Il Parlamento Europeo lancia il nuovo “motoclub” degli eurodeputati

Il Parlamento Europeo lancia il nuovo “motoclub” degli eurodeputati
Nasce nel Parlamento europeo un club interpartitico di motociclisti: vuole avere una voce in una fase in cui ribollono iniziative e nuove leggi in materia di trasporti e ambiente. Favorevole ma con riserva la FEMA, che raccoglie le associazioni motociclistiche europee
7 agosto 2026

Su Visordown leggiamo che il Parlamento europeo dispone ora di un gruppo “ufficiale” dedicato alle moto: a Bruxelles è stato lanciato il nuovo Motorcycling MEP Club, un club interpartitico che vuole rafforzare l'influenza del settore sulla futura legislazione in materia di trasporti.

Il nuovo gruppo è stato formalmente istituito il 1° luglio, riunendo membri del Parlamento europeo di tutto lo spettro politico, con l'obiettivo di garantire che motocicli, scooter e ciclomotori continuino a essere presi in considerazione nello sviluppo di nuove politiche in materia di mobilità, ambiente e sicurezza stradale.

Il club ha eletto Andreas Glück come primo presidente, Matej Tonin, Bernd Lange e Nora Junco in qualità di vicepresidenti. Per celebrare il lancio, i membri si sono uniti all'Associazione europea dei produttori di motociclette (ACEM) per il suo raduno estivo annuale, percorrendo un itinerario intorno a Bruxelles prima di partecipare a un ricevimento serale.

La creazione del Motorcycling MEP Club potrebbe davvero rivelarsi significativa. Negli ultimi anni l'Unione Europea ha introdotto o proposto normative che spaziano dalle emissioni e dai materiali riciclati alla sicurezza dei veicoli, dalle normative sulle batterie al riciclaggio dei veicoli a fine vita. Recentemente abbiamo lanciato un allarme sulla generica possibilità del controllo attivo dei veicoli attraverso i sistemi ISA, nemmeno affidabili. Avere un gruppo di eurodeputati focalizzato sui veicoli a due ruote a motore può offrire, ai produttori come ai motociclisti, un canale di comunicazione più diretto con le parti interessate, prima che tali politiche entrino in vigore.

C’è però una voce che vuole puntualizzare alcuni aspetti. Quella di FEMA, la Federazione delle Associazioni Motociclistiche Europee, che collabora con la FIM per influenzare le politiche di mobilità e trasporti dell'Unione Europea: si oppone per esempio all'introduzione di ispezioni tecniche periodiche obbligatorie e sproporzionate per le moto e in genere promuove il riconoscimento della moto come mezzo di trasporto legittimo ed efficiente nella pianificazione urbana.

“La FEMA - ha detto Wim Taal, il segretario generale -accoglie con favore il club come canale aperto per dialogare con i membri del Parlamento europeo su come i cambiamenti politici, ambientali e tecnologici stiano rimodellando la mobilità. Sia per la FEMA che per la FIM, il Motorcycling MEP Club dovrebbe essere visto meno come un obiettivo di lobbying e più come una piattaforma per relazioni a lungo termine. Offre un modo per promuovere la comprensione del motociclismo tra i vari gruppi politici prima che le proposte legislative si radichino politicamente. La FEMA apporta la prospettiva dei motociclisti di tutti i giorni e delle politiche pubbliche, mentre la FIM rappresenta lo sport motociclistico e possiede competenze tecniche e una portata globale. Insieme, possiamo presentare il motociclismo come una questione sociale di ampio respiro, piuttosto che come un interesse di nicchia”.

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