Il distributore comunale fa prezzi convenienti

Il distributore comunale fa prezzi convenienti
Una formula poco conosciuta che va diffondendosi: quando l’unico distributore del paese sta per chiudere e non si trova un altro gestore, allora il Comune può intervenire per non lasciare isolata la comunità. E i prezzi alla pompa sono più bassi
28 agosto 2026

State cercando il distributore di carburante più conveniente nella vostra zona? Cercate le pompe comunali. Ha fatto notizia il distributore rilevato dal sindaco di Valle Castellana in provincia di Teramo. Valle Castellana è un borgo montano di circa 800 abitanti ed è diventato il simbolo di questa nuova formula: quando l'unico distributore privato del paese sta per chiudere perché poco redditizio, il Comune decide di rilevarlo e gestirlo direttamente per non lasciare isolata la comunità. Ma sono numerosi i piccoli Comuni che gestiscono l’unica pompa di benzina rimasta: sono nelle Marche e poi in Molise, Lombardia e Piemonte.

Il punto di partenza è quello che gli economisti chiamano fallimento di mercato. Succede quando in un piccolo centro il servizio non rende abbastanza. Il gestore privato rinuncia e se nessun altro si fa avanti l'ente locale può subentrare: la pompa di benzina viene qualificata come infrastruttura di servizio pubblico essenziale, indispensabile per la popolazione e per i mezzi di soccorso. Il carburante viene acquistato dai grossisti e rivenduto ai cittadini con un margine minimo, quel tanto che basta a coprire costi e manutenzione. Perché resta l'obiettivo: non fare cassa, ma tenere aperto il servizio. 

Bisogna ricordare che c’è una regola europea generale che vieta al soggetto pubblico di entrare in un mercato dove operano le imprese private: sarebbe una distorsione della libera concorrenza. La deroga scatta soltanto a condizioni precise: il distributore deve essere l'unico sul territorio comunale e nessun privato lo vuole più gestire. Solo così viene meno il rischio di danneggiare concorrenti e l'intervento pubblico si giustifica come tutela di un servizio essenziale. 

I casi in Italia sono ancora pochi, perché l'iter amministrativo è complesso: acquisizione dell'impianto, autorizzazioni, gestione degli approvvigionamenti rendono l'operazione lunga e impegnativa. Eccoli nella mappa di Sky TG24. Ecco dove i prezzi alla pompa sono più convenienti rispetto alla media, perché il Comune non deve generare profitti. E dove il carburante costa meno, iniziano ad arrivare automobilisti anche da fuori.

Ecco dove li trovate

In Lombardia c’è Costa Valle Imagna, Bergamo, dove il Comune gestisce il distributore dal 2017 ed è subentrato dopo l'abbandono del privato. In Piemonte, a Premia, Verbano-Cusio-Ossola, l'impianto comunale è attivo da anni ed è citato tra gli esempi più stabili di questa formula. Un caso che conferma come il fenomeno interessi soprattutto le zone montane e le aree interne, dove le distanze rendono il distributore un presidio difficile da sostituire.

Nelle Marche. A Force, provincia di Ascoli Piceno, il distributore comunale è operativo dal 2016, la gestione è affidata direttamente ai dipendenti del Comune, che applicano un ricarico contenuto sul prezzo di acquisto. A Montedinove, sempre nell’ascolano, l'impianto, con tutti i servizi annessi, è attivo dal 2014 e la gestione è affidata a una società partecipata dal Comune. A Penna San Giovanni, in provincia di Macerata, l'impianto comunale è attivo da tre anni, affianca alla pompa anche un autolavaggio e prevede sconti per le famiglie in difficoltà economica.

In Molise, a Petrella Tifernina, in provincia di Campobasso, l'impianto è indicato ufficialmente come "comunale" e opera da anni lungo il corso principale del paese. Un altro esempio di come la gestione pubblica del carburante non sia una novità recente, ma una risposta già sperimentata in diverse aree interne.

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Il modello si sta allargando e diversi Comuni hanno progetti in corso. A Castignano, nell'Ascolano, l'impianto è stato acquistato a fine 2025 con un investimento di circa 160mila euro e l'inaugurazione è attesa entro ottobre 2026, con la ricarica elettrica prevista. Sempre in provincia di Ascoli Piceno, a Ripatransone è in cantiere un nuovo distributore in località Fonte Abeceto, con un investimento intorno ai 408mila euro e anch'esso dotato di colonnine elettriche. Tra i prossimi casi viene citato anche Bocchigliero, in provincia di Cosenza, in Calabria.