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Enduro 2021. La guerra è finita, l’Enduro mondiale si fa in tre!

- Due stagioni… e mezza di WESS, e la FIM ricompone la mappa dell’Enduro mondiale. Mondiali Enduro e Super Enduro e, ora, Mondiale Hard Enduro. Tre campionati su tre livelli. In fondo era un vecchio progetto. Altre novità e… conseguenze
Enduro 2021. La guerra è finita, l’Enduro mondiale si fa in tre!

Ginevra, Gennaio 2021. È stato un gran regalo di Natale. Prima ancora dell’arrivo del bambino, è apparso il comunicato ufficiale congiunto con il quale FIM e WESS sotterravano l’ascia di guerra per far nascere un nuovo Campionato del Mondo che veniva ad affiancarsi al “Classico”. Era la soluzione, in parte inaspettata, che tutti auspicavano, e in fondo un progetto di vecchia data e ispirazione che aveva bisogno di una rinfrescata. Dopo due stagioni piene e una… cancellata dal CoViD-19, il World Enduro Super Series, diventato WESS Enduro World Enduro nel 2020 mai esistito, “unisce le forze” con la Federazione Internazionale Motociclistica per dare vita all’Hard Enduro World Championship. Il braccio di ferro, tre anni, due stagioni e una scommessa, finisce con un pareggio diplomatico sotto la direzione d’orchestra di Jorge Viegas, il portoghese Presidente FIM. Una grande appassionato.

In due anni e mezzo il WESS ha fatto vedere grandi cose, qualche limite e comunque che non era possibile dividere in più parti una torta già piccola. L’ex Regolarità è diventata, negli anni del Promoter Branchard, una disciplina strutturata e spettacolare, soprattutto appassionante e di altissimo pivello tecnico. Da questa crescita di contenuti sono nate delle sub discipline più specializzate e poi elevate a identità e dignità proprie, l’Estremo, il Super Enduro. Poi è arrivato il WESS, una disciplina che staccava un ramo dell’Enduro per dar vita ad una struttura di gare ibrida, un Campionato che si proponeva di mettere insieme grandi Eventi dell’Estremo ormai “classici”, e grandi gare di Enduro più “tradizionale” in un unico circuiti teso a definire e premiare il Super Campione dell’Enduro. Il WESS si è scontrato con la difficoltà di reperire organizzatori dell’Enduro tradizionale disposti a investire nella nuova linea abbandonando il “classico”, e con una certa riluttanza dei grandi eventi a sottostare alle regole di un intero Campionato che tendeva a riunire le singole gare sotto uno stesso ombrello. C’era il vantaggio del grande sponsor, Red Bull, ma il limite di una disciplina che doveva contare su un numero inevitabilmente ridotto di specialisti.

Il colpo di grazia al WESS, che ha eletto William “Billy” Bolt nel 2018 e Manuel “Manni” Lettenbichler nel 2019, è arrivato alla fine della stagione 2020 da più fronti. Senz’altro il CoViD-19 e la stagione annullata, ma anche l’impossibilità di progettarne con certezza una nuova, l’uscita di scena del Promoter, Alain e Bastien Blanchard, e la conseguente decisione della FIM di prendere in mano le redini dell’intera disciplina. Era una geografia complessa che necessitava di una nuova mappatura. Ne è venuta fuori la “scoperta” di un nuovo continente dell’Enduro. Che come nella storia dell’esplorazione esisteva già, naturalmente, ma bisognava dargli un nome, fissarlo sulle carte. Invece di rientrare nei ranghi, quindi, il WESS è stato il bel movente per il riconoscimento, ufficiale e sul piano mondiale, di una disciplina che esisteva già e che era quella che aveva prodotto i grandi Eventi dell’Estremo.

Il risultato finale, maturato al novantesimo, è che l’Enduro non riduce ma triplica. Avremo, quindi, il Campionato del Mondo di Enduro, il Campionato del Mondo Super Enduro e, già dal 2021, il Campionato del Mondo Hard Enduro.

Gli effetti si vedono già, anzi andavano visti ancora prima come forti elementi premonitori. Per esempio le campagne di rafforzamento di Sherco, Nambotin e Danny McCanney, Honda RedMoto, Espinasse, o la discesa in campo di Fantic con Loic Larrieu. Emblematico il passaggio di Jarno Boano a TM, la cui Squadra diventa la formazione ufficiale Factory nel Mondiale, e soprattutto il passaggio di Andrea Verona da TM a KTM. Il Campione del Mondo E1, firmando con Pro Racing Sport e KTM Italia, sancisce di fatto il ritorno del Gruppo austriaco nel Mondiale, per ora con un profilo molto discreto, il che non può che far pensare ad altre e più strutturate novità.

Per esempio il ritorno di Josep Garcia, ultimo Campione del Mondo Enduro di KTM nel 2017, già visto in azione durante l’ultima prova del Mondiale 2020 in Portogallo.

Andato, ovviamente, in sospensione il Campionato del Mondo Super Enduro, ecco i calendari del neonato Mondiale Hard Enduro e del “tradizionale” Campionato del Mondo di Enduro.

 

FIM Enduro World Championship 2021:

Giugno 18-20 Marco de Canaveses, Portogallo

Giugno 25-27 Edolo, Italia

Luglio 16-18 Saaremaa, Estonia

Luglio 22-24 Skovde, Svezia

Ottobre 8-10 Zschopau, Germania

Ottobre 15-17 Langeac, Francia

 

FIM Hard Enduro World Championship 2021:

Maggio 7-9 Extreme XL Lagares, Portogallo

Giugno 3-6 Erzbergrodeo, Austria

Luglio 10-11 Italia, TBC

Luglio 27 -31 Red Bull Romaniacs, Romania

Agosto 13-15 Tennessee Knockout, USA

Settembre 18-19 Polonia, TBC

Ottobre 1-3 Hixpania Hard Enduro, Spagna

Ottobre 29-30 Getzenrodeo, Germania

 

E poi… International Six Days Enduro (ISDE):

30 Agosto-4 Settembre. Rivanazzano, PV, Italia

FIM Enduro Vintage Trophy 2021:

20-23 Ottobre, Isola d’Elba, Itala

 

© Immagini ABC – Beta Media – Honda RedMoto Media – Red Bull Content Pool

  • Daniel.pievaioli, Chiusi (SI)

    Personalmente credo abbiano peggiorato la situazione, il mondiale deve essere uno e contenere il classico enduro derivato dalla regolarità e l'enduro più estremo coniugando le varie prove nell'arco del mondiale
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