Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
Drone e intelligenza artificiale uniscono le forze per guadagnare minuti preziosi nei soccorsi stradali. Si chiama Vista, acronimo di Vehicle Intelligent System for Traffic Automation, è il nuovo sistema di assistenza visiva da drone sviluppato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in collaborazione con il Dipartimento di Informatica dell’Università di Bari Aldo Moro, nell’ambito del Piano nazionale della sicurezza stradale 2030.
L’idea è semplice: inviare un drone sul luogo del sinistro prima o insieme ai mezzi di emergenza, così da avere in pochi minuti un quadro completo e oggettivo della situazione, dall’estensione dell’area coinvolta al numero di veicoli e persone, fino all’eventuale presenza di dispersi finiti fuori strada o in scarpata.
Vista sfrutta sistemi avanzati di computer vision per analizzare automaticamente le immagini riprese dall’alto. Una volta decollato, il drone sorvola la scena dell’incidente, invia in tempo reale il flusso video ai centri operativi e, grazie agli algoritmi di intelligenza artificiale, riconosce i veicoli coinvolti, rileva la presenza di persone e segnala eventuali criticità che richiedono un intervento immediato. Di fatto l’osservazione dall’alto consente di allargare il raggio di ricerca oltre la carreggiata. Il valore aggiunto sta tutto nella riduzione dei tempi di intervento nella cosiddetta “golden hour”, la finestra decisiva per la sopravvivenza di chi resta ferito in incidenti in aree isolate o lungo tratti con scarpate e dislivelli.
La fase di sperimentazione sul campo si è svolta in Puglia, a Bari/Lama San Giorgio. Nel test è stato ricreato uno scenario realistico di incidente motociclistico: il drone ha raggiunto l’area, ha sorvolato la scena del sinistro e ha trasmesso le immagini in diretta ai centri di coordinamento. Il “cervello elettronico” di Vista ha identificato i mezzi, contato le persone presenti e segnalato le situazioni potenzialmente più gravi.
Di fatto Vista è uno dei primi progetti al mondo a integrare in modo strutturale droni, trasmissione video in tempo reale e intelligenza artificiale nelle procedure di soccorso su strada. Se le prossime fasi di sviluppo confermeranno i risultati dei test pugliesi, il “soccorritore volante” del Mit e dell’Università di Bari potrebbe diventare parte stabile del dispositivo di emergenza, soprattutto lungo le arterie extraurbane e nei contesti più difficili da raggiungere rapidamente via terra.