L'editoriale di Nico

Nico Cereghini: “La Moto Guzzi e i suoi 100 anni”

- Fu fondata nel marzo del 1921, e già cominciano le celebrazioni. Vero laboratorio di genialità, nacque a Genova e si spostò a Mandello. E’ leggenda, e sono tante le innovazioni industriali e sportive firmate dalla Casa dell’aquila
Nico Cereghini: “La Moto Guzzi e i suoi 100 anni”

Ciao a tutti! Forse non sapete che la Moto Guzzi è nata a Genova. E di certo fa impressione ricordare che il marchio è vicinissimo alla celebrazione dei suoi cento anni di vita: il 15 marzo del 1921, in uno studio notarile del quartiere di Carignano, il genovese Giorgio Parodi, Carlo Guzzi e Giovanni Ravelli siglarono l’atto costitutivo della società. Erano tre amici, tre aviatori reduci della prima guerra mondiale appassionati di volo e di meccanica.

La fabbrica sarebbe stata trasferita presto a Mandello del Lario, e quando Ravelli precipitò poco dopo, nel corso di un volo sperimentale, allora Guzzi e Parodi decisero di utilizzare, al posto dell’anonima sigla GP originale, l’aquila ad ali spiegate come simbolo del marchio: perché l’amico aviatore potesse vigilare sulla comune avventura. 

Insomma, una bellissima storia fin dall’inizio, e a Genova domenica scorsa hanno già iniziato le celebrazioni: battesimo ufficiale del nuovo Moto Guzzi club Genova e presentazione dei "tre giorni a primavera", dal 14 al 16 maggio, che trasformeranno il capoluogo ligure nella capitale dei guzzisti di tutto il mondo. Al Porto Antico si potranno ammirare moto e anche aerei d’epoca, con una serie di parate in terra e nel cielo. Si festeggerà in particolare il concittadino Parodi, morto nel ’55, la cui famiglia restò in Moto Guzzi fino al 1969.

Molte altre iniziative nasceranno tra l’inverno e la prossima primavera per far festa intorno alla Guzzi. Perché la passione e l’affetto che circondano il marchio dell’aquila è straordinariamente forte e viene da molto lontano. Oggi nel gruppo Piaggio la casa di Mandello vive onorevolmente in un mercato pieno di difficoltà, ma una volta era addirittura la casa numero Uno non solo in Italia ma nel mondo, perché era un laboratorio della genialità.

La Guzzi vanta un’incredibile serie di primati assoluti, industriali e sportivi: ha introdotto per prima il cavalletto centrale su una moto, la capostipite 500 Normale del 1921; per prima ha realizzato e prodotto il “telaio elastico” con la sospensione posteriore, sulla GT del ’27; della Guzzi è la prima forcella rovesciata, montata sul Falcone 500 del 1950, Guzzi è il primo scooter a ruote alte della storia, il Galletto dello stesso anno, e  della Guzzi è il primo motore con la canna del cilindro cromata, impiegato sullo Zigolo del 1958. Per citare solo le principali innovazioni.

E nelle corse la Moto Guzzi ha dei bei record: intanto fu la prima moto non inglese a trionfare al TT, con Stanley Woods nel 1935, e di due anni dopo è la prima doppietta moto e pilota con il leggendario Omobono Tenni. A Mandello è ancora lì da vedere la prima galleria del vento (in scala 1.1) costruita nel 1950, dove furono sviluppate dal reparto corse Guzzi le prime carenature del motociclismo dal cosiddetto “becco” fino alle integrali “a campana”. E infine non poteva che essere della Moto Guzzi la prima e anche l’unica otto cilindri progettata e realizzata per la classe 500, anno 1955 con la firma di Giulio Cesare Carcano. 

Naturalmente con l’orgoglio cresce anche il rimpianto. Moto Guzzi oggi potrebbe essere il maggiore produttore europeo, o comunque vedersela alla pari con BMW. Il minimo che si possa dire è che purtroppo gli imprenditori e la politica, soprattutto tra gli anni Settanta e i Novanta, non sono stati all’altezza del genio e della passione di un marchio così glorioso.

  • valdinarco, Terni (TR)

    Tendenzialmente non lascio commenti, ma questo, forse, è un articolo particolare, credo, ma è solo una mia riflessione, senza alcun valore di oggettività, che questo marchio esprima in modo molto definito il più ampio contesto industriale nazionale, una perdurante auto celebrazione, sull'onda dei ricordi, sempre più lontani ed un presente che, dati alla mano, rappresenta una condizione assolutamente differente e forse dissonante con il passato.
    Non parlo esattamente da freddo matematico di campagna, di Guzzi ne ho avute tre, una ancora è ricoverata in garage, ferma dal 1986, insieme ad altri ricordi di gioventù, cui gli anziani tendono ad affezionarsi, dall'Aspes 80, al Kawasaki 1300, ma purtroppo, ho l'impressione, che la Guzzi abbia seguito, adagiandosi, la parabola discendente che accomuna molti marchi nazionali, non solo della meccanica, da cui auspico, il sistema produttivo complessivo, riesca, in questa fase di grande trasformazione, a ricevere una nuova opportunità di crescita.
  • Andrea.Turconi, Rho (MI)

    MG è un mito intramontabile, purtroppo non c'era la mia moto ed ho comprato un Diavel aimhè l'Audacie costava troppo ed aveva numeri inferiori alla Diavel.
    La mia prima moto fu un Centauro V10 sport e rimarrò sempre legato alla MG, triste vedere che MG non abbia a listino una moto degna del marchio .....
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