Le Moto Guzzi con il “cambio a mano”. Che storia è questa?

Le Moto Guzzi con il “cambio a mano”. Che storia è questa?
Santa Croce sull’Arno e il suo Sindaco, Roberto Giannoni, Sandro Laici, Mauro Bozzolini e Graziano Dainelli organizzano un raduno delle Moto Guzzi della prima ora, quelle con il “cambio mano” e il gas a “manettino”. Vivono e circolano ancora, per la gioia di chi le guida e di chi le ammira
9 giugno 2026

Santa Croce sull’Arno, Pisa, Giugno 2026. Il 15 Marzo 1921 Carlo Guzzi e Giorgio parodi fondano Moto Guzzi. A oggi sono stati pensati, progettati e realizzati oltre 200 modelli, e oggi il motore bicilindrico a V trasversale nato con la serie V7 è il simbolo tecnico del Marchio. Ma per oltre metà della sua esistenza l’icona delle Moto Guzzi era ed è il monocilindrico orizzontale. Anche il colore rosso, anche il grosso volano “affettasalame” sono emblemi fissati nell’immaginario della storia di uno dei più grandi marchi di motociclette del mondo.

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Prima delle motociclette, le biciclette. E poi il motore a scoppio. E poi l’dea di unire le due “tecnologie” in una invenzione pionieristica che ha dell’incredibile, anche dal punto di vista di una certa disinvolta ingenuità, diciamo naif. Quel motore dentro quel telaio. Ed è la motocicletta. Ben presto i telai si irrobustiscono per reggere il peso, presto arrivano le sospensioni per assecondare meglio le prestazioni, a ruota libera da sempre e per sempre corre l’evoluzione della tecnica, delle idee, delle opzioni.

Con il motore il cambio, con la benzina il gas. Le prime realizzazioni non avevano né quickshift né ride by wire, strano ma vero eh :-). Per quei comandi non si usava né il piede né il polso. All’inizio il comando del cambio era una leva da azionare a mano, come nelle automobili, e quello del gas un manettino, come quello dell’aria prima che diventasse automatica, o dell’anticipo (che non vi sto neanche a dire cos’è). Moto Guzzi, che pure è sempre all’avanguardia e apre la strada a numerose innovazioni, mantiene invariato lo schema di base vincente dei suoi gioielli, compreso il comando del cambio, fino al secondo conflitto mondiale. Sono, dall’inizio e per stilare una sommarissima timeline dei modelli, il 'Prototipo" del 1919, ‘Normale’, ‘Sport’ 14, 15, ‘GT’ 16 e 17, ‘Norge’, ’Alce’ per l’Esercito. Solo nel dopoguerra si decide di cambiare, ma la leva di comando a mano sopravvive nel ‘Guzzino’ dei primi anni ‘50. Poi, finalmente, anche Moto Guzzi si allinea, fermo restando che prima di arrivare alla prima a sinistra e in basso ce ne vuole.

Un altro modo di guidare, improntato a una solida sobrietà di comportamento che richiede calma e i suoi tempi, e così si arriva fino al giorno che a Santa Croce sull’Arno, Pisa, una task force di appassionati decide di radunare una piccola armata di appassionati e di dar vita ad una singolare, e istruttiva, manifestazione-vetrina-museo viaggiante. È la riunione di 100 Moto Guzzi con il cambio a mano. Vere e proprie rarità, oggetto di un’attenzione particolare da parte di proprietari e appassionati. La festa, il “censimento” in Piazza Matteotti, il “giro” fino a Montelupo, la presentazione del libro “La mia GP. Storia e racconti a quattro tempi” di Elena Bagnasco, nipote di Giorgio Parodi.

Le Moto Guzzi con il Cambio a Mano”, realizzazione Santa Croce sull’Arno di sindaco Roberto Giannoni, Mauro Bozzolini, Sandro Laici, Graziano Dainelli CMEF - Club Moto d'Epoca Fiorentino. Naturalmente sono arrivate Guzzi da tutte le parti, e qualche “intruso” di altre marche, sempre e in ogni caso benvenuto e anzi invitato al pranzo, ovvia e inevitabile “ribotta” di debrief e bilancio dell’evento. Dolce, amaro e a casa, non c’è pace, c’è da preparare la Firenze-Siena...

© Immagini PB, Moto Guzzi