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Cellulare alla guida. A Genova piovono multe con le moto civetta

- Il capoluogo ligure è fra i comuni più attivi nel reprimere l’uso del telefono cellulare alla guida. Una task force della Polizia Municipale che impiega anche motociclisti in borghese
Cellulare alla guida. A Genova piovono multe con le moto civetta

La decisione di combattere con maggiore intensità la pessima, e soprattutto molto pericolosa, abitudine di usare lo smartphone mentre si guida, è stata presa dal Consiglio Comunale di Genova nella riunione dello scorso 11 giugno. In ritardo rispetto ad altre città, e purtroppo in anticipo su molte altre, gli amministratori genovesi hanno approvato la mozione numero 38 del 12 marzo scorso con 37 voti su 37.

La mozione ha previsto l'istituzione di una task force della Polizia Locale, che prevede anche l’utilizzo di agenti in borghese, finalizzata alla repressione e alla prevenzione - con una campagna informativa - dell'uso dello smartphone alla guida. Che, come è noto, non riguarda solamente la semplice telefonata, e comprende l’utilizzo del dispositivo per lettura e scrittura di messaggi, navigazione su pagine social eccetera.
In particolare sono attive pattuglie di vigili in borghese su enduro stradali e maxi scooter.

 

Ricordiamo che l’articolo 173 che Codice della Strada dispone che “È vietato al conducente di far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici ovvero di usare cuffie sonore, fatta eccezione per i conducenti dei veicoli delle Forze armate e dei Corpi di cui all’articolo 138, comma 11, e di polizia. È consentito l’uso di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare purché il conducente abbia adeguate capacità uditive ad entrambe le orecchie”.

Le sanzioni prevedono una multa da 161 a 646 euro, la decurtazione di 5 punti dalla patente di guida e la sua sospensione da uno a tre mesi in caso di reiterazione entro i due anni successivi.

  • Arturo-22, Pontinvrea (SV)

    Grande Zena, un bravo grande come una casa al consiglio comunale 👍👍👍
  • 50, Roma (RM)

    e il caso di metterli anche a Roma dove ignoranza e il menefreghismo abbondano
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