intervista

Norton, fascino made in England

- Abbiamo visitato lo stabilimento Norton di Donignton ed incontrato Stuart Garner, l'uomo che sta facendo rinascere un mito | C. Baldi
Norton, fascino made in England

 
La sede della Norton si trova a cento metri dall’ingresso principale del circuito di Donington Park nel North West Leicestershire in Inghilterra. Ci avviciniamo al lungo capannone sul quale compare una grande marchio Norton. Parcheggiato di fronte all’ingresso c’è un tir tutto nero con i loghi Norton color oro. Era il camion della squadra corse. Craig Lormor, direttore commerciale della Norton ci accoglie con un sorriso ed una stretta di mano e poi ci apre le porte dell’azienda. Tutte le porte, senza nessun timore e senza nessun segreto da nascondere. Possiamo così visitare il reparto dove vengono costruiti i motori, il reparto assemblaggio e gli uffici. Nel grande magazzino vediamo una decina di Commando 961 Sport di colore nero ed un paio di casse pronte ad accoglierle. Parcheggiata nell’ampio piazzale, davanti al magazzino c'è una Commando 961 Cafe Racer molto particolare. Un prototipo che verrà collaudato in pista da Chris Walker, pilota che ha gareggiato e vinto nel mondiale Superbike e che continua a correre nel British Superbike. Chris ‘The Stalker’ Walker lavora in pianta stabile in Norton, allo sviluppo ed al collaudo dei nuovi modelli e collabora con Pierre Terblanche che da gennaio sta disegnando le Norton del futuro. Le Commando vengono ora prodotte interamente in questo stabilimento ed abbiamo potuto vedere in azione i torni elettronici che stavano producendo gli alberi a cammes ed i basamenti.

Attualmente la Norton produce la Commando in tre diverse versioni, con una componentistica di qualità, come la forcella pluri regolabile, il doppio ammortizzatore posteriore Ohlins, l’impianto frenante Brembo e molti particolari in alluminio ricavati dal pieno, come abbiamo avuto modo di vedere nel corso della nostra visita. Il motore è un bicilindrico in linea di 961 cc da 80 cavalli e 6.500 giri che equipaggia anche le altre due versioni : la Cafer Racer che ha la forcella a steli rovesciati, e la SE il top di gamma, con cerchi in carbonio, pinze freno Brembo ad attacco radiale e forcella con steli trattati TiN. In Italia le Norton vengono importate da Motocicli Speciali di Cremona.
Viste dal vero queste moto sono veramente affascinanti, con i nuovi componenti che si mischiano abilmente

Stabilimento Norton 
Stabilimento Norton 

 allo stile retrò. Una volta montati in sella dobbiamo allungare molto le braccia per impugnare il manubrio, con i gomiti che sfiorano il grosso serbatoio. Il rumore che esce dalle marmitte è una vera musica e fa venir voglia di entrare nella vicina pista di Donington per scatenare tutti gli 80 cavalli di questo grosso bicilindrico.

Il personale che incontriamo è attivo e sorridente, animato da quell’entusiasmo contagioso trasmessogli da Stuart Garner, quarantaduenne imprenditore di Derby, a pochi chilometri da Donington, che nel 2008 ha acquistato il marchio Norton, riportando così in Inghilterra il più famoso e storico marchio del motociclismo inglese. Garner possiede  altre aziende ed anche una percentuale della Spondon, fabbrica inglese che produce telai per moto.


L'intervista


Iniziamo ad intervistarlo toccandolo subito nel vivo, giusto per accendere in lui quell’entusiasmo che si respira in tutta l’azienda.


Stuart per te la Norton è solo business o è soprattutto passione?
Business? Sto investendo tutti i miei averi e sto lavorando come un matto in questa azienda. Se fosse stato solo per l’aspetto finanziario avrei potuto fare ben altro e soprattutto qualcosa di meno difficile rispetto a questa avventura, a questo progetto di rilanciare la Norton. Il marchio Norton è parte del nostro passato e della nostra storia. Da quando ho contattato il precedente proprietario del marchio negli USA a quando abbiamo firmato il contratto sono trascorsi solo quattro giorni. In molti mi hanno preso per matto, soprattutto i miei consulenti finanziari. Ma a volte anche i contabili sbagliano. Io non ho comperato solo un marchio e qualche moto ancora da assemblare, ma ho comperato la storia della Norton, il suo fascino e soprattutto ho dato corpo all’entusiasmo ed alla speranza di chi voleva veder rinascere la Norton e le sue splendide motociclette.


