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Probabilmente se anche soltanto un paio di anni fa ti avessi detto che in Italia marchi come Voge o CF Moto vendono più moto non solo di Harley-Davidson ma di KTM, di Aprilia, di Moto Guzzi... Persino di Suzuki... Avresti sgranato gli occhi con l'espressione de "Il mio amico Arnold". Eppure ora sono brand che ci suonano già più familiari e infatti basta scorrere i listini o - come faremo ora - le classifiche di vendita per imbattersi in modelli sempre più appetibili e "occidentali". Ci siamo presi la briga dunque di analizzare i dati del mercato moto e scooter italiano del 2025 forniteci da Confindustria ANCMA ed elaborati da Unrae sulla base delle immatricolazioni, per cercare di capire che direzione ha avuto durante l'anno appena trascorso e quale potrebbe avere in quello appena iniziato.
Come abbiamo già avuto modo di raccontarvi nei primi giorni dell'anno, il mercato delle due ruote in Italia ha chiuso il 2025 con dati contrastanti: da una parte, come ampiamente previsto per via dell’effetto fine serie euro 5, c’è stato un calo complessivo del 7,5% rispetto al 2024, dall'altra però c’è stata una crescita del 2,2% se guardiamo al 2023. Questo doppio confronto è importante, perché i dati del 2024 sono stati pesantemente viziati dall'effetto fine serie mentre un confronto con il 2023 è sicuramente più realistico. In sostanza, ne ricaviamo la consapevolezza di avere un mercato complessivamente più stabile rispetto a molti altri Paesi occidentali.
Ecco perché a maggior ragione la vera notizia non sta qui, non è nei numeri complessivi, ma in chi sta guadagnando terreno. E questo ci ha messo la pulce nell'orecchio e abbiamo iniziato a guardare con più attenzione i dati.
I marchi cinesi certo non sono più una novità, lo hai visto anche ad Eicma: sono una realtà e come sta avvenendo nelle auto, sembra che si preparino a ridisegnare gli equilibri anche nel nostro settore. Mettiamola così: se non si potevano sottovalutare, ora non si possono assolutamente ignorare.
Nel 2025 sono stati immatricolati 345.287 veicoli tra ciclomotori, scooter e moto. Gli scooter si confermano il vero motore della domanda e sfiorano le 200 mila unità e sono addirittura in crescita del +5,5% rispetto al 2024. Quindi ci si muove sempre di più in scooter e questa per il settore è una buona notizia.
La cattiva notizia arriva invece dalle moto che invece rallentano: 134.480 unità, -19,2% sul 2024, e -7,5% rispetto al 2023. Un calo quindi che non è solo effetto dell’Euro 5+ ma un segnale che qualcosa sta scricchiolando e che forse si sta aprendo un divario tra "ciò che vorrei e ciò che posso" acquistare o che la moto nuova in un contesto generale di maggiore incertezza è vista come qualcosa che si può rimandare.
Qualcuno potrebbe tirare in ballo anche una questione di mancanza di ricambio generazionale. Quali che siano le cause, direi che è giunto il tempo di rimboccarsi le maniche e cercare delle soluzioni prima che sia troppo tardi.
Concludo con i ciclomotori che continuano a perdere terreno, schiacciati da altri mezzi e da altri bisogni. Un segmento un tempo florido è ormai del tutto marginale. Le uniche eccezioni riguardano le piccole endurine sia a combustione sia elettriche che hanno una loro nicchia di giovanissimi irriducibili. Almeno da questo punto di vista, bene, dà comunque un po' di speranza.
Andiamo più in profondità nei numeri del mercato moto e vediamo quali sono le quote di mercato dei vari costruttori, perché è qui che troviamo le prime sorprese. Di certo non è una novità la leadership di Honda, che supera di poco il 14% del mercato, seguita da BMW e da Yamaha. Kawasaki è quarta (e questo è un dato notevole) davanti a Ducati e Triumph. Tutte queste Case hanno gamme articolate e pur avendo modelli più di successo di altri, hanno la loro forza proprio nel rispondere alle varie richieste oltre che nella solida reputazione e nella rete di vendita e assistenza.
Diciamo perciò che le prime sei posizioni di fatto sono più o meno invariate rispetto agli ultimi anni. Ma potrebbe essere l’ultimo anno, perché subito dopo sorprende l’ascesa di CF Moto e Voge che arrivano a poche targhe di differenza da Triumph. Tra le moto i due marchi cinesi si prendono a sorpresa più del 5% di quota ciascuno. Assieme arriverebbero poco sotto l’11%, il che significa tra BMW e Ducati.
