moto.

Slimani si è fermato e ha iniziato le manovre di rianimazione cardiopolmonare: massaggio cardiaco alternato a respirazione bocca a bocca, per circa dieci minuti senza interruzioni. Poco dopo si è aggiunta Vanessa Orizzo, 33enne brasiliana, di passaggio in auto, che ha dato il cambio quando Slimani era ormai sfinito. I due si sono alternati fino all'arrivo dei soccorritori di Areu.

Per Niccolò Armanasco, 29enne di Pessano conosciuto dagli amici come "Mino", purtroppo non c'è stato nulla da fare: trasportato in elisoccorso all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, è morto poco dopo l'arrivo. Nonostante l'impegno dei due soccorritori, l'infarto non ha lasciato scampo.

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Slimani, una volta arrivati i sanitari, si è allontanato in lacrime senza rivelare la propria identità, dicendo solo di non essere riuscito a "riprenderlo". Gli amici di Mino, che di lui non conoscevano nemmeno il nome, hanno lanciato un appello tramite Il Giorno per rintracciarlo e ringraziarlo comunque per quanto fatto. L'appello ha funzionato: Slimani e Orizzo si sono fatti riconoscere e nei giorni successivi hanno incontrato il gruppo di amici per onorare insieme la memoria del ciclista.

Una piccola annotazione che vale la pena fare, senza trasformarla in un editoriale o in polemica: delle origini marocchine di Slimani nei titoli dei vari articoli non si accorge quasi nessuno. Difficile non notare che, se le cronache riguardassero un fatto di segno opposto, quel dettaglio sarebbe probabilmente comparso già nell'occhiello. Qui invece resta ciò che conta davvero: un ragazzo in moto che non ha esitato e si è fermato prestando soccorso. Anche se l'esito non è stato quello sperato, il suo è un esempio per tutti noi e di questo lo ringraziamo.

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