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Ducati-Audi, è ufficiale. Le prime dichiarazioni di Stadler

- Confermata in una nota diffusa da Investindustrial la cessione del 100% di Ducati ad Audi AG. Rupert Stadler, presidente Audi, dichiara la sua soddisfazione. Bonomi sottolinea l’importanza che avrà Audi nella strategia di globalizzazione dell'azienda

Confermata in una nota diffusa da Investindustrial la cessione del 100% di Ducati ad Audi AG.
Bonomi sottolinea l’importanza che potrà avere Audi nel processo di globalizzazione, apprezza l’importante lavoro fatto dal management e dai lavoratori di Ducati sotto la guida Del Torchio, e ritiene che la nuova proprietà saprà tutelare nel migliore dei modi la clientela.

18 aprile 2012


In una nota diffusa in serata Andrea Bonomi, Presidente di Investindustrial, esplicita l’importanza della scelta di una società industriale e ritiene che “Audi sia il partner migliore per continuare il processo di globalizzazione che è già stato avviato con successo.” Riguardo la Ducati aggiunge di essere convinto che “la società , nelle mani capaci di Audi, continuerà ad avere un futuro estremamente positivo e ricco di soddisfazioni per i clienti e per i lavoratori dell’azienda.” E che “si dimostrerà una nuova proprietà responsabile e capace, in grado di preservare le competenze tecnologiche dei dipendenti italiani dell’azienda per realizzare un ulteriore processo di crescita di Ducati.”

 

Audi si dimostrerà una nuova proprietà responsabile e capace


Ricorda il ruolo fondamentale che ha avuto “il management team, guidato da Gabriele Del Torchio, e tutto il personale qualificato e appassionato di Ducati nel trasformare l’azienda in un marchio globale, sviluppando alcuni dei modelli di moto più interessanti attualmente sul mercato.”
Non trascura l’attenzione verso i clienti Ducati: “una clientela fedele e in crescita, che sarà ben tutelata, grazie alla presenza globale e all’eccellenza tecnica di Audi e del gruppo Volkswagen.”

La nota diffusa non lascia dubbi riguardo la cessione del 100% di Ducati ad Audi menzionando che anche gli altri azionisti di Ducati hanno ceduto le loro partecipazioni ad Audi AG.

  • rsabatini, Carsoli (AQ)

    CHE DIFFERENZA FA? E' importante il posto di lavor

    A parte qualche voce più ragionevole e meno emotiva noto un senso di meraviglia e di disappunto, ma ragazzi, il mondo industriale gira così da una vita e maggiormente da quando le società sono quotate in borsa, avreste preferito assistere ad un lento inesorabile declino di Ducati come di tante altre aziende italiane? NO, non credo..... del resto ci sono diverse aziende italiane (non tante per la verità) che hanno avuto la forza e la lungimiranza di acquisire aziende straniere lasciando la produzione su quel territorio, magari ce ne fossero altre, significherebbe che il nostro assetto imprenditoriale funzioni ma non è, almeno al momento, proprio così. Una fabbrica di gran nome come Ducati non può sopravvivere con i modesti numeri prodotti, anche se di qualità, deve fare investimenti (ci vogliono capitali buoni) per proporsi in modo efficace sui vari mercati con una gamma valida e completa. La stessa BMW ha cambiato radicalmente il proprio modo di produrre (nuova fabbrica e gamma super completa) ed ha accresciuto la propria quota di mecato, La Moto Guzzi che sarebbe stata la sua concorrente naturale sta arrancando e forse ora, dopo anni, sta cominciando a vedere qualche lieve risultato positivo, speriamo continui anche se il momento non è propizio.
    La proprietà non è importante, è importante il lavoro per operai, progettisti e impiegati vari nel nostro paese.
  • piega996, roma (RM)

    valerio gaggero

    il vero problema delle fabbriche italiane è che non pagano bene i loro operai e questi non spendono.
    Ma tutti non pagano bene e sufficientemente in tutti settori.
    E la gente non spende.
    Chi ha soldi liquidi sui compra quel che gli pare nel mercato globale, tanto decantato da imprenditori e governanti.
    Insomma diciamocelo i nostri imprenditori non vedono lontano un palmo dal proprio naso.
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