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Il Ranch rimane aperto: Valentino Rossi vince al Tar

- Dopo la contestazione di alcuni proprietari, il Tribunale Amministrativo delle Marche dà ragione al campione
Il Ranch rimane aperto: Valentino Rossi vince al Tar

Il “Dottore”, assieme ad i suoi piloti della “Accademy”, potrà continuare ad allenarsi e ad usufruire del proprio “Ranch” di Tavullia. Questa la sentenza con cui il Tar, il Tribunale Amministrativo Regionale delle Marche, ha respinto il ricorso presentato da alcuni proprietari di abitazioni situate nei dintorni della struttura sportiva, che chiedevano la sospensione dell’attività motoristica ritenendo le motivazioni del ricorso in parte «irricevibili» e, in parte, «infondate».

La prima questione che era stata sottoposta dai “vicini” di Valentino riguardava la concessione con la quale il comune di Tavullia aveva autorizzato la realizzazione del centro sportivo con il circuito in terra battuta. Tale concessione, infatti, aveva necessitato di una modifica al piano regolatore e alla destinazione d’uso dei terreni, facendoli passare da agricolo a didattico-ricreativo.

Oggi il Tar ha dichiarato che a suo tempo la procedura di concessione alla realizzazione della struttura era stata corretta e regolarmente sottoposta al vaglio tecnico e al voto da parte del consiglio comunale. Oltre a ciò, il progetto del Ranch era stato sottoposto a una valutazione di impatto ambientale e all’autorizzazione da parte della Provincia di Pesaro-Urbino.

Il secondo nodo che il Tar ha dovuto sciogliere riguarda invece il rumore emesso dalle sessioni in pista da parte del Dottore e degli altri frequentatori della struttura. Secondo i vicini, infatti, gli orari di utilizzo della pista, nonché il livello di rumore, non coincidevano con quelli ammessi dalla legge. Anche per quanto riguarda questo aspetto, il Tar ha ritenuto infondati i reclami, deliberando che “Gli orari di funzionamento dell’impianto non coincidono con le ore dedicate al riposo pomeridiano e notturno delle persone. Lo studio dell’Arpa - l'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale - ha giudicato completo ed approvato lo studio di impatto acustico, visto che in nessuna delle verifiche eseguite dall’Arpa stessa negli ultimi anni il valore limite delle emissioni è risultato superato”.

Per quanto questa sentenza sia un punto a favore di Valentino, i suoi vicini potranno ora rivolgersi in appello al Consiglio di Stato.

 

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Commenti

  • Mattingaz, Rimini (RN)

    Davvero ridicolo stare qui a commentare una notizia del genere...

    L'Italia sportiva, e non, deve solo ringraziare un certo Valentino Rossi che son 20 anni che da lavoro a parecchie persone...soprattutto nella zona dove vive che altrimenti sarebbe sconosciuta al mondo intero...

    Si è comprato un terreno in una zona praticamente deserta, si è costruito una pista personale in piena regola, oltretutto non a scopo di lucro, ma per sfizio suo e dei suoi amici...

    Ci vuole una certa ipocrisia a dargli addosso...
  • motard86', Novi Ligure (AL)

    Di sicuro un pistino così da fastidio a chi abita vicino.
    Personalmente, avere a 4 passi campioni di quel calibro che girano e si divertono, e magari riuscire a conoscerne qualcuno, mi toglierebbe dalla testa di farci una causa.
    E poi, come ha detto qualcuno...ci hanno già tolto quasi tutto in Italia, mancano ancora un po' di autodromi, qualche crossodromo di fama mondiale e poi possiamo andare tutti in bici, finchè non metteranno filo spinato ad altezza uomo...ah scusate lo fanno già.
    Eh si, gran paese l'Italia...
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