Attenti alla finta multa sul serbatoio! Come smascherare l'ultima truffa che colpisce i motociclisti

Attenti alla finta multa sul serbatoio! Come smascherare l'ultima truffa che colpisce i motociclisti
Il fenomeno dei falsi verbali lasciati sui veicoli o inviati via mail è in preoccupante ascesa in tutta Italia. Grafica credibile e finte agevolazioni spingono a pagare sanzioni inesistenti. Ecco i dettagli a cui prestare attenzione per non cadere in trappola e i consigli pratici per difendersi
13 febbraio 2026

Tornare alla propria moto parcheggiata e trovare il classico foglietto incastrato tra la sella e il serbatoio è sempre un colpo al cuore, ma la vera beffa si nasconde quando la sanzione è, in realtà, un raggiro ben congegnato. In tutta Italia si sta diffondendo a macchia d'olio la truffa delle finte contravvenzioni, un sistema criminale che fa leva sul timore degli utenti e sulla fretta di saldare il debito per approfittare del ben noto sconto per il pagamento entro cinque giorni.

I malintenzionati si muovono armati di piccole stampanti portatili, riproducendo preavvisi di accertamento che a una prima occhiata appaiono del tutto identici a quelli emessi dai veri agenti della sosta. Sul pezzo di carta si trovano la targa corretta del mezzo, un numero di protocollo assolutamente verosimile e l'immancabile invito ad approfittare della riduzione del 30% dell'importo.
La trappola scatta proprio al momento di mettere mano al portafoglio: in calce al documento falso, o all'interno di comunicazioni fasulle che arrivano via posta elettronica citando normative e codici della strada, viene indicato un indirizzo web abbreviato (come ad esempio quelli generati da domini tipo bit.ly, goo.gl o tinyurl) per effettuare il versamento online. È questo il dettaglio fondamentale che smaschera l'inganno, poiché le amministrazioni comunali non si servono mai di link accorciati o di collegamenti diretti via email per la riscossione delle contravvenzioni.
Un occhio attento può inoltre notare altre spie d'allarme sul foglietto stampato, come errori di battitura, spaziature anomale, un uso casuale delle lettere maiuscole o numeri di matricola degli agenti copiati in modo grossolano

Per tutelarsi, la regola d'oro è quella di non digitare né cliccare mai sugli indirizzi web forniti in questi avvisi sospetti. In caso di dubbi sulla legittimità di una sanzione, l'unico comportamento sicuro consiste nel verificare la pendenza direttamente sul portale istituzionale del Comune di riferimento, inserendo targa e numero di verbale, oppure contattando il centralino dell'ente. Qualora, purtroppo, si fosse già proceduto al versamento tramite il link fraudolento, è imperativo agire tempestivamente bloccando la propria carta di credito, modificando le password potenzialmente compromesse e sporgendo immediata denuncia presso la Polizia Postale.

I numeri legati a questa attività non lasciano spazio a sottovalutazioni. Già nel 2023, gli esperti del CERT-AgID avevano intercettato oltre 6.800 tentativi di recapito di finte multe digitali nel nostro Paese. Da allora il trend ha subìto un'impennata, con ondate di segnalazioni concentrate in città come Firenze, Pisa e Catania, dove in un caso è stato persino fermato un individuo con oltre centoquaranta falsi verbali pronti per essere piazzati su parabrezza e manubri. Recenti stime della Polizia Postale e delle associazioni dei consumatori relative al 2025 confermano la forte crescita di queste dinamiche, inquadrandole nel più ampio e allarmante scenario del cybercrime economico-finanziario, che ha fatto registrare in un anno oltre ventisettemila procedimenti e un bottino illecito sottratto ai cittadini di ben 269 milioni di euro.
Mantenere la guardia alta e lo spirito critico è quindi l'unica vera difesa per proteggere il proprio conto in banca prima di rimettersi in sella!

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