Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su info@moto.it
Non c'è pace sulle vette delle Alpi, in scenari che pure dovrebbero suggerire pace interiore, tranquillità e serenità: dopo aver visto le immagini delle Tre Cime di Lavaredo prese d'assalto dagli escursionisti, con l'overtourism che impone misure di accessi programmati ai sentieri, si apre un altro fronte di dibattito, stavolta relativo al mai pacifico rapporto tra montagna ed amanti delle escursioni in fuoristrada.
Motivo del contendere, lo spettacolo (definito “poco edificante” dalla sezione di Livigno del CAI) segnalato al sito giornalistico “IlDolomiti.it” da un lettore e fruitore della montagne, che nel corso di una passeggiata in alta quota - appunto oltre i duemila metri - si è trovato a dividere il sentiero con almeno una ventina di moto da trial.
Secondo le sue parole, “Il sentiero veniva utilizzato in modo improprio da moto da fuoristrada, con passaggi frequenti e ad alta velocità. Nel corso della giornata erano presenti una ventina o più di moto lungo il sentiero, peraltro stretto e con tipologia escursionistica, e in riva al lago. I motociclisti stavano inoltre utilizzando pale, picconi, zappe e rastrelli per creare una pista da cross parallela al sentiero, dissodando il terreno e modificando in modo importante l’ambiente".
La zona è quella dello splendido Lago del Monte, a 2200 metri, sopra Livigno: "Non si tratta di un caso isolato ma di un uso sistematico di una valle di alta quota come sede di gare in moto: le pareti delle montagne che circondano il lago sono solcate dalle tracce lasciate dalle moto".
Un comportamento, sottolinea l’autore della segnalazione, avrebbe un impatto sotto diversi aspetti, sociali e ambientali, che a supporto della sua tesi ha allegato anche diverse foto, per stigmatizzare comportamenti che provocherebbero grave disturbo alla quiete pubblica, all'ambiente naturale e alla fauna locale, oltre a costituire un potenziale pericolo per escursionisti e fruitori del sentiero e provocando un grave deterioramento del fondo del percorso e del territorio circostante.
C'è da ritenere che la presenza di moto fosse legata alla sistemazione dei percorsi in vista della "Festa dei Motociclisti" che il Moto Club Trela Pass organizza proprio a Lago del Monte; giunta alla 48° edizione, ricorda la fondazione del Moto Club del 1968 e la realizzazione del Baitel "dal Lac dal Mont", un bivacco gestito dallo stesso motoclub.
Pur essendo regolarmente autorizzata, l'attività del motoclub suscita non poche perplessità, che il CAI di Livigno sintetizza in una sua nota: “Possiamo presumere che le moto incontrate dal lettore si trovassero sui sentieri per preparare la festa e che probabilmente avevano specifica autorizzazione da parte del Comune di Livigno o dagli organi competenti.
La stessa cosa accade a settembre, quando si organizza “La Trialeda”, una gara che percorre i sentieri della valle di Livigno, non solo quello di accesso al lago, ma anche gli altri. Con la scusa di fare manutenzione, le moto hanno di fatto libero accesso ai sentieri.
La posizione della nostra sezione è ovvia e scontata: siamo chiaramente contrari all’uso delle moto sui sentieri per le stesse ragioni elencate dal lettore e possiamo confermare per esperienza personale che il rumore dei motori, essendo la valle di Livigno molto stretta, rimbomba e diventa fastidioso, non solo per gli esseri umani e i frequentatori della montagna, ma anche per gli animali.
E ce ne sono molti, essendo il nostro territorio compreso tra il Parco Nazionale dello Stelvio e quello svizzero; inoltre, il passaggio delle moto può essere pericoloso e deteriora il fondo dei sentieri, scavando solchi e creando un chiaro ed evidente dissesto".
Inoltre, continua il CAI, il problema della circolazione delle moto sui sentieri è ben noto alla popolazione locale: "Siamo un piccolo paese di montagna, ci conosciamo tutti e chiunque potrebbe fare nome e cognome dei presenti in occasione della segnalazione, ma purtroppo quando si tratta di tematiche ambientali spesso prevalgono il disinteresse e l’omertà, anche quando la fruizione motociclistica di luoghi di pregio ha conseguenze evidenti sull'ambiente e risulta uno spettacolo poco edificante".