La MotoGP pesca dirigenti dalla F1 e dal calcio. Ma non siamo così tranquilli…

La MotoGP pesca dirigenti dalla F1 e dal calcio. Ma non siamo così tranquilli…
MotoGP Sports Entertainment Group sta assumendo nuovi dirigenti di alto livello: provengono dalla Premier League, dalla Formula 1, dalla NFL e dall'intrattenimento. Tutto ok, ma vediamo un rischio: sbilanciare ulteriormente il nostro sport verso lo spettacolo
24 settembre 2026

Il 23 settembre, il MotoGP Sports Entertainment Group ha presentato quattro nuovi nomi per i suoi vertici dirigenziali. Per far crescere la MotoGP, Liberty Media attinge a diverse discipline sportive per il suo nuovo team dirigenziale. Leggiamo su Speedweek che c’è Ryan Norys, che proviene dal Tottenham Hotspur, club della Premier League inglese: ricoprirà il ruolo di Chief Commercial Officer. Poi arriva Sameer Pabari, che ha ricoperto posizioni di leadership in NFL, Warner Bros, Discovery e Manchester United: diventerà Chief Media Officer.

Denitza Batchvarova è già entrata a far parte del team all'inizio del mese come Chief Strategy Officer; ha vent'anni di esperienza nella leadership strategica in ambito finanziario e nell'intrattenimento sportivo, maturata presso UFC e TKO Group Holdings. E dalla Formula 1 proviene Louise Young: sarà Chief Operating Officer, ha otto anni di esperienza nell’ambito della organizzazione e curerà i rapporti con i promotori dei Gran Premi, quelli degli eventi, le operazioni e le attività ESG. Ha molta esperienza con circuiti, governi e organizzatori, ha il compito di internazionalizzare il campionato.

Come sapete, Carlos Ezpeleta è vice amministratore delegato dalla fine di agosto mentre il padre, Carmelo, resta il CEO; con Vince Russell direttore finanziario ed Enrique Aldama direttore amministrativo. Ebbene, Carlos ha sottolineato che queste nomine rappresentano un passo importante nella costruzione del team “che plasmerà il futuro della MotoGP e rafforzerà le nostre competenze in ambito commerciale, mediatico, operativo e strategico, ci aiuteranno a consolidare il legame con i nostri fan, a raggiungere nuovi pubblici e a creare nuove opportunità per i nostri partner commerciali, sia quelli attuali che quelli futuri, partendo dalle solide basi di questo sport”.

Ecco: le solide basi di questo sport non sono più tanto solide. E da tempo. Troppi segnali ci dicono che, come afferma anche Gigi Dall’Igna “va bene lo spettacolo, ma non si deve dimenticare che questo è uno sport con la sua storia”. Tecnica e umana.

Ben vengano dirigenti capaci e di lunga esperienza provenienti da altri terreni. Tutto può servire per potenziare e arricchire la MotoGP. Ma vorremmo che nel team di vertice si rinforzassero anche e soprattutto le competenze tecniche, per esempio, che oggi restano in secondo piano. Come ci dicono le scelte del nuovo regolamento. E servono anche i custodi della memoria. Parlare disinvoltamente di circuiti cittadini e chiedere che i titoli delle classi minori vengano trascurati dai media non ci piace affatto e non lo faremo. Vedere in tivù Giacomo Agostini con la dicitura “otto volte campione mondiale della MotoGP” fa venire i brividi.

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