E perché le metto assieme? Perché in Italia sono importate e distribuite dalla stessa realtà, ovvero Padana Sviluppo che sul nostro mercato sta assumendo dunque un ruolo sempre più da protagonista. Tornando ai due brand, è curioso come abbiano ottenuto contemporaneamente un simile riscontro seppur con strategie diverse. Nel caso di CF, che ha letteralmente raddoppiato le vendite, la crescita si deve in gran parte al boom della 450 MT che potrei dire è diventata “la seconda moto preferita dai giessisti”, nel senso che molti clienti avevano già una moto da viaggio e cercavano qualcosa da affiancare più leggero per l’on-off ma che allo stesso tempo avesse contenuti di buon livello. Quindi come stiamo vedendo CF si sta rapidamente togliendo dal vecchio percepito di moto economica cinese per andare più ad insidiare da vicino soprattutto le giapponesi.
Nel caso di Voge, invece, la proposta è molto incentrata sull’accessibilità, sul valore per il prezzo. Anche qui la crescita è stata simile ma con diversi modelli e tutti indicati come prima moto: dalla Brivido 125 alla Valico 625 e 900. Sono moto per chi vuole prezzo e sostanza e a quanto pare non sono pochi.
Poco sotto le due cinesi, Royal Enfield si conferma una presenza solida, soprattutto nelle cilindrate intermedie. Anche qui parliamo di una trasformazione incredibile se pensiamo a cos’era e com’era percepita solo pochi anni fa.
La cosa che forse non salta subito all’occhio è che con queste prime nove Case abbiamo già coperto il 70% tondo tondo del mercato moto.
Il decimo marchio, la nostra Aprilia, è infatti ben più staccato e anticipa una KTM che come sappiamo si sta ancora riprendendo dalla crisi e che sicuramente è destinata ad un posizionamento più elevato.
Dietro ancora un pochino c’è Benelli che forse sorprende un po’ ritrovare qui. Lo scorso anno grazie alla TRK 702 si trovava più avanti. Ora che la sua best-seller sembra aver saturato un po’ la domanda, complice anche l’arrivo di molte altre alternative, il marchio pesarese sembra aver faticato e i nuovi modelli sono arrivati un po’ in ritardo rispetto alla stagionalità. Questo l’ha sicuramente penalizzato.
Ha fatto comunque meglio di Moto Guzzi, le cui vendite sono forse ancora troppo legate al successo della V7, mentre i nuovi modelli continuano ad essere un po’ sotto le aspettative. Per capirci ogni due V7 si vendono una Stelvio e una V85, mentre la V100 Mandello nonostante abbia personalità da vendere non riesce a decollare.
Più sotto troviamo Beta, che si conferma una realtà solida, radicata, con la sua gamma articolata ma verticale nell’off road. Appena sotto, siamo in zona 2% di mercato, troviamo QJ Motor, altro osservato speciale. Arrivata dopo le altre cinesi è ora lanciata alla rimonta e sono convinto sia uno dei marchi da tenere d’occhio nel prossimo biennio anche perché la ritroveremo tra gli scooter, ha in questo momento un buon mix di gamma e sono previsti diversi arrivi. Personalmente mi sorprende che abbia già scavalcato non solo Harley-Davidson che sappiamo essere un marchio molto verticale in un segmento premium, ma persino Suzuki, nonostante la storicità e la consolidata reputazione della Casa giapponese. Apparentemente le moto di Hamamatsu sono quelle che stanno soffrendo maggiormente la nuova concorrenza.
Chiudono la top 20 Moto Morini, ancora molto legata ai risultati della X-Cape 700, Zontes e Fantic.
|
Honda |
18.842 |
14,03% |
|
BMW |
14.859 |
11,06% |
|
Yamaha |
13.411 |
9,99% |
|
Kawasaki |
10.417 |
7,76% |
|
Ducati |
8.431 |
6,28% |
|
Triumph |
7.639 |
5,69% |
|
CFMoto |
7.400 |
5,51% |
|
Voge |
7.013 |
5,22% |
|
Royal Enfield |
6.210 |
4,62% |
|
Aprilia |
3.858 |
2,87% |
|
KTM |
3.833 |
2,85% |
|
Benelli |
3.264 |
2,43% |
|
Moto Guzzi |
3.136 |
2,34% |
|
Beta |
3.079 |
2,29% |
|
QJ Motor |
2.771 |
2,06% |
|
Harley-Davidson |
2.613 |
1,95% |
|
Suzuki |
2.076 |
1,55% |
|
Moto Morini |
1.624 |
1,21% |
|
Zontes |
1.592 |
1,19% |
|
Fantic Motor |
1.448 |
1,08% |
Passiamo agli scooter! Qui come dicevo il mercato è addirittura in crescita il che significa che la mobilità su due ruote continua ad essere importante per il nostro Paese. 197.043 le immatricolazioni totali e la classifica è dominata naturalmente e senza sorprese da Honda che si prende un terzo di tutta la torta! Da anni i suoi SH125, 150 e 300 occupano stabilmente le prime posizioni di vendita e anche ADV350 e X-ADV 750 sono dei veri best-seller.
