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Stefan Pierer (CEO KTM) compra Husqvarna da BMW

- La società di Stefan Pierer (che resta CEO KTM) compra Husqvarna da BMW. KTM smentisce le voci di acquisizione da Bajaj e rimane nelle mani di Pierer
Stefan Pierer (CEO KTM) compra Husqvarna da BMW

Pierer (ceo KTM) compra Husqvarna da BMW.  KTM smentisce le voci di acquisizione da Bajaj e resta nelle mani dell'attuale proprietà


Il cambiamento era nell’aria, ma che fosse di tale portata pochi l’avrebbero immaginato solo pochi mesi fa. 
Coinvolge infatti le due Case storiche europee che da sempre tracciano la rotta da seguire nel fuoristrada e nei campionati sportivi di enduro e motocross. Vale a dire Husqvarna e KTM.
Entrambe sono al centro di un riassetto significativo che vede protagonista la figura di Stefan Pierer e della sua società, Pierer Industrie AG, da oggi proprietaria del marchio italo-svedese.

I passaggi cruciali


Ma facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire come si è arrivati a questa situazione. Husqvarna era di proprietà BMW dal 2007, anno in cui i tedeschi la rilevarono dalla MV Agusta di Claudio Castiglioni (che l’aveva annessa a Cagiva nel 1987).
BMW, nonostante gli sforzi economici e le risorse umane impiegate (molte delle quali provenienti dalla Casa madre in Germania), si è decisa a vendere l’azienda italiana anche a causa della perdurante crisi dei mercati internazionali (in primis quello italiano, da sempre leader nelle immatricolazioni di moto Husqvarna) e delle scarse prospettive di rilancio a breve termine della Casa.
In futuro BMW Motorrad si concentrerà maggiormente nello sviluppo di veicoli per la mobilità urbana e a basse emissioni.
Tutto questo si è verificato - ci preme sottolinearlo -  in un periodo economicamente difficile, ma in cui proprio il segmento enduro ha sofferto meno in termini di numeri rispetto a quello stradale. Non a caso KTM è cresciuta in tutto il mondo e ha chiuso il 2012 con un bilancio record.
Perché le cose sono andate diversamente allora a Cassinetta di Biandronno? Le moto stradali di Husqvarna, la Nuda 900 in particolare, hanno riscosso un discreto successo in Europa, mentre è mancato completamente l’apporto della gamma offroad, su cui il management tedesco ha investito forse poco o nella direzione sbagliata. Un caso emblematico è il mancato rinnovamento della gamma due tempi, su cui invece stanno investendo gran parte dei competitor europei (la solita KTM, ma anche GAS GAS, Beta, TM, Sherco).
Di fatto BMW rinuncia alla sfida, ha già investito molto denaro e preferisce cedere la Casa varesina. I termini economici della cessione non sono stati resi noti.
Nuova proprietaria sarà la Pierer Industrie AG, società costituita da Stefan Pierer (ceo e presidente attuale di KTM). Un imprenditore capace di rilanciare negli ultimi anni alla grande, alla grandissima la fabbrica di Mattighofen, che nel 2012 è stata in grado di superare, in numero di immatricolazioni, la rivale BMW, producendo ben 107.000 moto (BMW è dietro, ma per un’inezia: poche centinaia di pezzi).

Stefan Pierer
Stefan Pierer

Pierer ha traghettato la KTM attraverso la difficilissima crisi che ha colpito l’azienda austriaca nel 2009, aggravata dal flop dell'auto sportiva X-Bow. Ha brillantemente risollevato le vendite aprendo a KTM i mercati asiatici grazie alla partnership con la Bajaj, avviata nel 2007.
I capitali indiani hanno consentito anche di investire nel rinnovamento della gamma offroad e di quella stradale, col lancio di modelli di successo come la piccola Duke, che è stata ben accolta sia in Europa che in Asia.
Bajaj è arrivata negli anni a detenere oltre il 40% di KTM e, come ci ha dichiarato KTM stessa, resterà socia di minoranza della Casa austriaca detenendo oggi il 47% delle azioni. La maggioranza appartiene ancora a Pierer che intende restare a capo anche di KTM.

Stefan Pierer è quindi sempre più attore protagonista dell’industria della moto. Ora la storica Husqvarna (fondata in Svezia nel 1903) è sua, e c’è da ben sperare circa le sorti della fabbrica di Cassinetta, rinnovata nel 2010. Il manager austriaco ha dimostrato negli anni grandi capacità imprenditoriali e, soprattutto, ha una visione globale del mercato motociclistico – specie offroad – essenziale per ridare slancio a Husqvarna.
Un’Husqvarna che non ha alcuna necessità di traslocare all’estero, come il caso Ducati (di recente entrata nell’orbita Audi) insegna.

 

  • bymaxx, VIGEVANO (PV)

    C'è solo una parola da dedicare a tutti questi operatori businnesman (che tradotto in dialetto lombardo potrebbe essere coi buchi nelle mani)
    VERGOGNA
    Massimo Boari
  • lucamax62, Milano (MI)

    Husqvarna chiude e svende

    Purtroppo HVA chiude i battenti e svende le moto in magazzino con una campagna pubblicitaria dei 110 anni.
    Centinaia di lavoratori a spasso ed un marchio glorioso da tempo italiano che sparisce dai listini e dalle competizioni.
    Bmw non esce bene dalla vicenda perchè comunque è un fallimento.
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