Patente A senza esame: ecco cosa ne pensate voi lettori

Patente A senza esame: ecco cosa ne pensate voi lettori
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Il dibattito sulla sostituzione dell'esame pratico con un corso all'autoscuola sta assumendo proporzioni al di sopra di ogni aspettative anche tra voi lettori. Pubblichiamo qui una delle tante argomentazioni che ci state inviando in questi giorni
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11 agosto 2022

Siamo già a centinaia di migliaia di letture, con un trend di crescita continua, un numero di commenti che non ci saremmo aspettati, e tanti messaggi diretti di testimonianze e argomentazioni: la decisione di abolire l'esame per l'upgrade tra patenti si accredita a essere ricordato come uno dei temi hot dell'estate, di cui continueremo a occuparci.

Abbiamo deciso di coprire l'argomento pubblicando integralmente le considerazioni che sono arrivate in questi giorni all'indirizzo del nostro Piero Batini, autore dell'articolo:
 

Buon giorno

L' esame che è  sto abolito di fatto non serviva a nulla, se non a dimostrare di conoscere il minimo sindacale dell'andare in moto. Più  che un esame occorre un corso accurato di guida, rapportato alle.prestazione alla prestazione della.categoria di moto. Vado in moto da 55 anni e ricordo la mia assoluta inesperienza rispetto alle tecniche di guida di una moto, quando ho iniziato, con conseguenze dolorose...fare lo slalom tra i birilli non insegna nulla su come si frena, come si prende una curva, come si guida sul bagnato etc. Questo serve, non esami idioti.

Giulio Micheletti 

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Gentile responsabile, riguardo al vostro quesito, io invece vorrei evidenziare un'altro aspetto di questa tragicomica vicenda.
Veniamo al punto, il 06/05/1986 ho conseguito la patente cat. B, mentre dal 13/08/1987 sono in possesso della patente di categoria DE.
Aquisire le patenti  delle categorie predette in quel periodo significava l'acquisizione automatica della patente cat. A, senza alcuna limitazione.
Pertanto da quel momento in poi ho guidato qualsiasi tipo di motoveicolo.

Un bel giorno qualcuno si sveglia dal letargo e si rende conto che era stata disattesa una direttiva CEE, se non ricordo male la n. 80/1263/CEE, la quale prevedeva la prova pratica per esame per il conseguimento della patente A a partire dal 01 gennaio 1986.
Nel recipire in ritardo la suddetta normativa, il legislatore successivamente "sentenziava" che con la  patente A rilasciata dal
1 gennaio 1986 al 25 aprile 1988, si sarebbero potuti guidare i cicolomotori e tutti i veicoli che avrebbero richiesto una patente A1, A2 e A esclusivamente sul territorio nazionale.

Così anche per le patenti B rilasciate dal 1 gennaio 1986 al 25 aprile 1988, che prevedeva la guida tutti i veicoli che richiedevano una patente B1, B, AM, A1, A2 e A, ma esclusivamente per la guida di motocicli sul territorio nazionale.

Pertanto si invitavano tutti coloro i quali avessero acquisito le patenti suddette nel periodo precedentemente menzionato, che per la guida all'estero avrebbero dovuto sostenere un esame di prova pratica........ (ridicolo)

Di fatto oggi mi ritrovo una limitazione sulla patente, codice 112, che mi impedisce di recarmi all'estero in motociclo nonostante io sia una vita che guido di tutto, e di qualsiasi potenza.

Evidenziato ciò ora voi chiedete ai vostri lettori cosa ne pensino del fatto che per la patente A sia sufficiente un corso in autoscuola.
La verità e che sono confuso!!! 

Prova pratica? Oppure corso in autoscuola? E la direttiva CEE che fine ha fatto?
Una barzelleta Italiana.....
Saluti, Germano.

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Viviamo in un paese che ha più leggi di tutti gli stati europei messi assieme, leggi assurde applicate da chi di turno in maniera totalmente arbitrativa dove il far ricorso ti costa più che pagare l’ eventuale multa, le libertà personali stanno pian pianino scomparendo a colpi di DL e voi vi state a preoccupare del fatto che le patenti avanzeranno senza esame pratico?