A proposito, concedetemi una piccola parentesi proprio su X-Adv 750 perché personalmente ho sempre trovato opinabile il fatto che sia inserito tra gli scooter. Parlo a titolo personale, ma per me rappresenta quantomeno un’alternativa ad alcuni modelli di moto. Ecco, se noi considerassimo l’X-ADV tra le moto, con le sue 7.737 targhe sarebbe di gran lunga la moto più venduta in Italia. Un bel po’ di più di GS 1300 e GS 1300 Adventure messe assieme.
Tornando alle quote di mercato delle case, dunque, Honda domina con il 33,67% del mercato italiano scooter. Seguono Piaggio con il 17,97% e quindi Kymco con il 10,79%. Ecco qui mi fermo un secondo perché la coreana Kymco è ormai una presenza consolidata da anni, ma quest’anno ha avuto un calo, è scesa da 28 mila a 21 mila unità. Questo non è dovuto solo alla crescita di altri concorrenti, quanto ad un ritardo che la Casa ha avuto nel portare gli Euro 5+. è perciò ipotizzabile che il prossimo anno possa crescere.
Al quarto posto c’è SYM, anche la Casa Taiwanese è ormai una presenza stabile e consolidata che riesce a tenere alle spalle, per modo di dire, Yamaha. Queste prime cinque case fanno già da sole l’81,59% delle vendite scooter e appaiono decisamente solide.
La novità vera però arriva subito dopo, a partire dal sesto posto. Qui ritroviamo in sequenza Voge, Zontes e QJ. E qui c’è un po’ la sorpresa. In particolare Voge è riuscita a vendere 11.327 scooter e ottenere il 5,75% di quota, è stato davvero un boom. Anche perché potremmo considerare questo come il primo anno in cui Voge ha avuto davvero una gamma scooter anche se il successo è dovuto perlopiù allo Sfida R16 125 che da solo fa metà delle vendite. La gamma però si andrà ad espandere nei prossimi mesi e inizia ad esserci dell’aspettativa soprattutto sul bicilindrico 450 mostrato ad EICMA. Vedremo se saprà tenere il punto.
|
1 |
Honda |
66.336 |
33,67% |
|
2 |
Piaggio |
35.413 |
17,97% |
|
3 |
Kymco |
21.253 |
10,79% |
|
4 |
SYM |
21.204 |
10,76% |
|
5 |
Yamaha |
16.550 |
8,40% |
|
6 |
Voge |
11.327 |
5,75% |
|
7 |
Zontes |
5.973 |
3,03% |
|
8 |
QJ Motor |
3.178 |
1,61% |
|
9 |
Peugeot |
2.002 |
1,02% |
|
10 |
BMW |
1.898 |
0,96% |
A questo punto la domanda sorge spontanea: guardando al nostro mercato nell’insieme, sommando quindi moto e scooter, qual è attualmente il peso dell’industria cinese?
Voge, che a questo punto è la vera sorpresa del 2025, risulta addirittura sesta con il 5,53% del mercato e una presenza bilanciata tra moto e scooter.
Zontes, più forte sugli scooter, ha il 2,28% e CF Moto il 2,23% con una gamma solo moto e di fascia leggermente più alta. Ma poi ci sono QJ Motor, Benelli, Moto Morini, Morbidelli, Kove, KL, SWM, Benda etc... etc...
In totale, i marchi cinesi controllano già più del 15% del mercato italiano delle due ruote nel 2025 con circa 52.000 immatricolazioni.
Ma la cosa diventa più eclatante se ci limitiamo alle moto. Perché qui detengono già oltre il 21% del mercato. Quindi possiamo tranquillamente dire che 1 moto su 5 venduta in Italia è prodotta in Cina.
Lo abbiamo capito che i marchi cinesi non sono più un ripiego ma iniziano a diventare sempre più una scelta. E quando crescono i volumi, ci aspettiamo di veder crescere anche la qualità della proposta. Che sia questa l’armata cinese su cui ci aveva messo in guardia Nostradamus?
A giudicare dai numeri sembra proprio che gli italiani non aspettassero altro che le moto e gli scooter cinesi. Più banalmente credo non aspettassero altro che moto e scooter a buon prezzo. A patto però di avere una sufficiente certezza di essere seguiti nel post-vendita. Aspetto su cui tutti gli importatori stanno lavorando e stanno anche fornendo importanti conoscenze alle Case della Repubblica Popolare. Case che si stanno sempre più occidentalizzando per rispondere alle richieste di un cliente sempre più esigente non solo da noi ma anche in patria.
E voi? Avete già acquistato una moto o uno scooter cinese? State pensando di farlo? E soprattutto: la vostra considerazione per i marchi cinesi è cambiata nell'ultimo anno? Scrivetelo nei commenti, sono curioso di sapere cosa ne pensate.