Sessant’anni di passione: dentro l’ASI Motoshow 2026

Siamo stati all'ASI MotoShow a Varano. Esperienza incredibile per chi ama le moto e la storia delle motociclette. Ecco il nostro video
28 maggio 2026

Ve lo dico subito: il video è parziale. Sarebbe dovuto durare un paio d'ore per farci entrare la metà delle cose che io e l'ottimo Samule Buia (videomaker) abbiamo visto, fatto, goduto nei tre giorni a Varano per i 60 anni di ASI nel consueto appuntamento del MotoShow. Invece ci siamo dati un'oretta di tempo per raccontare qualcosa, mentre dedicheremo successivi video ad altri argomenti. Come del resto mi ha detto Carlo Canzano, anche lui presente a Varano, ognuna delle 700 moto d'epoca/youngtimer presenti all'avento di ASI avrebbe meritato un approfondimento di un'ora. Quindi, caos.

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Nel senso che una delle cose più spettacolari di ASI MotoShow è il brulichìo di passione, la confusione di perdere lo sguardo su una moto per essere subito distratti da un'altra ancora più importante o curiosa, dal passaggio di un Campione del Mondo col quale ti fermi a parlare, le mostre tematiche che meriterebbero ciascuna un capitolo a parte (e siccome non sono argomenti che "scadono", dateci un po' di tempo e vi daremo altri video), il rumore assordante dei motori senza regole, senza limiti, sfacciati, orgogliosi e prepotenti come il Wankel della Norton di Robert Dunlop accesa per noi da Alessando Altinier.

 

A Varano le moto smettono di essere oggetti da esposizione e tornano a fare quello per cui sono nate: sgommare, fumare, emozionare anche da ferme, figuratevi nelle parate dei Campioni.

 

L’ASI Motoshow 2026 è arrivato con il suo carico di storie, rumori, odori e memoria a celebrare i sessant’anni di ASI e una passione tramandata, conservazione intelligente, rispetto per una cultura meccanica che rischia troppo spesso di essere considerata soltanto nostalgia mentre qui invece si capisce una cosa fondamentale: il passato visto come un museo statico sarà pure bello, ma vederlo in movimento, organizzato come un paddock, vissuto come una festa dei motori e della cultura motocilcistica fa tutto un altro effetto. C’è chi lucida un serbatoio con la cura di un restauratore e chi racconta, con gli occhi lucidi, di aver ritrovato la moto che aveva a vent’anni. E lì capisci che i cavalli, la velocità o le schede tecniche c’entrano relativamente.

Non esiste gerarchia. La moto da Gran Premio che ha scritto pagine di storia vale quanto la piccola utilitaria che ha portato al lavoro migliaia di italiani. Poi c’è la pista, dove ho per la prima volta potuto capire da dentro cosa significa vedere una monocilindrica degli anni Trenta affrontare una curva o ascoltare il suono metallico di un quattro cilindri da corsa che torna a respirare dopo decenni. Vanno certamente ringraziati gli amici di Ducartist per avermi e averci permesso di guidare alcune delle loro moto, Marco Riva di Yamaha (ma questo lo capire meglio in un prossimo video) per averci messo a disposizione una Yamaha XSR900 GP e... per adesso basta così: vi lasciamo al video. Stay tuned!

 

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