La Wassell Antelope del 1973 torna a mordere la polvere!

La Wassell Antelope del 1973 torna a mordere la polvere!
Dopo trent'anni di abbandono in una cantina, una rara Wassell Antelope da trial del 1973 rivive grazie alle abili mani del francese Jonathan "Nejo" Terzian dell'officina 1984sc. Un restauro completo, commissionato da un appassionato cliente, che ha restituito splendore e funzionalità a un capolavoro di ingegneria britannica spinto da un inarrestabile motore Sachs
12 giugno 2026

Oggi il nome Wassell è ampiamente conosciuto come uno dei principali fornitori di ricambi per motociclette classiche inglesi, ma le sue radici risalgono al dopoguerra grazie a W. E. "Ted" Wassell, un ex pilota della Fleet Air Arms durante la Seconda Guerra Mondiale. Dopo aver prodotto per anni componenti aftermarket e serbatoi in lega molto apprezzati, nel 1970 Wassell decise di compiere il grande passo e iniziare a costruire moto.
Inizialmente equipaggiate con propulsori BSA Bantam, l'azienda si rivolse presto alla Sachs, adottando i loro affidabili motori a due tempi da 125 cc a sei marce.
Nacque così la Wassell Antelope, un modello da trial talmente valido che la leggenda americana dell'off-road, John Penton, ne acquistò circa mille esemplari per il mercato statunitense, ribattezzandoli con il nome di Penton Mudlark.

Imbattersi oggi in una di queste rare moto a due tempi è un evento eccezionale, soprattutto se le condizioni iniziali sono disastrose. L'esemplare protagonista di questa storia ha trascorso quasi trent'anni a marcire in un seminterrato: il telaio era spezzato, il motore completamente bloccato e la ruggine aveva invaso tutto. Il suo salvataggio è stato fortemente voluto da Jean, un collezionista francese (già possessore di Rickman, Honda Elsinore e BMW R80GS Dakar restaurate), che ha affidato l'ardua impresa al suo preparatore di fiducia: Jonathan "Nejo" Terzian dell'officina 1984sc di Lione.

La sfida ha richiesto un intervento totale. Nejo ha riparato il prezioso telaio a doppia culla, originariamente realizzato con gli ambiti tubi Reynolds 531, e ha proseguito curando ogni singolo dettaglio. Il lavoro ha incluso la ricostruzione del motore, la realizzazione di una sella su misura, la ricromatura dello scarico e la meticolosa lucidatura di tutte le parti in alluminio, serbatoio compreso. L'elegante look argento finale esalta le proporzioni classiche di questa due ruote.

La Wassell Antelope non è nata per prendere polvere in un salone, e questo esemplare restaurato lo dimostra ampiamente. A livello tecnico, la moto è un vero peso piuma da appena 90 chilogrammi, spinta da un robusto motore Sachs in grado di erogare circa 12 cavalli. Questo propulsore, talmente affidabile da essere usato anche in ambito militare e dalle prime KTM da enduro, è abbinato a una forcella Ceriani. A dimostrazione dell'alta qualità costruttiva inglese dell'epoca, il telaio vanta soluzioni ingegnose come i cuscinetti silent block esenti da manutenzione nel perno del forcellone e un pratico oliatore per la catena.

Guidarla in fuoristrada, come conferma lo stesso costruttore, è un'esperienza entusiasmante. Grazie a un interasse molto corto, a una corona posteriore di grandi dimensioni e a un piccolo carburatore Bing che ne facilita l'avviamento, la moto risulta agile e divertentissima da lanciare sugli sterrati. Un trionfo di artigianalità e passione che ha salvato dall'oblio un autentico pezzo di storia del motociclismo.

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