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Il V3 Honda a 75° raffreddato a liquido, con compressore elettrico montato sopra la bancata anteriore, sarebbe ormai a un passo dalla produzione. Il condizionale è ancora d'obbligo, però ci aspettiamo di vederlo debuttare a brevissimo. Presentato come motore nudo a EICMA 2024, indossato dal prototipo V3R 900 E-Compressor a EICMA 2025 e infine "smascherato" dai disegni di omologazione depositati in Australia il 26 marzo 2026, ha già fornito abbastanza indizi per farci dire che lo dovremmo vedere in forma definitiva al Salone di Milano dal 5 all'8 novembre 2026, con commercializzazione attesa nel 2027. Honda, per ora, non ha confermato date: parla di sviluppo "verso la produzione di massa", formula che non definisce i tempi ma lascia comunque intuire un arrivo imminente.
Perciò se non come passato, lo diamo almeno come presente e guardiamo a ciò che succederà dopo. A questo punto della storia, la domanda da porsi non è più se arriverà la V3R, ma dove andrà dopo questa tecnologia, su quali moto o meglio tipologie e cilindrate la vedremo applicata? Proviamo a fare delle ipotesi.
Prima delle ipotesi, un ripasso tecnico utile. Il compressore Honda non è un turbo (non sfrutta i gas di scarico) né un compressore volumetrico classico (non è trascinato dall'albero motore): è azionato da un motore elettrico brushless dedicato, alimentato da un pacco batterie agli ioni di litio che si ricarica quando non si chiede il massimo alla manopola, come avevamo raccontato analizzando le linee definitive della Honda V3R.
L'E-Compressor dunque lavora a intermittenza: in condizioni normali il motore respira attraverso un condotto che bypassa il compressore, e solo quando serve spinta piena delle valvole a controllo elettronico deviano l'aria verso la girante. La pressione di sovralimentazione è gestita dalla centralina indipendentemente dal regime di rotazione, quindi la coppia arriva anche ai bassi. La stessa Honda ha dichiarato nei suoi comunicati che il sistema non richiede intercooler e lascia grande libertà di layout. Tradotto: una sovralimentazione relativamente blanda e molto controllabile, che secondo i tecnici Honda aumenta la cilindrata "effettiva" di circa un terzo. Da qui la promessa di un 900 che va come un 1200. Ed è proprio questa natura "modulare" a renderla interessante per altri motori, come abbiamo visto quando Honda ha depositato nove nuovi brevetti sull'e-compressor.
Una precisazione, visto che se ne legge di ogni: il sistema viene spesso definito ibrido, e in senso lato lo è, perché combina motore termico, batteria e unità elettrica. Ma l'elettrico qui non spinge la ruota posteriore: spinge l'aria. Nessuna modalità a emissioni zero per entrare in ZTL, insomma.
Il primo destinatario è noto. La V3R 900 E-Compressor sarà una naked sportiva di fascia alta, pensata per l'Europa e per il segmento premium. Dai disegni emergono display TFT, sistema keyless e l'assenza dell'E-Clutch, almeno al debutto, ma su questo potremmo essere smentiti. Sulla potenza Honda tace: le stime della stampa internazionale oscillano parecchio, dai 180 CV ipotizzati prendendo come riferimento una maxi naked da 1200, fino ai 200 CV di chi è più ottimista. Numeri che, onestamente, non ci sentiamo di confermare finché non arriverà la scheda tecnica.
Perà puoi ripercorrere la storia del progetto: dal primo approfondimento con Honda Italia a Motofestival 2024 al prototipo svelato a EICMA 2025, passando per il teaser che ci ha fatto sentire per la prima volta la voce del V3.
Qui entra in gioco un'indiscrezione circolata recentemente e ripresa da RideApart, Visordown e Motorcycles.news, che citano tutti fonti giapponesi. Il ragionamento d'altra parte è lineare: si toglie l'E-Compressor al V3 e si ottiene un tre cilindri aspirato da 900 cc capace, secondo le stime, di 120-130 CV. Il nome circolato è V3R 900RR, con un possibile primo assaggio già a EICMA 2026 e un lancio sul mercato non prima della metà del 2027, più probabilmente nella seconda metà dell'anno. Honda non ha confermato né il modello né le tempistiche, ovviamente.
