Le moto classica guarda al futuro. La tavola rotonda di Moto.it

Maurizio Gissi
  • di Maurizio Gissi
Da moto di nicchia, la “classica” ha guadagnato un ruolo di importanza crescente. E lo ha fatto perché non si è fermata al passato: parlare di classica oggi vuol dire parlare di futuro. Perché da moto come queste è cominciata l'evoluzione della moto in senso più ampio. Ne parliamo con Nico Cereghini e i rappresentanti di BMW, Ducati, Guzzi, H-D e Triumph
  • Maurizio Gissi
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17 novembre 2014


Le moto classiche sono un cavallo di battaglia di Triumph, sono l'essenza della Harley-Davidson, l'anima della Moto Guzzi. Ma è riduttivo considerarle vecchie copie del passato, in realtà lo sono sempre di meno e cercano di guardare avanti non limitandosi a reinterpretare il passato. Due esempi su tutti: la BMW R nineT e la Ducati Scrambler. Ovvero come parlare un nuovo linguaggio con vocaboli noti.
Dopo la prima tavola rotonda dedicata al “ritorno della moto super sportiva”, ecco il secondo appuntamento con i dibattiti organizzati allo stand di Moto.it durante Eicma, questa volta dedicato a “La moto classica guarda la futuro”. Come ha sintetizzato bene Miguel Galluzzi, «...la ritornata voglia di semplicità d'uso ha già dato il via a un importante cambiamento nel modo di pensare le moto. I motociclisti sono cambiati».

Cinque gli ospiti intervistati da Nico Cereghini e Maurizio Gissi, cinque rappresentanti di marche che nel mondo delle classiche – nel senso ampio del termine a questo punto – credono molto. Maurizio Ruvolo, Harley-Davidson regional manager per Italia, Spagna e Portogallo, ha per esempio detto che se le classiche sono nel Dna di H-D è pur vero che sotto la pelle della tradizione vive una costante evoluzione a vantaggio della fruibilità. Le classiche sono «le moto con la personalità più forte».

La tavola rotonda sulle moto "classiche" allo stand di Moto.it
La tavola rotonda sulle moto "classiche" allo stand di Moto.it

Christophe Couet, direttore generale di Triumph Italia, conosce bene l'importanza del possedere in gamma la Bonneville e ci ricorda che il profumo di vintage pervade tanti campi della nostra vita e ha contaminato anche il mondo moto. Ciò non toglie che non debbano mancare ingredienti moderni legati alla guidabilità come alla sicurezza che ora sono imprescindibili. Le prossime modern classic inglesi potrebbero insomma riservare alcune sorprese.

Andrea Buzzoni, general manager di BMW Motorrad Italia, ha fra le altre cose fatto presente che «la cosa bella di tutto ciò è che è una richiesta che viene dal basso», una tendenza spinta dalla passione che ha in sé contenuti lifestyle che fanno bene alla moto. E la R nineT è stata quest'anno la terza BMW più venduta in Italia. Il concetto di special è superato dai costruttori stessi.

Miguel Galluzzi, sue la prima Monster come l'ultima Guzzi California, è il responsabile dell'advance design center di Pasadena che fa capo al Gruppo Piaggio. Nell'immaginare la moto di domani, è questa la sua principale occupazione, crede molto nelle possibilità di sviluppo della moto classica così come la intendiamo ora. Secondo lui «è il riflesso di una domanda di semplicità che arriva dai nuovi motociclisti che, sottolinea, non sono quelli di prima. Sarà questo il segmento che darà il via a proposte del tutto nuove perché il più “moderno”.

Infine Claudio De Angeli, che per la famiglia Ducati Scrambler è responsabile della linea di accessori e abbigliamento. Scrambler è nata subito in più versioni perché sin dall'inizio le indicazioni sulla versione desiderata erano molteplici e diversificate.

Non vi resta che guardare il video per approfondire questo tema pieno di spunti interessanti. Di sicuro la moto classica è tutt'altro che ancorata a schemi del passato.

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