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Il governo guidato da Giorgia Meloni è tornato a intervenire sulla sicurezza in generale, con un nuovo disegno di legge che contiene disposizioni sul tema e per la “prevenzione del disagio giovanile”. E sono numerose le misure previste, alcune delle quali “rivolte” ai giovani: si va dal fermo preventivo - che già era stato introdotto in precedenza ma adesso viene esteso anche ai minorenni - per condotte 'pericolose' nei luoghi della movida, al divieto di aggregazione per contrastare la violenza delle bande giovanili, con reclusione fino a 5 anni e multe di 15mila euro in caso di danneggiamenti di gruppo. Se ne discuterà, perché se non sbagliamo questo è già il sesto intervento del governo in materia di sicurezza e l’inasprimento delle pene non sembra aver portato risultati tangibili…
In ogni modo, dalla riunione del Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica, convocata e presieduta al Viminale dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, con il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, sono emerse anche iniziative concrete per rafforzare la sicurezza stradale, con un impegno prioritario rivolto alla tutela dei giovani.
E’ stato deciso, tra le varie proposte, di rafforzare i controlli sulla strada e i pattugliamenti delle forze dell'ordine, con particolare attenzione alle zone della movida, dove è più alta la presenza di giovani nelle ore serali e notturne. Ed è stata stabilita l'istituzione di un tavolo tecnico sulla sicurezza stradale, che vedrà il coinvolgimento diretto dei tre dicasteri competenti. Un organismo che avrà il compito di elaborare progetti mirati, in una logica di sinergia interistituzionale tra sicurezza, infrastrutture e istruzione, per costruire una cultura della prevenzione che parta dalle scuole e coinvolga l'intera società. Seguiremo gli sviluppi.