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Anche se i dati di produzione e di vendita rimangono sempre un po' nebulosi e ambigui, la Cina appare in questo momento come la nazione che costruisce più moto in assoluto. Addirittura si parla di ventidue milioni di unità tra scooter, motorini, moto, tre ruote cargo, adv... A differenza dell'India - che insegue - dove la motocicletta come mezzo di trasporto viene incentivata, in Cina avviene proprio il contrario e in molte città è stata addirittura vietata.
Partiamo allora da quello che potremmo chiamare il paradosso cinese per fare una rapida analisi di cosa sta avvenendo nel mercato della Repubblica Popolare dove le vendite e la figura stessa del motociclista è in una fase di evoluzione. Le due ruote stanno divenendo sempre più l'oggetto della passione e stanno abbandonando il loro ruolo di semplice veicolo utilitaristico. Il motociclista cinese si sta trasformando e chi acquista la moto non è più colui che non ha le risorse per acquistare un altro tipo di mobilità, ma colui che cerca quel tipo di prodotto per diletto, per il suo hobby. La domanda interna sta cambiando forma e quindi diminuisce nei numeri che, rispetto a noi, fanno comunque impressione. A crescere in compenso è l'esportazione e noi ne sappiamo qualcosa visto che già nel 2025 una moto su cinque venduta in Italia arriva proprio da lì.