Non so nemmeno da dove iniziare, la maggior parte di voi ha iniziato a guidare la moto senza casco e con la patente della macchina con mezzi tutt’altro che sicuri sotto ogni aspetto, quando introdussero l’esame non è esistito un solo motociclista che non l’ avesse descritto come ridicolo (io stesso mi sono presentato con 2 guide fatte per imparare il percorso dei birilli) e senza alcun senso se non quello dell’ “esame all’ italiana”; ora che è stato eliminato sembra quasi che prima formasse i piloti di domani ed adesso ci saranno solo pazzi che non sanno guidare, come se per imparare a guidare la moto bastassero 10 lezioni ed un esame e non km ed anni d’esperienza.

Ho solo 31 anni, vado in moto da quando ne avevo 7, leggo sempre i vostri articoli ed i commenti dei più “anziani” iniziano veramente a nausearmi.

Filippo Tenerini.

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Salve,

sono un ex titolare di autoscuola, che ha cessato l’attività nel 2020, ma per onestà intellettuale, che mi auguro voglia contraccambiare, ho ritenuto giusto scriverLe a proposito dell’articolo, pubblicato oggi sul vostro sito: “Fermi tutti! Cos’è questa storia della patente A senza esame?”, a Sua firma, al fine di fare chiarezza sull’argomento.

A tal proposito, anche per attenuare il Suo “sdegno”, augurandomi che non abbia preconcetti verso la categoria delle Autoscuole (così come, da decenni, sono indicate dall’artico 123 del C.d.S.), sento come mio dovere morale fare alcune precisazioni, inerenti i contenuti dell’articolo in parola:

Innanzitutto, occorre puntualizzare che il passaggio dalla patente A2 alla patente A, non è stato mai un “automatismo”, bensì ha sempre comportato un esame pratico, con motociclo appartenente alla categoria conducibile, appunto, con la patente A;

La locuzione tratta dalle Satire di Quinto Orazio Flacco è fuori luogo, in quanto Lei dovrebbe sapere che la disposizione legislativa è “figlia” della Direttiva 2006/126 CE che, con i Decreti di recepimento, relativamente al conseguimento delle patenti di categoria A2 e A, dà la possibilità agli Stati membri, di poter optare per l’introduzione dell’esame pratico, piuttosto che di un corso di formazione certificato. Pertanto alle autoscuole non è stato fatto alcun “favore”, perché in un modo o nell’altro i discenti seguiranno un percorso formativo che, naturalmente, comporta dei costi e, come Lei stesso evidenzia, le imprese non operando in regime di onlus o gratuitamente (come penso faccia Lei nello svolgimento della Sua attività) chiedono un corrispettivo per la prestazione offerta, quindi non c’è alcuna estorsione (accusa infamante!!);

Proseguendo e al fine di evitarLe il “voltastomaco” ed aiutarLa a “decifrare” i tariffari, posso, solo a mò d’esempio, evidenziarLe che, con l’emanazione del DECRETO LEGISLATIVO 18 aprile 2011, n. 59 -Attuazione delle direttive 2006/126/CE e 2009/113/CE concernenti la patente di guida- (GU n. 99 del 30-4-2011), il sottoscritto, così come tutti i miei ex colleghi, dovette acquistare, tra gli altri, due ciclomotori/motocicli (uno con il cambio meccanico, l’altro con quello automatico), per ogni categoria di patente del gruppo A (AM-A1-A2-A);

Infine, per quel che attiene chi ha conseguito la patente “fai da te”, con l’ausilio del nonno, zio o cugino che, a Suo parere, sembra non abbiamo fatto troppi danni, posso solo ricordarLe che, con l’introduzione del percorso formativo delle guide certificate, per il conseguimento della patente di categoria B, probabilmente anche le Autoscuole hanno dato il loro piccolissimo contributo alla riduzione del 50% dei morti per incidente sulle nostre strade.

Con la presente, non è mia intenzione entrare in polemica e non mi aspetto neanche un Suo riscontro, ma tornando al prologo e scongiurare demagogia non voluta,  mi auguro che nei prossimi articoli voglia restituire dignità ad una categoria che, fatta eccezione delle “pecore nere”, presenti in tutti gli ordini, probabilmente compreso il Suo, ne ha tanta!!!

Distinti saluti,

Teresio Viotti

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Se volete dire la vostra sul tema, scriveteci a info@moto.it

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