Perché ha senso? Perché la CBR600RR, rientrata in Europa nel 2024 con 121 CV (come raccontato nella nostra prova della CBR600RR), è un quattro cilindri di scuola classica in una categoria che si è spostata verso bicilindrici e tricilindrici di cilindrata maggiore: vedi Yamaha R9 e Ducati Panigale V2, entrambe intorno ai 120 CV. Un V3 da 900 aspirato si collocherebbe esattamente lì, con un vantaggio non banale: la larghezza ridotta del tre cilindri a V, che permette una ciclistica molto stretta e agile. Insomma, sarebbe sicuramente molto interessante.
C'è anche un aspetto sportivo. Una V3R 900RR prenderebbe il posto della CBR600RR come base Honda per il Mondiale Supersport, categoria che con le regole "Next Generation" ha già aperto le porte a motori di architetture e cilindrate diverse, bilanciati dal regolamento.
Una piattaforma motore così raffinata e costosa da sviluppare difficilmente resterà confinata a una o due moto specie considerando che le supersport in questo periodo storico non fanno grandi numeri. Il principio di Honda è sfruttare un motore su più modelli possibile, lo ha sempre fatto. Le declinazioni più logiche per il V3 900 E-Compressor sono due:
Riteniamo sia più incerta la suggestione di una Africa Twin V3 sovralimentata, di cui abbiamo parlato ad agosto: al momento resta nel campo delle congetture e, come altri colleghi della stampa, anche noi la consideriamo poco probabile almeno nel breve-medio periodo. Non possiamo escluderla, ma non ci scommetteremmo la caparra ecco.
È forse una delle ipotesi più interessanti sul piano industriale. Tra i nove brevetti pubblicati nell'ultimo anno ce n'è uno che descrive un bicilindrico a V derivato dal V3 modulare, ottenuto eliminando un cilindro dalla bancata anteriore e mantenendo la compatibilità con l'E-Compressor. Facciamo un conto a spanne, con tutte le cautele del caso: se il V3 ha circa 300 cc per cilindro, un V2 derivato si collocherebbe intorno ai 600 cc. Applicando la regola Honda del "+1/3", con il compressore elettrico renderebbe come un 800 aspirato. Un motore del genere potrebbe interessare la media cilindrata, dove oggi Honda schiera il bicilindrico parallelo 755, oppure una fascia più accessibile di naked e crossover. Pura stima nostra, sia chiaro: i brevetti tutelano idee, non annunciano moto. Però diteci che non vi stimola l'idea di un bicilindrico così.
Ora scateniamo la fantasia. Gli stessi brevetti mostrano l'E-Compressor applicato a motori già esistenti, a conferma che il sistema è pensato per essere montato anche su unità non progettate in origine per la sovralimentazione:
Il filo conduttore è il downsizing: con normative sulle emissioni sempre più stringenti, poter mantenere prestazioni da maxi con cilindrate inferiori è un argomento che va oltre il puro divertimento. Un po' come è successo nelle auto.
Il V3 Honda con compressore elettrico debutterà quasi certamente a EICMA 2026 sulla V3R 900 E-Compressor, con arrivo su strada nel 2027. Nel breve-medio termine il candidato più concreto a sfruttarne la base potrebbe essere una supersportiva V3 900 aspirata, la presunta V3R 900RR da 120-130 CV, erede della CBR600RR. A seguire, le ipotesi più plausibili sono sport tourer e crossover V3, un V2 da circa 600 cc derivato dal modulare e, più avanti, l'applicazione dell'E-Compressor a Gold Wing, NC750 e Fireblade. Tutto ciò che va oltre la V3R resta, oggi, nel campo delle indiscrezioni e dei brevetti, ma a noi quello di ipotizzare le prossime moto è un esercizio che diverte parecchio. Facciamo male? E allora diteci, dove vedreste bene applicato l'E-Compressor?