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Chi sta pensando di prendere la patente B nel 2026 dovrà fare i conti con un iter più lungo, più strutturato e probabilmente più costoso. Il Decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti n. 294 del 17 novembre 2025, entrato in vigore a dicembre 2025, ridisegna le regole per l'esame di guida in Italia: le ore obbligatorie di esercitazione passano da 6 a 8, organizzate in 4 moduli tematici, mentre il foglio rosa — l'autorizzazione provvisoria che permette di esercitarsi su strada — potrà essere utilizzato per le guide private solo dopo aver completato tutte le ore in autoscuola. Le novità riguardano chiunque voglia mettersi al volante, ma anche chi ha nel mirino moto e scooter fino a 125 cc: veicoli guidabili con patente B, per i quali una preparazione più solida alla guida non è mai un dettaglio secondario.
Prima di addentrarsi nelle novità, c'è un punto che vale la pena chiarire subito: le nuove disposizioni non sono ancora operative. Il decreto subordina la propria efficacia all'attivazione della piattaforma digitale CED della Motorizzazione Civile, il sistema attraverso cui le autoscuole dovranno registrare e certificare le ore di guida svolte. Fino a quando questa infrastruttura non sarà pienamente funzionante, l'esame della patente B si svolgerà secondo le modalità attuali. Nei prossimi mesi è atteso un decreto dirigenziale con le istruzioni operative per l'utilizzo della piattaforma: solo a quel punto le nuove regole entreranno in vigore a tutti gli effetti.
La novità più concreta riguarda la preparazione alla prova pratica. Le ore di esercitazione obbligatoria con istruttore abilitato salgono da 6 a 8, distribuite in quattro moduli con obiettivi specifici.
Le lezioni sono individuali, con un limite giornaliero di 2 ore. È possibile combinare più moduli nella stessa giornata, purché ogni sessione duri almeno 30 minuti. Unica eccezione alla formula individuale: le simulazioni di emergenza del Modulo A, che possono svolgersi in gruppo fino a un massimo di 5 allievi.
Un capitolo spesso sottovalutato riguarda proprio i moto e scooter 125 cc: in Italia, chi possiede la patente B può condurre veicoli a due ruote con cilindrata fino a 125 cc e potenza massima di 11 kW. Si tratta di una categoria in crescita, sempre più scelta da pendolari urbani e giovani che cercano mobilità senza dover affrontare i costi di una patente A.
Una formazione più strutturata alla guida — con moduli dedicati alla gestione delle emergenze, alla guida notturna e alle strade ad alto scorrimento — può fare una differenza concreta anche per chi poi sale in sella a un 125. La familiarità con gli ADAS, le dinamiche di frenata e la percezione degli angoli ciechi sono competenze trasversali che migliorano la sicurezza su qualsiasi veicolo.
Rimane però effettivamente da capire se, dopo la nuova regolamentazione legata al foglio rosa, si potrà comunque esercitarsi con moto e scooter 125 pur non aver completato le 8 ore di guida obbligatorie in automobile con l'istruttore certificato dall'autoscuola.
L'aumento delle ore obbligatorie si traduce inevitabilmente in un aumento dei costi. Considerando un costo medio per lezione compreso tra 40 e 60 euro all'ora, il passaggio da 6 a 8 ore comporta una spesa aggiuntiva che può arrivare fino a 120 euro. Un dato non trascurabile, soprattutto per i giovani neopatentati che già devono fare i conti con i costi complessivi della patente.
La seconda grande novità riguarda il foglio rosa, il documento provvisorio che consente di esercitarsi alla guida su strada dopo aver superato la prova teorica. Fino ad oggi, chi ottiene il foglio rosa può iniziare subito a guidare l'auto con un accompagnatore privato, svolgendo le ore obbligatorie in autoscuola in qualsiasi momento successivo.
Con il nuovo decreto, questo non sarà più possibile: prima di poter uscire con un accompagnatore privato, sarà obbligatorio completare tutte le 8 ore in autoscuola. Solo al termine di questo percorso la piattaforma CED rilascerà una certificazione finale che "sblocca" la possibilità di esercitarsi liberamente, sempre accompagnati da un conducente con patente B da almeno 10 anni. Chi non rispetta questa sequenza rischia sanzioni che vanno da un minimo di 430 euro fino a un massimo di 1.731 euro.
Accanto alle novità sull'esame pratico, si prospettano cambiamenti anche per la prova teorica, questa volta spinti dall'Unione Europea. La Direttiva UE 2025/2206, approvata dal Parlamento europeo nell'ottobre 2025, prevede che il questionario includa domande sui rischi degli angoli ciechi, sul funzionamento dei sistemi ADAS, sull'apertura sicura delle portiere e sui pericoli legati alla distrazione da smartphone. L'obiettivo è trasformare la prova da una verifica nozionistica sulla segnaletica a un test orientato ai rischi reali della guida moderna.
La stessa direttiva introduce anche la patente digitale, accessibile direttamente dallo smartphone, che diventerà progressivamente il formato standard all'interno dell'UE, pur mantenendo il diritto alla versione fisica.
Per queste novità, tuttavia, i tempi sono più lunghi: l'Italia ha fino al 2029 per recepire la direttiva nel proprio ordinamento, con un ulteriore anno per renderla operativa. In pratica, chi sostiene l'esame nei prossimi anni non troverà ancora queste domande nel questionario.