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Fase 2. Come cambiano le città? Ciclabili, "case avanzate" e "bike lane"

- Il maxi Decreto Rilancio modifica anche il Codice della Strada, e cambia il volto delle città per renderle più a misura di "due ruote"
Fase 2. Come cambiano le città? Ciclabili, case avanzate e bike lane

L'articolo 205 del Decreto Rilancio non regola solamente il bonus mobilità (leggi qui tutti i dettagli), ma apporta anche alcuni cambiamenti al Codice della Strada, con l'obiettivo di "promuovere l’utilizzo delle biciclette nelle aree urbane, quali mezzi a basso impatto ambientale nella viabilità cittadina". In particolare introduce  la "casa avanzata" e la "corsia ciclabile". 

 

CASA AVANZATA

La “casa avanzata” è uno spazio agli incroci riservato alle bici che potranno fermarsi davanti alle automobili quando il semaforo è rosso, con ovvi vantaggi in termini di sicurezza e di salute (i ciclisti non saranno più costretti a respirare i gas di scarico delle auto). La legge la definisce come: "una linea di arresto dedicata alle biciclette in posizione avanzata rispetto alla linea di arresto per tutti gli altri veicoli per garantire maggior sicurezza alla circolazione delle biciclette".
 

CORSIA CICLABILE

Per velocizzare e favorire la creazione di percorsi ciclabili nelle città si è introdotta la definizione di "corsia ciclabile, ovvero la parte longitudinale della carreggiata, posta a destra, delimitata mediante una striscia bianca discontinua, valicabile e ad uso promiscuo, idonea a permettere la circolazione dei velocipedi nello stesso senso di marcia degli altri veicoli e contraddistinta dal simbolo del velocipede. La bike lane è parte della ordinaria corsia veicolare, con destinazione esclusiva alla circolazione dei velocipedi, eliminando ogni forma di promiscuità di circolazione con altre tipologie di veicoli, con indubbi vantaggi sulla sicurezza e snellimento della circolazione".

La bike lane spesso consente l'utilizzo promiscuo di diversi veicoli, purché con un massimo di tre ruote, quindi dai monopattini alle moto di grossa cilindrata. Abbiamo già scritto della pericolosità di una simile convivenza. Fortunatamente nella versione italiana delle bike lane è ad uso esclusivo dei velocipedi.

  • didark

    Era ora !! Ci siamo arrivati con un pò di anni di ritardo ma finalmente ci si arriva. Bisogna dire anche grazie allo sviluppo delle bici elettriche che rendono il mezzo utilizzabile anche in città dai saliscendi evidenti e pronunciati.

    Di pari passo va favorito l'interscambio modale per chi abita fuori. Arrivo da fuori con un treno e poi vado di bici in città. Il che significa, come molti Paesi fanno, attrezzare treni con vagoni appositi per le bici o per il connubio bici-passeggero.
    E per chi non sa andare in bici ci sono i tricicli per adulti. E per chi deve portare bimbi dietro ci sono bici con carrelli portabimbi (mai stati a Copenhagen?).
    Tanto è oramai acclarato che la velocità media di uno spostamento da punto a punto in città, anche se ho un SUV da millemila cavalli, è al di sotto dei 30 kmh. E per la pioggia ci si attrezza, fortunatamente siamo in Italia e bel temnpo ne abbiamo molto più che in Paesi dove muoversi in bici in città è la norma.
    Che sia la volta buona che cambiamo veramente le nostre città e il nostro pensare alla mobilità. Ci voleva il COVID per una rivoluzione del genere.
  • OsteoRider, Ferrara (FE)

    Ma questi solo a bici e monopattini riescono a pensare? Ma sono la nuova priorità della ripresa? Ad un precario che lavora a milano ma abita fuori perché in città i prezzi delle case sono folli, e tutti i giorni fa avanti indietro, gli levi pure l'auto o rendi il traffico impossibile in modo da raddoppiare i suoi tempi di spostamento?
    L'avvocato Sala sempre dalla parte dei primi e mai degli ultimi.
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