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KTM è tornata alla vittoria in MotoGP nel Gran Premio di casa a Spielberg, dove Pedro Acosta ha riportato la RC16 sul gradino più alto del podio in una gara della classe regina. Un risultato importante per il costruttore austriaco, arrivato dopo un periodo particolarmente complesso anche dal punto di vista finanziario.
Proprio della situazione attraversata da KTM negli ultimi anni ha parlato Gottfried Neumeister, CEO di KTM e Bajaj Mobility, in un'intervista rilasciata a Speedweek. Il manager austriaco ha ripercorso alcune delle fasi più delicate della crisi, spiegando anche perché il motorsport abbia continuato a rappresentare una parte centrale del progetto KTM.
«Riesco ad andare alla MotoGP solo tre o quattro volte all'anno e spero sempre di portare fortuna al team», ha raccontato Neumeister. «Anche nei momenti più difficili siamo riusciti a ottenere risultati nel motorsport. Quest'anno abbiamo già conquistato tre titoli mondiali, oltre alla Dakar».
Per KTM, quindi, le competizioni non rappresentano soltanto un'attività sportiva, ma anche un importante banco di prova per lo sviluppo dei prodotti.
«Il motorsport è il nostro DNA. È la cosa più importante per noi e il nostro test field. Quello che impariamo nelle competizioni lo portiamo nella produzione di serie».
Neumeister è arrivato in KTM nell'autunno del 2024, chiamato dall'allora proprietario Stefan Pierer mentre l'azienda stava affrontando una fase particolarmente delicata. Tra le questioni da chiarire c'era anche il futuro dell'impegno in MotoGP.
«Un anno fa mi è stato chiesto se avremmo continuato a fare motorsport. Stavamo bruciando denaro e la domanda era legittima», ha spiegato. «C'era molta incertezza e circolavano voci sulla possibilità di vendere il team MotoGP o di far entrare un nuovo socio. Per me era fondamentale restituire sicurezza alla squadra». La situazione è stata affrontata anche attraverso un nuovo contratto quinquennale con la MotoGP. «Non venderemo il team, nemmeno una piccola parte», ha ribadito Neumeister.
La volontà di KTM è quindi quella di continuare a investire nella classe regina, con un obiettivo preciso: conquistare quel titolo che ancora manca al palmarès del marchio. «Il titolo MotoGP è uno dei pochi che non abbiamo ancora vinto e stiamo facendo tutto il possibile per riuscirci. Siamo qui per vincere. Questo è ciò che ci spinge e ci motiva. Abbiamo un piano chiaro». Neumeister ha poi ricordato quanto fosse complicata la situazione economica dell'azienda nei momenti più difficili, raccontando un episodio legato alla Dakar.
«Non mi stancherò mai di ripeterlo: i nostri uomini sono andati alla Dakar pagando il carburante di tasca propria, perché tutte le carte di credito aziendali erano state bloccate».
«Non sapevano se avrebbero riavuto quei soldi e nemmeno se, al loro ritorno, avrebbero ancora avuto un lavoro. Questo è lo spirito che ha tenuto in vita KTM. Il motorsport era la nostra stella polare: tutti potevano vedere che eravamo ancora capaci di ottenere risultati, anche quando la situazione era difficile».
Oggi, secondo Neumeister, la situazione è più stabile e il focus può tornare a essere quello sportivo. «Ora il team ha nuovamente sicurezza. C'è un impegno totale nei confronti dello sport, il budget si sta riprendendo e possiamo concentrarci sulle corse».
La stagione non è stata comunque semplice, tra risultati altalenanti e diversi infortuni che hanno condizionato il rendimento della squadra. «Abbiamo avuto dei problemi, ma li abbiamo risolti e la nostra moto sta migliorando. Possiamo essere orgogliosi di questo».
A Spielberg è arrivato così un risultato importante, con Pedro Acosta protagonista assoluto al Red Bull Ring. La prestazione di Acosta non è passata inosservata nemmeno a Marc Marquez, che dopo il GP di Spielberg ha indicato proprio il pilota KTM tra i riferimenti da tenere d'occhio in vista del prossimo appuntamento, in programma a inizio ottobre in Giappone.