Se è vero che i motociclisti devono essere i primi garanti della propria sicurezza evitando comportamenti pericolosi e ragionando in maniera da prevenire le situazioni di rischio, è anche vero ci aspettiamo dalle istituzioni e dalle mministrazioni locali altrettanta attenzione nella prevenzione degli incidenti stradali. Questa attenzione sembra essere mancata nel recente provvedimento dell’Amministrazione Comunale di Catania che ha portato alla rimozione di un tratto di circa 400 metri di barriere new jersey poste tra una corsia e quella di senso opposto in una scorrevole e trafficata strada urbana (Viale Artale Alagona) teatro, con preoccupante regolarità, di gravi incidenti. Le barriere spartitraffico rimosse dal Comune di Catania dividevano la carreggiata nel tratto più pericoloso, una curva dove una volta le automobili e le motociclette sconfinavano nella corsia opposta provocando cappottamenti, scontri frontali tra veicoli o eseguivano temerarie e pericolosissime inversioni di marcia, comportamenti cessati con il posizionamento dei new jersey, oggi rimossi e sostituiti con una doppia striscia continua e un bel limite di velocità abbassato fino a 30 chilometri all’ora – solo in quei 400 metri -, con conseguente autovelox pronto a fulminare i folli che si dovessero portare alla incredibile velocità di 45 km/h. Senza minimamente criticare la legittimità dei provvedimenti adottati dall’amministrazione catanese, questa non ci sembra comunque la maniera migliore di garantire la sicurezza degli utenti della strada, per una serie di ragioni che elenchiamo. I cinquanta all’ora, se fatti rispettare, sono un limite sufficiente per non perdere il controllo di qualsiasi mezzo nella curva incriminata. La doppia striscia continua è solamente una prescrizione a non superarla, ma non impedisce che un mezzo la valichi. Gli incidenti più tragici si verificano soprattutto la notte, quando la strada è libera e l'umidità del mare si deposita sull’asfalto rendendolo viscido: in quegli orari di scarso traffico nessun controllo, nessun autovelox. Video 10130 A questo proposito abbiamo contattato l'avvocato Rosario D’Agata, Assessore alla Viabilità del Comune di Catania che, con molta disponibilità, ci ha chiarito come la rimozione delle barriere sia finalizzata alla loro sostituzione con altre «più idonee» ma che in questo momento non è ancora stato stabilito quali siano le più adatte; nell’attesa, la presenza del limite di 30 km/h, della doppia striscia continua, del presidio dei Vigili urbani e dell’autovelox sono ritenute misure sufficienti a garantire la sicurezza degli utenti della strada. Abbiamo fatto presente all’assessore che queste misure non prevengono attivamente gli incidenti stradali ma sembrano provvedimenti vessatori che autorizzano il sospetto che il Comune voglia soprattutto fare cassa: il limite a 30 km/h è molto difficile da mantenere dato che la strada di giorno è una delle principali direttrici di traffico della città, mentre la sera invoglia i più indisciplinati a dare gas. Se i 50 km/h sono un limite quasi utopistico, i 30 sembrano proprio incongrui ed in grado di essere violati anche dai ciclisti più in forma. Abbiamo provato a percorrere in motocicletta quel tratto a 25-30 Km/h e la sensazione non è stata piacevole: camion e mezzi pubblici ci superavano a velocità anche doppie e la coda di automobili strombazzanti per protesta ci ha messo anche un po’ di paura. L’Assessore D’agata ha cortesemente replicato che in capo a qualche settimana saranno posizionate nuove barriere spartitraffico che speriamo tengano in considerazione anche le istanze di sicurezza dei motociclisti (visibilità, soprattutto): «Noi ci troviamo in una condizione particolare che oggettivamente presenta alcuni aspetti di pericolosità. L’attuale situazione è temporanea, cambierà nel tempo di poche settimane e stiamo monitorando la città per capire se ci sono altri punti dove sono necessari interventi analoghi». Nel frattempo rimane lo spettacolo di un autovelox che sanziona ignari utenti a tutto spiano (se si procede a 50 km/h la multa sarà di 169 euro con decurtazione di 3 punti patente) e di un’amministrazione comunale che rimuove un sistema di sicurezza brutto ma efficace, lo sostituisce con un’attività a nostro parere principalmente repressiva, ma non ha ancora stabilito con certezza come migliorare la sicurezza di motociclisti e automobilisti. Le barriere new jersey erano bruttine, ma questo spettacolo a noi piace ancora meno. Ci sono altri casi del genere in altre città Italiane? Possiamo suggerire all’Assessore qualche soluzione alternativa?