E ora a che punto sei?
"Nonostante la crisi mondiale posso dire che il nostro progetto sia in una fase ancora più avanzata rispetto alle nostre previsioni. Nel 2011 contiamo di produrre 2000 moto, di aumentare il personale (attualmente di 40 unità) e di ampliare il nostro stabilimento, che resterà comunque sempre qui a Donington".


Gli ordini arrivano?
"Per fortuna gli ordini non ci mancano. Il nostro maggior impegno è attualmente quello di evadere questi ordini che ci stanno arrivando da tutto il mondo. Dagli Stati Uniti, dall’Australia, dal Sud Africa e naturalmente dall’Europa e dall’Inghilterra in particolare.
Abbiamo ottenuto l’omologazione dei nostri motori per quanto riguarda le emissioni e quindi possiamo finalmente spedire le Commando che vedi qui nel magazzino".


Negli uffici abbiamo visto al lavoro Pierre Terblanche
"Sono orgoglioso di poter lavorare con un designer così bravo e famoso. Sono certo che riuscirà a fondere le nuove tecnologie con lo stile e la storia della Norton. Stiamo pensando al futuro, alle nuove moto che produrremo che saranno tecnologicamente avanzate, ma che saranno sempre delle Norton. La gente dovrà riconoscerle senza dover leggere il marchio sul serbatoio. Stiamo lavorando anche ad un nuovo motore un 4 cilindri a V che per ora è solo un progetto".


E’ il motore con il quale pensate di entrare in MotoGP?

"Norton è un marchio legato da sempre alle corse, però la MotoGP non è al momento una nostra priorità. E’ un progetto a se stante che dovrà contare su di un pool di aziende tutte inglesi che potrebbe portare in pista una moto con un telaio Spondon ed un motore Norton. Se riuscirò a mettere assieme il budget necessario il progetto andrà avanti e in caso contrario non se ne farà nulla. Abbiamo parlato con la Dorna che ci ha dato la garanzia di poter schierare due piloti già a partire dal 2012, quando in GP potranno correre moto con motori derivati dalla serie. Però voglio sottolineare che la nostra priorità al momento è quella di non ritardare le consegne, di spedire le moto a chi ha creduto in noi e ci dà la possibilità di proseguire la nostra attività".


Pensavamo di vedervi in Superbike anziché in MotoGP

"Non produrremo mai di serie moto iper-sportive. Sarebbero troppo lontane dalla filosofia Norton. Io non voglio produrre più di 2.000 moto l’anno, voglio invece concentrami sul mantenere inalterato lo stile Norton. Come ho detto in precedenza anche i nuovi modelli saranno conformi al nostro stile ed alla nostra storia. Abbiamo la fortuna di avere uno dei marchi più famosi nel mondo del motociclismo e non dobbiamo snaturarlo. Non abbiamo e non vogliamo avere le capacità produttive dei giapponesi. Vogliamo produrre moto affascinanti ed uniche".

  • creatore, genova (GE)

    Made in Italy

    Sicuramente sono belle moto, però costano 15000 euro e hanno 80 CV... Fino all' anno scorso prendevi una Ducati GT 1000 con 92 CV a 10000 euro, disegnata proprio da Terblanche! Purtroppo le Sport Classic hanno avuto poca fortuna qui in Italia, ma si sa, noi siamo un popolo di esterofili che magari si mettono in coda per una Norton quando sotto casa avevano di meglio...
  • Tanketto01, Abbiategrasso (MI)

    Wankel?

    Non è vero che il motore Rotary 588 non sia più stato aggiornato, anzi. Nel 2006 il suo progettista, Brian Crighton, ne sfornò un'evoluzione da 170 cavalli, alimentata ad iniezione elettronica tramite condotti di aspirazione a lunghezza variabile, e con tecnologia fly-by-wire. E l'anno scorso Stuart Garner annunciò l'arrivo di una versione da oltre 200 cavalli, da utilizzare quantomeno per tornare a correre il Tourist Trophy, dove le Norton Rotary, com'è noto, vinsero più volte negli anni novanta.
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