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Leggiamo su VisorDown, a firma di Simon Hancocks, che Bruxelles potrebbe avere in mente un passo decisamente invasivo circa i sistemi di assistenza alla velocità. Secondo alcune indiscrezioni, la Commissione europea starebbe valutando una tecnologia capace di intervenire automaticamente qualora un veicolo superasse il limite di velocità; utilizzando posizionamento satellitare, mappatura GPS e telecamere di bordo per determinare con precisione la velocità consentita.
A differenza dei sistemi ISA installati su tutte le auto di nuova omologazione in Europa dal 2022 (obbligatori su tutti i nuovi modelli venduti da luglio 2024), questa tecnologia andrebbe oltre il semplice avviso al conducente in caso di superamento del limite di velocità: potrebbe ridurre attivamente la potenza del motore o riportare il veicolo alla velocità consentita.
Gli attuali sistemi ISA utilizzano i dati di geolocalizzazione GPS insieme alle telecamere per il riconoscimento dei segnali stradali per determinare i limiti di velocità locali. A seconda del produttore, questi sistemi visualizzano avvisi visivi, segnali acustici o aumentano la resistenza del pedale dell'acceleratore. Nella quasi totalità dei casi possono essere disattivati o ignorati dal conducente.
Le ultime proposte prevedono l'utilizzo di una tecnologia simile, ma con un controllo del veicolo ben maggiore: l'intervento potrebbe avvenire automaticamente qualora il veicolo superasse il limite di velocità, con l'obiettivo di ridurre gli incidenti stradali mortali legati all'eccesso di velocità. Gli attivisti per la sicurezza stradale sostengono che tali sistemi, se ampiamente adottati, potrebbero ridurre significativamente il numero di vittime.
Per i motociclisti si aprono interrogativi inquietanti. Come gestirebbe, il sistema, dati cartografici imprecisi, restrizioni temporanee o segnali di limite di velocità interpretati in modo errato? E cosa succederebbe nel caso in cui un motociclista ha bisogno di una rapida accelerazione per evitare un pericolo imminente oppure per completare un sorpasso in sicurezza?
Sono preoccupazioni che esistono già con gli attuali sistemi ISA, che si limitano ad avvisare: molti si sono guadagnati la reputazione di confondersi con strade laterali, rampe di accesso e limiti temporanei. Affidare alla stessa tecnologia il controllo di un acceleratore o di un sistema frenante sarà certamente una materia controversa per i motociclisti e per gli automobilisti.
Intendiamoci, va sottolineato che non è stata proposta alcuna normativa in merito. Al momento la Commissione europea starebbe valutando questa tecnologia come possibile misura futura per la sicurezza stradale. Ma è improbabile che venga resa obbligatoria prima del 2030, anche qualora la proposta dovesse riscuotere successo.
Certamente l’idea che la moto freni da sola e bruscamente perché hai superato i 30 all’ora in un centro abitato è inquietante. Ma non si può escludere, conclude VisorDown, che con i produttori e i legislatori che premono per una drastica riduzione del numero di incidenti stradali gravi e mortali, i sistemi di allarme potrebbero prima o poi diventare sistemi di intervento, integrati nel veicolo.